Coop, il Governo stringe i tempi

21/11/2001




    Diritto societario – Ieri il primo incontro con le parti sociali per definire la riforma del regime fiscale

    Coop, il Governo stringe i tempi
    Tremonti punta a predisporre velocemente il testo – Entro la prossima settimana le proposte di modifica
    Giovanni Negri
    ROMA – Sulla riforma delle cooperative si ripartirà tra una settimana. Ma sul tappeto da parte del Governo c’è solo la proposta Tremonti. L’incontro di ieri pomeriggio tra le centrali cooperative e una delegazione del Governo capitanata dal ministro dell’Economia (ma erano presenti anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi e il presidente della Commissione per l’attuazione della riforma del diritto societario Michele Vietti) è servita per fare il punto della situazione. Ma soprattutto per ripresentare un’immagine compatta del Governo davanti a un intervento che rappresenta uno dei cardini del più ampio e ambizioso progetto di riscrittura del diritto societario. Dopo le polemiche, infatti, che avevano accompagnato a settembre l’approvazione della legge delega, anche all’interno dello stesso Esecutivo non tutti hanno condiviso la decisione di intervenire da subito con misure restrittive sulle cooperative. Alle parti sociali il ministro Tremonti ha però chiarito che la decisione di anticipare gli effetti fiscali delle misure sulle coop è determinata soprattutto da ragioni di bilancio e non ha intenzioni punitive: l’acconto Irpeg che le cooperative giudicate non più costituzionalmente riconosciute dovranno versare nel 2002 andrà infatti conteggiato come se già nel 2001 queste non avessero avuto più diritto alle agevolazioni tributarie oggi previste. In ogni caso Tremonti si è detto disponibile a prendere in considerazione le proposte che tra una settimana, quando Governo e rappresentanze delle coop si rivedranno, le parti sociali potrebbero sottoporgli. Sulla definizione invece del modello giuridico di cooperazione la parola dovrebbe restare alla commissione Vietti. Anche perché l’attuale versione del testo preparato dall’Economia prevede esplicitamente che si tratti di una soluzione ponte in attesa della sistemazione finale che dovrà essere varata dalla commissione stessa entro aprile. Insomma, ieri non si è andati al muro contro muro come sarebbe stato possibile, tenuto conto del tenore dello schema di decreto legislativo predisposto dal ministero dell’Economia. Nei giorni scorsi, infatti, quando il testo aveva cominciato a circolare, da parte di Confcooperative e Legacoop era stata sottolineata la natura vessatoria delle disposizioni. In particolare era finito nel mirino l’innalzamento della soglia di prevalenza, della proporzione cioè che le cooperative di consumo devono rispettare nella attività prestata tra soci e non soci e che le coop di lavoro devono conservare nel livello delle retribuzioni tra chi è iscritto e chi non lo è. Di fronte all’atteggiamento espresso dal Governo ieri le centrali cooperative hanno abbozzato. E, dopo avere drasticamente ridimensionato le aspettative di un significativo aumento del gettito, hanno preannunciato che il tentativo da fare sarà quello di portare al tavolo delle trattative una serie di modifiche il più possibile condivisa. Con un’avvertenza però. E a sottolinearla è Ivano Barberini, presidente di Legacoop: «L’attuale versione del testo è inaccettabile. Se venisse ripresentata senza modifiche non potrebbe che vederci all’opposizione. In ogni caso abbiamo apprezzato l’intenzione di non procedere, per ora, a strappi improvvisi, anche se non posso negare che la decisione del ministero dell’Economia di procedere alla redazione di un testo ci ha in qualche modo sorpresi. Già la prossima settimana però potremo verificare di persona se l’atteggiamento di Tremonti era solo frutto di tatticismo».
    Mercoledí 21 Novembre 2001
 
|