Coop Estense polemizza con la Cgil

27/06/2002

26 giugno 2002

Dopo le dichiarazioni di Cofferati a Ferrara sul rinnovo del contratto integrativo

Coop Estense polemizza con la Cgil

BOLOGNA. Coop Estense non ha mandato giù le parole pronunciate sabato scorso da Sergio Cofferati, durante l’incontro promosso a Ferrara dal Forum permanente per la pace. Interpellato da una dipendente della cooperativa, dove è in corso un durissimo confronto sul rinnovo dell’integrativo aziendale, Cofferati aveva detto che la linea del governo, basata sulla logica della divisione tra "garantiti" e "nuovi assunti", rende a estendersi ad altri soggetti. Dura la replica di Coop Estense. «La nostra è una delle principali cooperative dell’Emilia Romagna», si legge in un comunicato, «e si è sempre distinta sia nella tutela dei consumatori che in quella dei propri dipendenti, come hanno riconosciuto in diverse occasioni le stesse organizzazioni sindacali. Ai propri lavoratori assicura condizioni tra le migliori del commercio e paga da anni la più alta retribuzione del settore, destinando a tal fine il 25% dell’utile commerciale». Nel documento, sottoscritto dalle Leghe coop regionali di Emilia Romagna e Puglia, da quelle provinciali di Modena e Ferrara e dall’Associazione cooperative di consumatori del Distretto Adriatico, sottolinea che negli ultimi tre anni «ha investito 14,5 miliardi di lire per la formazione del personale; nello stesso periodo ha confermato a tempo indeterminato circa 650 lavoratori con contratto a termine o interinale. Da alcuni anni è inoltre impegnata in uno straordinario progetto di sviluppo nel Meriione, dove ha già 1200 dipendenti ed altri 1500 entreranno nei prossimi tre anni; a questi si aggiungeranno 3500 posti di lavoro nell’indotto».

Secondo le Leghe cooperative, la Filcams-Cgil «ha presentato dapprima una piattaforma rivendicativa solo per l’Emilia dove non si diceva una parola sui lavoratori della Puglia. Poi, dopo otto mesi di travagli interni con le altre organizzazioni sindacali, ha presentato a Coop Estense una nuova piattaforma, questa volta nazionale, il cui costo complessivo supera i 40 miliardi di lire l’anno, contro gli 1,5 miliardi del contratto precedente mettendo così in pericolo non solo lo sviluppo e la nuova occupazione, ma anche la capacità di tenuta della Cooperativa in Emilia». Conclusione: «Mantenere le stesse condizioni tra vecchi e nuovi lavoratori è di per sé un principio condivisibile, ma nella realtà bisogna chiedersi se e come questo sia sempre possibile. A volte non lo è».

Massimo Mezzetti, consigliere regionale Ds, è davvero preoccupato «dall’escalation di toni e di minacce di rittorsione legale a cui stiamo assistendo tra Coop Estense e Filcams-Cgil». Per un uomo di sinistra, «la cosa ha dell’inquietante. Sembra di assistere alla scena di due treni che a folle velocità viaggiano sullo stesso binario ma, sciaguratamente, in senso opposto l’uno all’altro, con un’osservatore compiaciuto (la destra) che in sala d’aspetto della stazione attende l’impatto per poi dire: avevamo ragione noi sul cambio di natura dell’impresa cooperativa».

Come è possibile, si domanda Mezzetti, ex segretario provinciale della Quercia modenese, «che due radici dello stesso tronco non riescano più a trovare le ragioni e i luoghi, come pure è avvenuto fino al recente passato, di un dialogo, di un confronto fecondo?».

Rocco Giacomino, dei Comunisti italiani, si schiera invece con la Cgil. Incontrando i dipendenti di Coop Estense, Giacomino ha detto che «quando vengono aggrediti i diritti dei lavoratori bisogna stare dalla parte giusta, cioè dalla parte dei lavoratori e del sindacato. Per questo il nostro partito ha preso da subito posizione su questa vicenda che segna negativamente la storia del movimento cooperativo in Emilia-Romagna». OìPer Giacomino, bene ha fatto Cofferati a dire alla Filcams di tenere duro.

gi.ma