Coop frena la corsa dei prezzi e accusa l’industria per i rincari

05/09/2003

      venerdì 5 settembre 2003

      Il rapporto annuale dei consumi
      Coop frena la corsa
      dei prezzi e accusa
      l’industria per i rincari

      MILANO Stagnano domanda, reddito, propensione al consumo e fiducia dei consumatori. Il quadro economico – così come emerge dal Rapporto annuale su consumi, prezzi e distribuzione di Coop presentato ieri a Milano – è tutt’altro che rassicurante.
      Se il 2002 ha chiuso con una riduzione della spesa delle famiglie dello 0,1%, infatti, nemmeno i dati relativi ai primi sei mesi del 2003 lasciano sperare in una ripresa robusta: i consumi dei generi alimentari sono saliti solo dello 0,5%, quelli di abbigliamento
      e calzature sono scesi dello 0,5%, quelli di auto, moto e carburante sono crollati del 3,3%. Tengono solo i beni elettronici e le telecomunicazioni, con incrementi rispettivi del 14,1% e del 5,3%. Nel complesso, dunque, la spesa delle famiglie è salita da gennaio a giugno dello 0,7%: un dato modesto, che smentisce le rosee aspettative di quanti prevedevano impulsi significativi nella domanda di mercato e che promette una crescita a fine anno non oltre la quota dell’1%.
      Per quanto riguarda la dinamica dei prezzi, invece, Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia, ha risposto polemicamente al presidente di Confindustria D’Amato, che, scagionando da ogni accusa l’industria, aveva indicato nel settore del commercio
      l’unico responsabile dell’attuale inflazione: «Le industrie hanno chiesto nel corso del 2003 rincari nei listini del 3,3%. Solo grazie all’impegno della grande distribuzione questa richiesta non si è tradotta in inflazione reale per i consumatori.
      Non siamo semplici passascatole, ma contrattiamo con le industrie e valutiamo se le richieste di aumenti sono giustificate». Tassinari, in particolare, ha rivendicato il ruolo svolto da Coop nel contenimento del caro prezzi: «L’inflazione in campo alimentare nei primi sette mesi del 2003 è stata secondo l’Istat del 2,7%. In Coop il dato è pari allo 0,7%. Abbiamo così esercitato un intervento virtuoso sulla dinamica dei prezzi, considerando che la nostra quota di mercato è pari al 18%.
      Negli ultimi tre anni Coop si è distinta come calmieratore dei prezzi alla vendita con quasi sei punti percentuali di contenimento rispetto alla media Istat».
      Chi non ha alcuna intenzione di fare altrettanto sono le compagnie assicurative che, di fronte alle richieste di abbassamento delle tariffe dell’rc auto come conseguenza al decremento degli incidenti stradali, prendono tempo e chiedono sei mesi anche solo per valutare la possibilità. Si ribella l’Intesa dei consumatori, che accusa il governo di «subalternità» nei confronti dell’Ania: «Le società di assicurazioni hanno un potere tale da far cambiare idea a due ministri nel giro di appena 24 ore. Qualche giorno fa, il ministro Marzano ha chiesto la diminuzione della tariffe, ma dopo 24 ore ha cambiato idea e rinviato tutto ai prossimi mesi. Mercoledì il ministro Lunardi ha affermato
      con identiche motivazioni che bisogna ridurre le tariffe, e giovedì ha detto che per la riduzione bisogna aspettare qualche mese».
      l.v.