Coop Estense, ecco il contratto

27/03/2003






            Ferrara – Modena 27 marzo 2003



            Coop Estense, ecco il contratto

            Fumata ‘bianca’ per il contratto integrativo di Coop Estense. Dopo quasi due anni di trattative, segnate come si ricorderà da difficoltà di ogni sorta (comprese le clamorose lacerazioni nel sindacato), martedì notte a Modena i vertici dell’azienda ed i rappresentanti di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, hanno di fatto raggiunto l’intesa sul contratto aziendale. Lunedì mattina, a Ferrara come a Modena (ed in Puglia, l’altra realtà di forte insediamento di Coop Estense), si svolgeranno le assemblee con i lavoratori, assemblee alle quali parteciperanno i rappresentanti nazionali delle sigle sindacali. Quindi, nei giorni immediatamente successivi, l’integrativo verrà formalmente firmato e ratificato.
            Ma di fatto, l’accordo è stato raggiunto; si tratta della chiusura di una fase estenuante (l’integrativo era infatti scaduto ormai da tre anni), ed al tempo stesso dell’avvio di una fase nuova per l’azienda. Coop Estense assume ora, formalmente, il titolo di impresa ‘interregionale’.
            Entrando più nel dettaglio, il punto di equilibrio che ha consentito di raggiungere l’intesa, è la possibilità di tutelare tutti i lavoratori della coop (quasi 5 mila, di cui circa 1200 in provincia di Ferrara), con condizioni — economiche e normative — parificate in ogni realtà produttiva. Dunque da Ferrara a Modena, da Brindisi a Taranto: su questo punto, si erano verificate nei mesi scorsi forti difficoltà — erano state presentate diverse ‘piattaforme’ dalle sigle sindacali, che prevedevano un trattamento diverso per i lavoratori dell’Emilia Romagna e della Puglia —, che ora paiono superate.
            Sul versante squisitamente economico, il punto saliente del nuovo contratto integrativo, è rappresentato dal fatto che il cosiddetto salario variabile (ovvero la percentuale dello stipendio degli addetti legata ai risultati dei punti vendita e dell’azienda) avrà un peso più rilevante, rispetto a quanto non accade oggi, rispetto alla parte ‘fissa’ della retribuzione. Una stima, assolutamente informale, ipotizza che per i lavoratori ciò possa comportare — ovviamente se il budget aziendale verrà mantenuto al 100% — quasi un raddoppio del salario variabile, che oggi è di circa 3 milioni di vecchie lire l’anno per i lavoratori ‘storici’ di Coop Estense.
            Non sembrano invece essere previsti aumenti diretti nello stipendio; aumenterà invece l’occupazione, nel contratto è infatti riportata la volontà dell’azienda di potenziare la forza lavoro per circa 150 mila ore l’anno, distribuite su tutta l’azienda, con la trasformazione di contratti part time in tempo pieno, o con qualche nuova assunzione.
            Tra gli aspetti rilevanti della sigla dell’integrativo, il fatto che per i circa 300 addetti del centro commerciale «Le Mura» (gran parte dei quali passati dall’ex Conad), si aprono le porte della ‘parificazione’ con i lavoratori dell’ipercoop Il Castello: a tutt’oggi, la differenza salariale è di circa 100 euro al mese. Questo gap verrà superato, anche se tra i punti che sindacati e azienda dovranno precisare nell’incontro conclusivo, c’è anche quello relativo ai tempi dell’equiparazione. Equiparazione che non sarà solo economica: tra i punti principali, c’è il fatto che tutti i dipendenti Coop Estense lavoreranno 37 ore la settimana. Oggi in Puglia, così come in… via Copparo, gli addetti lavorano un’ora in più. In questo caso, la scelta è quella di favorire la qualità della vita.
            di Stefano Lolli






            Ferrara