Coop Estense: «Pronti a trattare»

26/10/2001

 




 
FERRARA
venerdì 26 ottobre 2001, S. Evaristo
   
Coop Estense: «Pronti a trattare»
Immediata risposta alla Filcams
Sul tavolo 4 diverse piattaforme

Non si è fatta attendere la risposta di Coop Estense alle tesi della Filcams Cgil in ordine all’integrativo aziendale.
«La Filcams Cgil e la Rsu aziendale – si legge in una nota di Coop Estense – informano che è stato firmato il contratto integrativo aziendale di Coop Nord Est e chiedono "Perchè in Coop Estense no?". La risposta è molto semplice: perchè -sostiene Coop Estense – in questa cooperativa hanno presentato la piattaforma rivendicativa con un anno e mezzo di ritardo e da tre mesi non si fanno vivi. Da più di un anno è in corso una discussione molto accesa tra le tre organizzazioni sindacali, che ha portato alla presentazione di quattro diverse piattaforme rivendicative per il rinnovo dello stesso contratto».
«Un anno e mezzo fa -ricorda Coop Estense – la cooperativa ha presentato alle organizzazioni sindacali territoriali e nazionali il proprio piano di sviluppo, che prevede investimenti per più di 800 miliardi, 670 dei quali in Puglia. Si creeranno così, al sud, circa 1.500 nuovi posti di lavoro in Coop ed altri 3.500 nell’indotto. Sino ad oggi, Coop Estense ha realizzato il proprio sviluppo in Puglia attraverso società controllate, ma nei suoi piani vi è il superamento di queste società, per realizzare un’unica grande impresa cooperativa».
«Qui – sottolinea Coop Estense – stanno i motivi delle divisioni sindacali: mentre Fisascat Cisl e Uiltucs Uil vogliono fare un unico contratto per le due regioni, la Filcams Cgil emiliana punta a due contratti territoriali distinti. Le piattaforme presentate sono quattro e non tre, perchè anche all’interno della stessa Filcams si sono manifestate posizioni divergenti proprio su questo argomento, così che la Filcams pugliese ha finito per presentare una propria piattaforma, molto diversa nei contenuti e nell’impostazione da quella dei loro compagni emiliani».
«Dati i ritardi sindacali – commenta Coop Estense – abbiamo potuto avviare la trattativa solo il 22 giugno scorso, con le difficoltà che si possono immaginare vista la grande varietà delle posizioni. Tant’è vero che alla fine dell’ultimo incontro, dell’1 agosto 2001, la Filcams Cgil non è stata in grado di fissare la data dell’incontro successivo, perchè voleva tentare di ricostruire una posizione unitaria al proprio interno e con le altre due organizzazioni. Un paio di settimane fa, li abbiamo sollecitati a riprendere le trattative e abbiamo proposto la data del 31 ottobre: Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno dato immediatamente la loro disponibilità, mentre Filcams Cgil e Rsu aziendale non hanno ancora risposto. Se davvero la Rsu aziendale e la Filcams Cgil voglio fare il contratto è necessario che almeno si presentino al tavolo delle trattative».
Negli ambienti della cooperazione non si nasconde l’amarezza per questo atteggiamento della Filcams Cgil, definito «deludente» e neanche lontano parente con la cultura sindacale cigiellina e a riprova si sottolinea che neanche un quadro ha voluto firmare la piattaforma. Coop Estense – si sottolinea- crede nei propri investimenti al Sud (Foggia, Lecce, Taranto, Andria) e propone un unico contratto integrativo Nord-Sud con la concessione di un salario variabile (oggi si arriva a un milione e ottocentomila lire annue) elevabile in funzione dei traguardi raggiunti da ciascuna realtà territoriale, secondo i parametri concordati con i sindacati fin dal 1993. Ciò varrebbe per tutti, mentre non verrebbe tolto il premio fisso di 200 mila lire a chi già oggi ne usufruisce. Coop Estense insomma -si fa rilevare negli ambienti della cooperazione- dice no alle gabbie salariali territoriali, sottolineando che oggi corrisponde già l’integrativo più alto nel settore della distribuzione e che è pronta a riprendere la trattativa in ogni momento a patto che, dopo le pesanti accuse, la Filcams Cgil si sieda finalmente al tavolo.