Coop Estense: sabato il «d-day»

27/06/2002



Modena, 27 giugno 2002

1) Coop Estense, sabato il «d-day»
2) «Pronti a riaprire le trattative»
3) Imbarazzo Ds Cisl: noi siamo per il confronto

Coop Estense, sabato il «d-day»
 

              La Filcams-Cgil incassa il sostegno delle Camere del Lavoro di Modena e Ferrara mentre anche le rappresentanze sindacali unitarie di diverse aziende (Bilanciai, Cdc, Icea, Cmb e Coop Legno) si pronunciano a sostegno della decisione di proclamare lo sciopero sabato nei negozi di Coop Estense. Non cede dunque piazza Cittadella nello scontro con il colosso rosso della distribuzione, che porterà al primo sciopero da 14 anni a questa parte in azienda, 3500 dipendenti tra Modena e Ferrara.
              Sabato mattina dalle 5 davanti ai cinque iper della Coop di Modena e Ferrara ci saranno picchetti della Filcams, e verranno organizzate manifestazioni nelle gallerie dei templi del consumo che nonostante tutto dovessero restare aperti.
              "Saranno vere e proprie manifestazioni regionali e nessuno si deve meravigliare se si risponde per le rime ad atteggiamenti come quelli messi in atto da Coop Estense. Non possiamo porgere l’altra guancia – spiega il segretario provinciale di Filcams Giordano Fiorani, che conferma il clima pesante che si respirerebbe – Continuano le pressioni sui singoli, ad esempio sui lavoratori a tempo determinato, è addirittura giunto via e-mail a tutti i nostri iscritti un messaggio in cui diversi quadri della coop si chiedono se valga la pena essere iscritti al nostro sindacato…"
              Filcams e Cgil sono però pronte a revocare lo sciopero del 29: "Il confronto lo possiamo riaprire immediatamente e con tutte le organizzazioni sindacali – spiega ancora Fiorani – ma per una eventuale revoca devono giungere segnali chiari da parte della dirigenza dell’azienda di modifica del suo atteggiamento".
              Rappresentanti dei lavoratori hanno intanto incontrato nelle due città in questi giorni esponenti di Pdci, Rifondazione comunista e Ds. Oggi è atteso il rendez-vous con Pattuzzi e Barbolini. Il segretario della Camera del Lavoro Alberto Morselli ha ribadito ieri che "Se diciamo no a Berlusconi non possiamo che dire no anche a Coop Estense – Non accettiamo l’idea di un doppio regime tra vecchi e nuovi assunti, vanno trasferite anche ai secondi le condizioni di trattamento economico vigenti rispetto alla componente variabile del salario".
              Giuseppe Ruzziconi, segretario della Cgil di Ferrara, dal canto suo ricorda che Filcams ha proposto di scaglionare in tre anni gli oneri per i nuovi assunti prima di giungere al salario pieno mentre per quello che riguarda la Puglia si sarebbe tenuto conto delle compatibilità economiche prima della trasformazione della parte variabile in fissa.
              Sergio Cofferati sabato a Ferrara ha dato il suo sostegno alla battaglia della Filcams-Cgil, anche se non ha parificato tout court il Cavaliere a Mario Zucchelli come qualcuno ha scritto.
              "Ci dicono: ma avete le stesse radici, come fate a litigare? Ma un conto è l’impresa cooperativa dove i soci sono anche lavoratori, un conto – sottolinea Morselli – è Coop Estense dove i dipendenti sono tali e i soci sono i consumatori".
              Nelle foto, la conferenza alla Cgil e una manifestazione di lavoratori Coop Estense
di Giovanni Medici



‘Pronti a riaprire le trattative’
 
      "Svendere i diritti dei lavoratori non migliora il servizio, non crea le risorse per lo sviluppo aziendale e nega nei fatti la ragione di chiamarsi cooperativa".
      Così recita il volantino che dopodomani verrà distribuito dalla Cgil per spiegare le motivazioni dello sciopero proclamato dalla Filcams.
      Ma Coop Estense (400mila soci, 1 miliardo e 77 milioni di euro di vendite l’anno scorso, 40 punti vendita) come replica?
      "In merito allo sciopero – spiega Edoardo Laccu, direttore del personale dell’azienda con sede in via Virgilio – qualunque sia l’adesione comunque ciò che conta non è quello che accadrà sabato ma dopo: speriamo che si riprenda rapidamente la trattativa con tutte e tre le parti sindacali. Sul tavolo ci sono già tutti i pezzi per l’accordo, serve solo pazienza e volontà di metterli insieme. Temo però che oggi non sia più una questione di salario, ma in ballo ci sia la difesa di un principio ideologico di Cgil, che ha già definito una situazione di doppio regime in 6 contratti su 9 stipulati nelle grosse cooperative"
      L’azienda come si prepara allo sciopero? "Stiamo informando i lavoratori sulla nostra proposta e sembrano interessati. sia a Modena che a Ferrara. La mia sensazione è che ci saranno numerosi punti vendita aperti, al di là di quelli pugliesi dove 850 dipendenti su 1200, anche della Cgil, hanno sottoscritto un appello per la ripresa delle trattative. Ma qui in Emilia sappiamo benissimo che la nostra controparte è un sindacato forte e radicato come la Filcams».
      «Obiettivo di Coop Estense comunque – conclude Laccu – è quello di superare le società controllate in Puglia per dare vita ad un’unica azienda che migliorerebbe addirittura le condizioni degli assunti salvando i diritti uguali per tutti. Ma stiamo tenendo in sospeso l’unificazione proprio a causa della vertenza sull’integrativo: abbiamo tutto l’interesse a chiudere prima dell’estate".
      Sulla vertenza Cgil-Coop Estense ieri è intervenuto anche il modenese Ivano Barberini, presidente nazionale della Lega delle cooperative.
      "Nelle cooperative c’è un’attenzione diversa sia nel posto di lavoro che nella qualità dello stesso. Inoltre negli ultimi 25 anni gli occupati sono aumentati nelle coop di tre volte mentre nelle imprese solo di 0,3 volte. E la mortalità infantile nelle imprese cooperative – spiega Barberini – è inferiore di un terzo rispetto alle altre. Non so poi come ci possa essere tolleranza verso altre imprese concorrenti delle coop e poi pretendere che la cooperazione faccia tutto. E nei contratti di lavoro delle coop lì si ritrovano riconosciuti tanti e più diritti che nelle altre imprese". Barberini definisce infine la vertenza in corso come "una vicenda delicata. C’è sempre la disponibilità al confronto, tenendo presente però che ci sono interessi che vanno tutelati".
      Giovanni Medici





          Imbarazzo Ds Cisl: noi siamo per il confronto
           
          La vertenza tra Coop Estense e la Cgil non poteva che coinvolgere partiti e forze sociali. Dopo l’incontro di ieri con i lavoratori iscritti alla Filcams la segreteria provinciale della Quercia (nella foto, il segretario Miglioli) fa sapere di avere invitato le parti ad abbassare i toni e a lavorare per ricercare dopo lo sciopero del 29 giugno la strada per la ripresa del confronto. "Siamo preoccupati per l’andamento di questa vertenza – affermano i Ds – e per l’inasprimento dei rapporti sindacali. Bisogna giungere a un’intesa che sia rispettosa delle esigenze dei lavoratori e dello sviluppo della cooperativa, così come si è saputo fare in passato. Lo sforzo operato da Coop Estense per svilupparsi al sud è un obiettivo che condividiamo da tempo, soprattutto in questa fase caratterizzata anche da violenti attacchi al mondo delle cooperative da parte del Governo".
          I Democratici di sinistra concludono ritenendo impercorribile la strada degli accordi separati. "Facciamo appello alla tradizione e alla storia del movimento cooperativo e sindacale per superare le divergenze attuali"concludono i Ds.
          La segreteria nazionale di Fisascat-Cisl ricorda invece di rappresentare gli oltre 800 lavoratori pugliesi e le decine di dipendenti emiliani di Coop Estense che hanno chiesto in questi giorni ai sindacati di riprendere il confronto.
          "Ci sono due partiti nella discussione per il rinnovo dell’integrativo, quello dello scontro e quello della trattativa. La stessa Cgil pugliese – spiega la Cisl – avrebbe sospeso lo sciopero del 29 come abbiamo fatto noi. Non risponde a verità l’affermazione secondo cui attraverso questa trattativa si punta a togliere o ridurre diritti acquisiti dai lavoratori".
          g. m.