Coop: farmaci liberi nei supermercati per ridurre i prezzi

07/11/2005
    sabato 5 novembre 2005

      Pagina 12 – Economia & Lavoro

      Coop: farmaci liberi nei supermercati per ridurre i prezzi

        I prodotti da banco potrebbero costare dal 25 al 50% in meno. Raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare

          FARMACI LIBERI – Potrebbero costare dal 25 al 50% in meno se solo fossero venduti nei grandi magazzini. Una bella soluzione per i portafogli dei cittadini. Eppure al ministro della Sanità non interessa. Si tratta dei prodotti di automedicazione da banco (tipo aspirina o tachipirina) che in Italia vendono solo le farmacie. «Contro i monopoli e per la vera concorrenza» Coop lancia la campagna «farmaci liberi». A presentarla ieri il presidente Coop Aldo Soldi. «A inizio dicembre cominciamo la raccolta di firme nei nostri punti vendita – spiega Soldi – per promuovere una legge di iniziativa popolare. Contiamo di riuscire a presentare il testo entro marzo, in modo che sia pronto per la prossima legislatura». Tra circa un mese, dunque, compariranno i punti di raccolta nei 1.276 punti vendita della rete Coop.

            La Coop ha già scritto per tre volte al ministro della Salute senza ottenere nessuna risposta. Neanche un tavolo, che pure si è offerto ai farmacisti. I quali, detto tra parentesi, non hanno neanche seguito con molto entusiasmo l’invito di Francesco Storace a praticare sconti su quei prodotti fino al 10%. Soldi comunque non demorde: dopo essere riusciti a far pagare il latte in polvere fino a un terzo del prezzo pre-liberalizzazione, conta di riuscirci anche con i medicinali da banco. Ha dalla sua, oltre alle associazioni dei consumatori, anche una indicazione dell’Antitrust che ha denunciato cartelli e arbitrio sui prezzi, proponendo addirittura che quelle medicine fossero vendute con distributori automatici.

              La proposta Coop invece non «cancella» la presenza del farmacista. L’ipotesi è di creare dei «corner» che riuniscano prodotti farmaceutici e parafarmaceutici collegati al mondo della salute e del benessere. La vendita sarà assistita da un farmacista. «La figura del farmacista dipendente Coop – spiega Soldi – assumerà per noi un ruolo fondamentale per educare al consumo consapevole». In Italia questi prodotti rappresentano quasi il 10% del venduto delle farmacie, con un giro d’affari di circa 2 miliardid i euro annui. Da sottolineare che prodotti come i cosmetici o i dietetici rappresentano il 17,6% dello stesso mercato, con quasi il doppio di incassi annui. «Non si capisce perché loro possono vendere gli zoccoli e noi non possiamo vendere l’aspirina – continua il presidente Coop – Tanto più che ogni cosa che toccano diventa d’oro, il prezzo aumenta subito». Il resto d’Europa si divide quasi a metà tra l’esperienza italiana e quella inglese di vendita attraverso canali diversi dalla farmacia. Negli Stati Uniti non c’è neanche la presenza del farmacista.

            b. di g.