Coop Estense: si va allo sciopero

01/07/2002


29 giugno 2002


1 – E la Lega denuncia i toni spropositati degli attacchi
2 – Coop Estense: si va allo sciopero
3 – Coop Estense, il giorno della verità


FERRARA

E la Lega denuncia i toni spropositati degli attacchi
 
«Nella lunga e prestigiosa storia di un grande sindacato come è la Cgil, mai ci si è rivolti a organizzazioni serie e responsabili, rappresentative di istanze sociali e solidaristiche come Coop Estense, con un linguaggio e parole così pesanti e mirate a delegittimare il gruppo dirigente».
Neanche Legacoop (di Ferrara e di Modena) va per il sottile. E in risposta a quanto affermato (anche in conferenza stampa qualche giorno fa) da Filcams Cgil produce un documento in cui le Leghe «esprimono la loro più aperta riprovazione per l’ennesimo attacco rivolto con toni e linguaggi dispregiativi nei confronti del gruppo dirigente e di tutta Coop Estense».
Proprio a quella realtà le Leghe riconoscono infatti «grandi capacità imprenditoriali». Perciò si chiedono «come si può sostenere da parte di Filcams Cgil che Coop Estense non sia attenta ai diritti dei nuovi assunti quando, prima azienda italiana, si è posta a difesa dell’articolo 18 e ora ha proposto per i nuovi assunti emiliani e pugliesi fino a 8 milioni di vecchie lire di salario aggiuntivo a quello del contratto nazionale?».
E spronano: «E’ paradossale che contro un’impresa come Fiat che licenzia 3mila lavoratori vengano indette 2 ore di sciopero, e contro Coop Estense che porterà in Puglia 5mila posti di lavoro ne vengano dichiarate 16».
Poi sottolineano come «di fronte alla durezza della Filcams un’area sempre più vasta di organizzazioni e singoli si pongono interrogativi chiedono un ripensamento».
Le Leghe ricordano quindi come «in Coop Estense sono garantite da anni tra le migliori condizioni salariali, normative, contrattuali. L’attuale sciopero è ingiustificato perchè motivati da un presupposto non accettabile: un rinnovo integrativo che costerebbe 40 miliardi a Coop Estense (cioè tutte le sue risorse) contro 1 miliardo e mezzo dell’ultimo contratto».
Il documento chiude dunque ribadendo piena condivisione con le proposte di Coop Estense che offrono «condizioni migliori ai lavoratori e garantiscono quelle di sviluppo».
«Il nostro invito alla Filcams Cgil è quindi alla ragionevolezza e all’equilibrio con l’auspicio che si rirprenda subito il confronto per giungere rapidamente alla sigla di un accordo».








MODENA

Coop Estense: si va allo sciopero
 

Alle 5 di questa mattina si insediano i picchetti della Filcams-Cgil davanti agli iper di Coop Estense. Le strutture dei Portali, di Grandemilia e del Della Mirandola saranno presidiate dai lavoratori e, nel caso i negozi riuscissero ad aprire, questi sono pronti a sfilare nelle gallerie con cartelli e fischietti.
La tensione intanto non accenna a scendere: Filcams continua a denunciare pressioni sui propri iscritti che sarebbero messe in atto dai quadri dell’azienda. La Digos – afferma il sindacato – è stata avvisata e sarà in zona per evitare eventuali problemi di ordine pubblico. Agli ingressi ci saranno questa mattina anche militanti della Coop Adriatica e di Coop Nord Est, visto che la manifestazione ha assunto carattere regionale. Nessuno sciopero invece è previsto oggi in Puglia: i dipendenti delle società controllate da Coop Estense e che lavorano nei diversi iper aperti al sud si asterranno dal lavoro solo il cinque luglio.
Intanto, il consiglio d’amministrazione di Coop Estense ha nel pomeriggio fatto conoscere il suo pensiero sulla situazione creatasi e sulla contrapposizione con la Filcams-Cgil in merito al rinnovo del contratto integrativo aziendale. "Il cda esprime la più profonda amarezza per gli attacchi polemici – spiega Coop Estense – che la sola Filcams ha portato alla cooperativa, in un crescendo spropositato in cui molte parole e giudizi pesanti sono stati espressi a scapito della verità. Non ci sentiamo affini alla Confindustria e a Berlusconi, non meritiamo giudizi come quelli che ci accomunano alle peggiori imprese private. Forse neanche gli stessi autori si sono resi conto della durezza di queste affermazioni".
"Ribadiamo che Coop Estense si è costruita in questi anni una condizione normativa e salariale che non ha eguali nel settore del commercio, assicurando ai propri lavoratori diritti, tutele, normative, programmi di professionalizzazione, spazi di partecipazione, retribuzioni (comprese quella variabile) non parificabili ad altri. E’ assai significativo – continua la Coop – che la stragrande maggioranza dei lavoratori pugliesi (870 su 1200) abbia espresso il suo favore alle nostre proposte invitando la Filcams a trattare. Non vi è nessuna proposta che muti in peggio le attuali condizioni salariali e normative dei nostri dipendenti. Niente di ragionevole vi è però nella proposta della Filcams che se applicata tout court porterebbe Coop Estense a passare ad un costo di 40 miliardi di lire per il contratto integrativo, togliendole qualsiasi capacità di innovazione e sviluppo. In pochi anni ciò porterebbe al tracollo aziendale".
Legare la retribuzione variabile dei nuovi assunti alla redditività della struttura e alla produttività dell’azienda – conclude la nota del cda Coop – non rappresenta nessuna lesione di diritti, né può essere letta come un doppio regime: è più semplicemente una strada obbligata se si vuole restare sul mercato. Auspichiamo che le esigenze dell’impresa e quelle del mondo del lavoro – conclude il cda di Coop Estense – trovino composizione in un equilibrio che non può che essere più vasto e responsabile".
di Giovanni Medici









Coop Estense, il giorno della verità
 

E’ il giorno della verità, dello sciopero proclamato dalla Filcams Cgil contro Coop Estense. Un’iniziativa che arriva oggi in un clima di forte tensione, avvelenato da screzi e scissioni.
Dopo la rottura al tavolo della trattativa con Cisl e Uil, la Cgil ha speso sforzi per proseguire da sola la lotta contro la proposta di contratto integrativo di Coop Estense. Ma i colpi di scena non sono mancati: due giorni fa l’85% dei quadri e direttivi aderenti alla Cgil ha proclamato la sospensione della delega sindacale. Ieri si sono verificati episodi di accesa contrapposizione, come i «rilievi» delle direzioni al volantinaggio Cgil nelle gallerie degli iper.
Intanto anche il Consiglio direttivo di Coop Estense notava «con amarezza gli attacchi polemici della sola Filcams Cgil, in un crescendo spropositato in cui molte parole e giudizi sono stati espressi a scapito della verità».
Ma Cgil è andata avanti ribattendo con durezza. «Siamo fiduciosi, ma la riuscita di questo sciopero è condizionata: l’azienda sta facendo forti pressioni individuali sui lavoratori più deboli» denunciava ieri il segretario della Camera del Lavoro Beppe Ruzziconi.
Confermati fino all’ultimo i presidi alle entrate del ‘Castello’ e delle ‘Mura’ — oltre che dei centri commerciali del territorio — con la promessa di picchetti e cartelloni dalle 5 di stamattina (e fino a pomeriggio dare volantini ai clienti), ma lo sciopero continua per tutta la giornata lavorativa. «Saremo agli ingressi per spiegare ai lavoratori che vorranno entrare le ragioni dello sciopero — dice Ruzziconi — siamo decisi ad andare avanti». «E’ evidente — aggiunge il segretario Filcams, Roberto Zapparoli — che l’azienda lavora per il fallimento dello sciopero. Ma dalla partecipazione preannunciata dovremmo avere una rilevante visibilità: in provincia più probabilmente riusciremo chiudere i punti. Agli iper sarà più difficile: ci saranno comunque forti disagi di gestione e servizi. Per noi è già un risultato, parziale ma sufficiente, di riuscita».
«Cercheremo di aprire dappertutto — ribatte Edoardo Laccu, direttore del personale di Coop Estense, raccontando che allo sciopero di ieri negli uffici centrali ha aderito solo il 22% dei lavoratori — e auspichiamo che anche nel confronto aspro non si dimentichi il rispetto».
Mentre Comunisti Italiani e Rifondazione esprimono solidarietà ai lavoratori, il segretario regionale di Filcams Cgil, Dino Bonazza, risponde alle recenti dichiarazioni di quadri e direttivi. «Liberi di dissociarvi, ma non potete parlare di verità occultate». Poi chiude: «Il dissenso di un sindacato non può essere considerato un tradimento, ma semplicemente una non condivisione di obiettivi considerati ingiusti o iniqui: si tratta di una battaglia sindacale».
di Ilaria Baiamonte