Coop Estense, via libera all’ipotesi di contratto

02/04/2003

        Coop Estense, via libera all’ipotesi di contratto

        Contratto, a un passo dalla firma

     



     
    MODENA
    mercoledì 2 aprile 2003
    IV di Quaresima
       
    Lunedì sera l’assemblea dei dipendenti, su 650 presenti solo 23 voti contrari e venti astenuti alla bozza di accordo.
    Tre anni di dura vertenza
    Coop Estense, via libera all’ipotesi di contratto
    Trattativa nella notte tra l’azienda e i sindacati: presto la firma, poi il referendum

    Via libera dai dipendenti, a larghissima maggioranza, all’ipotesi di contratto integrativo Coop Estense. Nell’assemblea di lunedì sera, alla quale hanno partecipato 650 dipendenti, i voti contrari sono stati 23, e 20 gli astenuti. Idem a Ferrara: 12 astensioni e 7 «no» su oltre 500 persone consultate. E ieri sindacati e azienda hanno continuato a trattare. Il contratto, quindi, sembra essere vicino. Si avvia così a conclusione una vertenza durata quasi tre anni. Una vertenza durissima che ha creato spaccature non solo tra azienda e sindacati, ma tra le stesse sigle sindacali.
    Lunedì mattina è toccato ai dipendenti di Ferrara, in serata a quelli di Modena. E il responso è stato lo stesso: via libera, a larghissima maggioranza, all’ipotesi di contratto integrativo di Coop Estense.
    Dopo tre anni di attesa, di conflitti, spaccature e scioperi, i sindacati e l’azienda sono riusciti finalmente a trovare un accordo che soddisfa i dipendenti.
    Un consenso così ampio (23 no e 20 astenuti a Modena, ancor meno a Ferrara) non era per nulla scontato, si temeva che le tensioni accumulate nel corso dei mesi potessero far eslodere nuove contraddizioni. Così non è stato. I sindacati ne sono soddisfatti e anche i vertici di Coop Estense hanno tirato un sospiro di sollievo.
    Ieri le parti si sono incontrate di nuovo per mettere le virgole al contratto. Una riunione-fiume che potrebbe essersi conclusa, in piena notte, con la tanto agognata firma.
    Il percorso, a quel punto, non sarà però terminato. I sindacati dovranno infatti tornare dai lavoratori per sottoporre l’accordo a un referendum. Quindi anche nella migliore delle ipotesi resta ancora qualche settimana prima di poter mettere la parola fine.
    In discussione c’erano i 100 euro del salario variabile ereditato dal passato integrativo. L’azienda inizialmente non voleva riconoscerli ai nuovi assunti. L’accordo prevede invece di colmare gradualmente lo scalino tra vecchi e nuovi dipendenti. Il meccanismo che porta verso l’uguaglianza di trattamento economico è complesso ma risponde a questa logica: al raggiungimento di un determinato obiettivo scatta una quota di salario variabile che anno dopo anno si trasforma in salario fisso. E così via fino a colmare il divario. Il salario «uguale» da un lato corrisponde a una logica di redditività aziendale, dall’altro lato viene riconosciuo il principio, caro soprattutto alla Cgil, che non si possono differenziare gli stipendi di persone che fanno lo stesso lavoro.
    Il meccanismo individuato vale sia per l’Emilia che per la Puglia; ne godranno anche gli apprendisti e gli assunti con contratto a termine che finora non ne beneficiavano.
    L’orario settimanale passa
    da 38 a 37 ore (anche per i dipendenti della Puglia).
    Da mettere ancora nero su bianco resta la riduzione del nastro orario su cui «spalmare» la giornata lavorativa: oggi spazia nell’arco di 12 ore, mentre i sindacati contano di restringerlo entro le undici ore.
    Sono state inoltre riconteggiate al rialzo una serie di indennità di funzione.




     
    La sede Coop Estense: sta per essere firmato il contratto integrativo
     

     
     




     
    FERRARA
    mercoledì 2 aprile 2003, IV di Quaresima
       
    Dopo Ferrara anche l’assemblea di Modena ha dato il consenso sull’ipotesi di integrativo aziendale
    Contratto, a un passo dalla firma
    Coop Estense-sindacati, trattativa a oltranza per chiudere
    L’accordo finale sarà sottoposto a referendum

    Alle dieci di sera nella sede di Coop Estense a Modena si mangiavano i tramezzini. Una pausa, non la sola durante la lunga giornata di trattative, per rifiatare e trovare le energie psicofisiche necessarie per mettere il sigillo a un contratto integrativo aziendale, che ha avvelenato gli animi. Ma i tramezzini di ieri sera non erano avvelenati e a nessuno dovrebbero essere rimasti sullo stomaco.
    A renderli digeribili era la previsione che nella tarda serata, o al più durante la notte, i decisivi autografi sarebbero scaturiti dalle stilografiche caricate per l’occasione.
    I sindacati, dopo aver ottenuto che prima o poi anche i nuovi assunti avranno lo stesso trattamento economico dei «vecchi», avevano bisogno di acquisire garanzie per evitare che il percorso verso l’eguaglianza s’incagliasse a causa di qualche irrangiungibile obiettivo aziendale. Forse questo è stato uno dei nodi che hanno mandato per le lunghe quello che si annunciava come l’ultimo giorno di una contesa che va avanti da tre anni suonati.
    A mettere di buon umore i sindacalisti e i dirigenti di Coop Estense è stato l’esito delle due assemblee dei lavoratori che si sono tenute lunedì. A quella mattutina di Ferrara, conclusasi con circa 500 sì e una manciata di no e di astensioni, ha fatto eco l’assemblea serale di Modena, dove i 650 dipendenti hanno dato il via libera all’ipotesi di contratto illustrata dai sindacati con appena 23 no una ventina di astensioni.
    Era il segnale atteso per correre verso la firma. Il protarsi della trattativa per tutta la giornata di ieri veniva letto non tanto come prova di insorgenti difficoltà, ma come volontà di non lasciarsi sfuggire la preda.
    Un allungamento dei tempi viene visto come un pericolo da scongiurare, anche perchè i sindacati (e l’azienda) dovranno sottoporsi a un secondo giudizio. Le assemblee di lunedì (e anche gli attivi che si sono tenuti nelle città pugliesi) hanno dato il mandato per proseguire la trattativa, ma non hanno toccato con mano tutti gli aspetti che caretterizzeranno il nuovo integrativo. Di certo oltre al diritto all’uguaglianza vi è la rioduzione dell’orario di lavoro settimanale da 38 a 37 ore; mentre restava da definire il lasso di tempo entro il quale svolgere l’orario giornaliero.

    L’ipotesi di accordo, che verosimilmente è stata nottetempo firmata a Bologna, dovrà passare al vaglio di un vero e proprio referendum.


    L’Ipercoop Le Mura (a sinistra) e l’ipercoop Il Castello dove lavorano la maggior parte dei dipendenti ferraresi di Coop Estense