Coop Estense, i dirigenti lasciano la Cgil

28/06/2002
            28 giugno 2002

            L’85% dei quadri si autosospende dal sindacato in dissenso con le scelte che hanno guidato la trattativa aziendale

            Coop Estense, i dirigenti lasciano la Cgil

            BOLOGNA. Dimissioni in massa: l’85% dei quadri e direttivi di Coop Estense si autosospendono dalla Cgil, in polemica col sindacato per il merito ed il metodo con cui è stata condotta la trattativa che porta allo sciopero di domani nei supermercati e ipermercati di Modema e Ferrara. Si apre così un ulteriore squarcio in quello che è stato definito uno «scontro fratricida», la vertenza pluriennale che contrappone il gruppo della distribuzione cooperativa e l’organizzazione di Sergio Cofferati. Uno squarcio particolarmente doloroso, che mette a rischio la stessa riuscita del primo sciopero di protesta dopo 14 anni nel cuore della cooperativa emiliana (quasi 5.000 dipendenti tra nord e sud Italia), cui si era giunti a causa di un contratto integrativo aziendale che, accusa la Cgil, crea figli e figliastri tra vecchi e nuovi assunti.

            Un’ottantina di dirigenti di Coop Estense tutti iscritti alla Filcams-Cgil, invia una lunga lettera in cui ribadisce il proprio attaccamento ai valori del sindacato e della cooperazione, parla di «una decisione che prendiamo col cuore pesante e che corremmo riconsiderare nel più breve tempo possibile», ribadisce "la propria storia di impegno ma non lesina critiche. «La nostra amarezza è grande perchè troviamo, nel vostro comportamento di questi mesi, un’insolita combinazione di impreparazione, supponenza e disisnteresse per noi e per la gente che vive e lavora in questa cooperativa». Sostanzialmente gli autosospesi accusano la Cgil di aver «escluso sistematicamente la Rsu dei quadri e direttivi dalle riunioni», di aver assunto «posizioni pregiudizialmente ostili nei nostri confronti», di aver avanzato «oltraggiose allusioni a pressioni che noi eserciteremmo nei confronti dei nostri collaboratori», di «non aver sottoposto l’ultima piattaforma al vaglio delle assemblee» e via elencando.

            «Questa lettera ci preoccupa – afferma il segretario Cgil di Ferrara, Beppe Ruzziconi -; ma chi ci garantisce che il testo non sia stato imposto dalla proprietà?». Il segretario accusa: «Il testo del messaggio è stato inviato da un esponente della direzione, chi ci dice che non si tratti di un espediente inqualificabile? Quanto c’è di spontaneo? Che autonomia hanno i quadri dirigenti?». «In ogni caso – aggiunge Ruzziconi – faremo in modo di recuperare la tranquillità in questa situazione». «La lettera – dice il segretario Cgil di Modena, Alberto Morselli – ci invita ad una riflessione sulle forme di rapporto, ma i dirigenti non entrano nel merito, non ci dicono quale sia la loro posizione. E in ogni caso, non accetto l’accusa di non aver utilizzato dei metodi democratici: le assemblee sono state fatte sino a ieri».

            va.ma.