Coop Estense, spiragli di accordo

02/07/2002

1) Coop Estense, spiragli di accordo
2) Scontro sul salario variabile

FERRARA
martedì 2 luglio 2002, SS. Ottone e Svituno
   
Il segretario Filcams-Cgil è pronto a riprendere la trattativa dopo lo sciopero dell’11 luglio
Coop Estense, spiragli di accordo
Zapparoli: prima devono dire no all’intesa separata


di Marcello Pradarelli

La Filcams-Cgil tornerà a trattare molto presto con Coop Estense sul contratto integrativo aziendale, ma prima di sedersi al tavolo chiede all’azienda di esprimere con la chiarezza necessaria che non c’è spazio per una trattativa separata. Il comunicato diramato da Coop Estense sabato, il giorno dello sciopero, in modo nemmeno troppo implicito già bocciava questa prospettiva.
L’invito alla Cgil di tornare al tavolo (Roma, 3 e 4 luglio) e la richiesta ai tre sindacati di indicare «unitamente» anche una qualsiasi altra data sono il segnale che Coop Estense non può e non vuole fare un accordo solo con Cisl e Uil. Così lo ha inteso anche Roberto Zapparoli (foto a destra), segretario provinciale della Filcams, che però chiede di più.
Coop Estense vi ha chiamato, voi cosa rispondete, tornerete al tavolo?
«Noi non abbiamo mai abbandonato il tavolo, sono loro che ci hanno costretto ad abbandonarlo. La disponibilità nostra c’è tutta, l’auspicio di Coop Estense quindi lo accogliamo, ma non è ancora venuta una dichiarazione che dica in modo netto che non c’è spazio per la trattativa separata».
Quindi par di capire che il 3 e il 4 luglio la Cgil non ci sarà.
«Non ci sono le condizioni per riprendere in queste date. Tra l’altro siamo impegnatissimi per lo sciopero generale dell’11 luglio sull’articolo 18».
Appuntamento a dopo l’11 allora.
«Sì, direi dopo l’11».
Confermate le manifestazioni davanti ai due iper sebbene Coop Estense abbia deciso di non applicare eventuali modifiche dell’articolo 18?.
«Al momento sono confermate».
Ha scioperato più o meno del 40%?
«Stiamo facendo in conti. Nella rete provinciale siamo ben oltre il 90% di adesioni. E la chiusura dell’Ipercoop Il Castello non si sarebbe verificata se avesse scioperato meno del 40%. Se una macchina da 500 dipendenti è stata messa in crisi significa che il nostro dato del 60% è più vicino al vero. L’Iper-Le Mura non hanno chiuso, ma confermo che lì lo sciopero è riuscito ancora meglio».


FERRARA
martedì 2 luglio 2002, SS. Ottone e Svituno
   
Scontro sul salario variabile
Ecco le proposte avanzate dall’azienda al sindacato

Il punto di scontro riguarda il trattamento salariale dei nuovi assunti. La Cgil in sotanza chiede di riconsocere anche i futuri nuovi assunti le condizioni degli attuali lavoratori emiliani e di estenderle, sia pur gradualmente, ai lavoratori pugliesi. E il no al cosiddetto «doppio binario salariale». A questa posizione Coop Estense ha replicato con i numeri: «Il contratto che chiede la Filcams Cgil costa oltre 40 miliardi all’anno in più» e avrebbe l’effetto di azzerare l’utile commerciale e quindi di cancellare la retribuzione variabile per tutti i lavoratori, di bruciare le risorse per lo sviluppo aziendale, di mettere a repentaglio 5.000 nuovi posti di lavoro al sud.
L’ultima proposta di Coop Estense prevedeva lo stesso premio aziendale anche per i futuri nuovi assunti, ma a condizione che venisse mantenuto lo stesso livello di redditività.
Nel piatto della trattativa Coop Estense ha messo inoltre le seguenti offerte: mantenimento di tutte le condizioni già acquisite; 5 milioni di retribuzione variabile (con una quota erogabile in base a una valutazione individuale del lavoratore, un po’ accade già per i quadri aziendali); 120 trafsormazioni di contratti a termine o part time in full time; parificazione dei lavoratori dell’iper-Le Mura (ex dipenedenti Conad) agli attuali dipendenti emiliani a partire dal marzo 2001; superamento della pausa retribuita con l’aggiunta di 7 giorni di ferie, meccanismo che significherbbe per i nuovi assunti in Puglia di ridurre a 37 ore l’orario di lavoro. Coop Estense sostiene che con la sua proposta gli attuali lavoratori emiliani possono arrivare a percepire 8 milioni di lire: 5 dalla retribuzione variabile e 3 dal premio aziendale.