“Coop” Il congresso dell’orgoglio e della svolta

09/03/2007
    venerdì 9 marzo 2007

    Pagina 16 – Economia & Lavoro

    Cooperative, il congresso
    dell’orgoglio e della svolta

      Una governance per garantire trasparenza ed efficienza
      La scalata Unipol alla Bnl rimane un caso aperto

        di Bianca Di Giovanni / Roma

        COOPERAZIONE È il congresso del dopo «caso Unipol», è il congresso della svolta verso maggiore trasparenza, è il congresso della difesa dall’affondo dei poteri forti che minacciano oggi in Europa l’identità cooperativa. Una vera prova del fuoco quella di Legacoop, riunita nella tre giorni romana (oggi le conclusioni) che segna il 120esimo compleanno. All’assise è giunto anche il saluto del presidente Giorgio Napolitano. L’intervento di apertura del presidente Giuliano Poletti (che oggi sarà riconfermato) parla di «campagne denigratorie» e di contrasto al «pensiero unico» che vorrebbe tutti uguali. O, come dice il ministro Pier Luigi Bersani (il più applaudito) vuole sì «che ci siano mele e pere, ma che le pere siano un po’ uguali alle mele». Chiaro il riferimento a chi vorrebbe cancellare il regime fiscale specifico, sollevando a Bruxelles l’ipotesi di aiuto di Stato (federdistribuzione). «È chiaro che in campo sono scesi poteri forti – dichiara Poletti – in grado di mobilitare governi e cancellerie». Non fa nomi il presidente, ma i rumors parlano di pressioni dei colossi Carrefour e Auchan. E gli italiani. Il governo assicura – con Emma Bonino, anche lei molto apprezzata dalla platea – il massimo impegno in difesa della nostra legge. «Vorrei ricordare – aggiunge Bersani – che stiamo difendendo una legge del centro-destra». Come dire: le polemiche stanno a zero.

        Ma il ministro dello sviluppo, e subito dopo Piero Fassino, si tolgono parecchi sassolini dalle scarpe. Soprattutto sul caso Unipol. Sferzante Bersani: «Perché una di queste banche straniere che noi abbiamo ospitato con tanta gioia non ci ha applicato le regole europee?». Ci ha dovuto pensare lui ad eliminare le commissioni di massimo scoperto e di chiusura conto: come mai? «Mi accusano di favorire l’uno o l’altro – continua il ministro – Eppure certi signori che fino all’anno scorso stavano tanto bene adesso non parlano più». Più esplicito il segretario della Quercia: «Veniamo da anni curiosi: il movimento cooperativo è cresciuto e questo ha infastidito parecchio. Ne abbiamo avuto prova qualche mese fa (applauso). Nel travagliato dibattito su Unipol-Bnl un esponente politico rilevante se ne uscì con l’infelice battuta: le coop si occupino di supermercati. Segno della sua non conoscenza della realtà».

        Lo sanno bene loro, i cooperatori, che non si tratta solo di supermercati. Loro che «sono nati prima della Fiat» (voci della platea), che durante il congresso leggono pubblicazioni sull’economia etica e la responsabilità sociale (cose mai viste nelle assisi confindustriali), che partecipano alle gare di appalto in concorrenza con i giganti europei, sanno di poter crescere ancora, visti i risultati appena raggiunti: in 10 anni (’95-’05) produzione raddoppiata, occupazione aumentata dell’80% e numero di soci arrivati a 7,5 milioni. Vogliono crescere rispettando le regole del gioco, come chiede Cesare Damiano dal podio elencando i numeri dell’economia in nero. Ma anche senza preclusioni di sorta. Per questo fanno paura. Il ministro Linda Lanzillotta li accusa di aver «subito il fascino della finanza». Peccato che la finanza non è un film porno: è un’attività economica tale quale le altre. La prossima sfida è quella della trasparenza: il congresso stilerà oggi le linee guida per la formulazione di un codice di autoregolamentazione che dovrà garantire un controllo più trasparente.