Coop Estense: integrativo, via libera dei lavoratori

01/04/2003
             

             
            FERRARA
            martedì 1 aprile 2003, S. Ugo
               
            Integrativo, via libera dei lavoratori
            Coop Estense, l’assemblea ai sindacati: adesso chiudete in fretta
            IL CONTRATTO AZIENDALE

            I dipendenti di Coop Estense hanno dato il via libera all’ipotesi di contratto integrativo. Ieri mattina alle 11 nella sala riunioni del Rivana Garden si sono ritrovati più di cinquecento lavoratori e lavoratrici (circa la metà degli addetti ferraresi) per ascoltare su quali punti, dopo tre anni di attesa, di conflitti, spaccature e scioperi i sindacati e l’azienda erano riusciti a trovare un accordo.
            A larghissima maggioranza (appena 12 astensioni e 7 voti contrari) l’assemblea ha dato mandato ai sindacati di chiudere la difficile trattativa. Un consenso così ampio non era scontato, si temeva che le tensioni accumulate nel corso dei mesi potessero far eslodere nuove contraddizioni. Così non è stato. I sindacati ne sono soddisfatti e anche i vertici di Coop Estense hanno tirato un sospiro di sollievo.
            La consultazione non è finita, sempre ieri si sono tenuti gli attivi in Puglia e questa sera si esprimerano i lavoratori di Modena, ma il voto dei ferraresi dice che anche i dipendenti hanno voglia di chiudere in fretta questa pagina.
            Oggi, dunque, le parti si incontreranno di nuovo per mettere le virgole al contratto e poi la firme.
            Il percorso a quel punto non sarà terminato. I sindacati torneranno dai lavoratori per sottoporre l’accordo a referendum. Quindi anche nella migliore delle ipotesi resta ancora un mese per mettere la parola fine.
            In discussione vi era il destino dei 100 euro del salario variabile ereditato dal passato integrativo. L’azienda inizialmente non voleva riconoscerli ai nuovi assunti. L’accordo prevede invece di colmare gradualmente lo scalino tra vecchi e nuovi dipendenti. Il meccanismo che porta verso l’uguaglianza di trattamento economico è piuttosto complesso ma risponde a questa logica: al raggiungiment di un determinato obiettivo scatta una quota di salario variabile che anno dopo anno si trasforma in salario fisso. E così via fino a che sarà colmato il divario. Il salario «uguale» da un lato va conquistato, e quindi corrisponde a una logica di redditività aziendale, dall’altro lato viene riconosciuo il principio, caro soprattutto alla Cgil, che non si possono differenziare gli stipendi di persone che fanno lo stesso lavoro.
            Ovviamente chi ha già in busta i 100 euro continua a conservarli. Il meccanismo individuato vale sia per l’Emilia che per la Puglia; ne godranno anche gli apprendisti e gli assunti con contratto a termine che finora non ne beneficiavano.
            Gli ex dipendenti Conad con contratto a tempo indeterminato dell’ipercoop Le Mura avranno lo stesso contratto degli storici dipendenti di Coop Estense, con diritto agli arretrati a partire dal marzo 2001 quando è scaduto l’accordo sull’avvio.
            L’orario settimanale passa da 38 a 37 ore (anche per la Puglia). Da mettere nero su bianco resta la riduzione dal nastro su cui spalmare la giornata lavorativa: oggi spazia nell’arco di 12 ore, i sindacati contano di restringerlo a 11.
            Sono state inoltre riconteggiate al rialzo una serie di indennità di funzione.


             
            FERRARA
            martedì 1 aprile 2003, S. Ugo
               
            I COMMENTI
            E’ stato Walter Sgargi, segretario regionale Filcams-Cgil, a illustrare all’assemblea lo stato della trattativa; hanno parlato anche Mario Piovesan e Gianni Rodilosso, rispettivamente delle segreteria nazionali Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. Il commento di Roberto Zapparoli, segretraio provinciale Filcams, è misurato: «Abbiamo chiesto il mandato per portare a termine la trattativa e l’abbiamo avuto con un notevole consenso. E’ un passo importante». Riccardo Mantovani, segretario provinciale Fisascat: «Dopo tante tribolazioni essere tornati davanti ai lavoratori in modo unitario ottenendo quasi l’unanimità è una bella cosa». Ma non si sbilancia. Si attende il responso di Modena