Coop Estense: il braccio di ferro continua

01/07/2002

30 giugno 2002

1 – Curiosità e… pasticcini
2 – Ma il braccio di ferro continua
3 – Sciopero Coop: riuscito, anzi no


FERRARA
Curiosità e… pasticcini
Una manifestazione che rientra nella piena correttezza della lotta sindacale, lo sciopero di Filcams Cgil ieri. Ma che non ha risparmiato episodi degni di nota.
Si parte dalla primissima mattina, con l’arrivo alle 4,30 del presidio Cgil agli ingressi dei dipendenti: «E c’erano lì, pronti, i quadri a fare il picchetto a noi! E avevano addirittura chiamato un avvocato e le forze dell’ordine» raccontano i manifestanti. «Un atteggiamento intimidatorio dell’azienda» commenta Zapparoli. Ma è bastato un cabaret di paste per stemperare — almeno per colazione — gli animi e condividere un po’ di… dolcezza.
Ma si riprende subito e il presidio prende anche il colore rosso dei Comunisti Italiani davanti a un cartello di Coop Estense all’entrata del supermercato: non è piaciuto che la direzione spiegasse ai clienti che «con questo sciopero la Filcams Cgil dice no allo sviluppo della cooperativa e a 5000 posti di lavoro al Sud, favorisce le aziende private, nega ai nuovi assunti di guadagnare di più e a Coop Estense ciò che ha già concesso altrove».







FERRARA

Ma il braccio di ferro continua
 
Ieri il braccio di ferro tra Filcams Cgil e Coop Estense. Lo sciopero preannunciato ha preso il via fin dall’alba: chiusi in provincia diversi centri commerciali, ma gli iper ‘Il Castello’ e ‘Le Mura’ hanno regolarmente aperto. Nel pomeriggio, però, il colpo di scena: il supermercato di via Giusti — regolarmente aperto, pur con qualche banco chiuso e a regime ridotto — ha dato forfait (‘Le Mura’ ha invece chiuso alla solita ora). E alle 17,45 la direzione ha fermato le entrate «per ragioni di sicurezza, file troppo lunghe alle casse e disagi».
Così l’esito dell’iniziativa di Cgil ha avuto una svolta.
Dalle 5 del mattino i manifestanti avevano presidiato gli ingressi dei dipendenti degli iper. Poi la manifestazione è proseguita con volantinaggi e sfilate — in via Giusti prima e poi alle ‘Mura’ — con un centinaio di manifestanti che chiedevano «Contratto!» muniti di cartelloni, bandiere e fischietti, presenti anche Dino Bonazza e Valter Sgargi del regionale. Un confronto acceso, pur nei limiti dell’ordine. L’oggetto del contendere — con la sola Cgil in lotta, dopo la scissione da Cisl e Uil — laconico sui cartelli: «No al doppio binario sindacale», «Stessi salari stessi diritti». La Cgil non accetta infatti la proposta di integrativo di Coop Estense che, per il sindacato, non dà lo stesso trattamento salariale a vecchi e a nuovi assunti. Ma la manifestazione non aveva impedito ai due iper di aprire. Così la Cgil, contro la Coop per la prima volta dopo 14 anni, festeggiava le chiusure in provincia e la riduzione dei servizi erogati (questa è «la vera misura» dice il segretario Beppe Ruzziconi), mentre la cooperativa da parte sua sottolineava con soddisfazione la mantenuta apertura degli iper. «Ma alla fine il Castello è… crollato» dice Ruzziconi. «Siamo entusiasti di come è andato lo sciopero: soli contro un’azienda che ha fatto pressioni di ogni genere per farci fallire. La soddisfazione più grande è l’adesione dei lavoratori che ha fatto chiudere alla fine anche l’iper. Ora siamo certamente più forti: l’azienda dovrà rivedere le sue posizioni, altrimenti proseguiremo per questa strada. La nostra visibilità — dice Roberto Zapparoli, responsabile Filcams — è stata massima».
Ilaria Baiamonte








MODENA
Sciopero Coop: riuscito, anzi no
 

E’ guerra anche di cifre tra Filcams-Cgil e Coop Estense. Sindacato e azienda hanno diffuso ieri dichiarazioni assai diverse sul numero di lavoratori che hanno scioperato tra casse e banconi. Cgil parla di un’adesione che ha raggiunto «il 100% nella rete dei negozi (escluso i capinegozi e molti capireparto). Per quel che riguarda iper e super mercati, a Grandemilia e Portali ha incrociato le braccia l’80%, mentre a Mirandola il 50-60%». Per la Coop invece «l’adesione ha raggiunto a fatica il 40%. Confortante anche i dato dei supermercati, che ha visto 12 punti di vendita aperti nelle due province. Soci e consumatori hanno potuto constatare che il servizio è stato assicurato».
Aperti i tre Iper di Modena e Mirandola e i due di Ferrara: in città erano chiusi Specialcoop e Cialdini. In provincia funzionavano i supermercati di Castelfranco e Formigine. Il sindacato sostiene ancora «che la Coop è riuscita ad aprire solo utilizzando guardie giurate al ricevimento merci, una valanga di lavoratori interinali e trasferendo capireparto e capinegozio in un solo punto vendita, come a Castelfranco. L’apertura di Grandemilia e Portali è stata fatta con personale degli uffici, interinali e lavoratori a tempo determinato».
Una delegazione di lavoratori della Filcams e delle Coop Adriatica e Nord Est ieri mattina ha sfilato all’interno dei Portali, al supermercato I Gelsi e poi a Castelfranco, con cartelli e striscioni, tra gli occhi attoniti dei soci-consumatori e a pochi metri da coloro che lavoravano regolarmente. Nessun problema di ordine pubblico, anche se il nervosismo delle due ‘fazioni’ era evidente.
E adesso? Coop Estense si augura che la trattativa possa riprendere al più presto e invita la Filcams a tornare al tavolo, il 3-4 luglio o in qualsiasi altra data. «Se si concorda sulla non introduzione di doppi livelli discriminatori — risponde la Filcams — e su un confronto sulle condizioni di lavoro esistenti in questa azienda, la trattativa può riprendere anche in giornata».
Il segretario della Fisascat-Cisl Castiglioni segnala che «dopo lo sciopero esce premiata la nostra linea, cioè la disponibilità a trattare il merito delle questioni senza condizionamenti di natura politica e ideologica». La segreteria provinciale Uiltucs-Uil dal canto suo parla invece di «uno sciopero che non si può certo definire un successo». Alberto Morselli, segretario della Camera del Lavoro di Modena sottolinea «l’adesione allo sciopero che è stata particolarmente elevata. Chiederemo di garantirci che non ci sono state azioni antisindacali. Si dovrà e potrà riprendere la trattativa: se su questa materie la Direzione di Coop Estense ha nuove proposte da avanzare al sindacato la Filcams le valuterà attentamente».
E i lavoratori in sciopero invece cosa dicono? Davanti ai Gelsi alle 10.30 ne incontriamo un gruppo, formato soprattutto da donne: i cartelli che portano sono chiari: ‘I diritti dei lavoratori non hanno il codice a barre’, ‘Dirigenti coop rendete pubblici i vostri 730′ ‘Non siamo un’offerta speciale’. Emanuela Colombini spiega che «il clima è difficile, si sono fatti colloqui individuali per convincere a non scioperare. I soci apprezzano e ci sostengono nella nostra lotta». Stefania Scorzoni, invece, contesta il fatto che «i 40 miliardi che costerebbe il nuovo integrativo secondo la Coop siano la stessa cifra che l’azienda spenderebbe per la Puglia». Marianna Ferrazzo stigmatizza l’uso nei negozi aperti di lavoratori interinali e capireparto alle casse e tra i banconi mentre Enzo Molino si lamenta invece del fatto che la sinistra e in particolare i Ds non abbiano supportato la battaglia dei lavoratori. Rubina Rossi, infine, fa capire che qualcuno gli ha detto che avrebbe rischiato il posto di lavoro se avesse fatto sciopero.
di Giovanni Medici