Coop Estense, contratto comune

09/04/2003
           



           
          FERRARA
          mercoledì 9 aprile 2003, V di Quaresima
             
          Coop Estense, contratto comune
          Vecchi e nuovi dipendenti
          riceveranno gli stessi soldi

          s.c.

          I dipendendi di Coop Estense hanno un’ipotesi di contratto integrativo sui cui confrontarsi nelle consultazioni ed esprimersi nel referendum, ai primi di giugno. L’intesa tra Cgil, Cisl e Uil da una parte e azienda dall’altra è stata raggiunta lunedì nel cuore della notte, dopo tre anni di trattative di durezza inusitata per una coop. Estesi ai neassunti i benefici del salario fisso aziendale.
          «Una volta rimosso l’ostacolo di ordine politico sulla differenziazione tra vecchi e nuovi assunti, la strada è stata in discesa» è la frase di Roberto Zapparoli (Filcams Cgil) che fotografa l’ultima fase delle trattative. Secondo l’azienda «sono state gettate le basi per la coop unica, emiliana e pugliese, con pari opportunità e diritti». L’altra notte, di fronte al vicepresidente Tino Cesari e al responsabile del personale di Coop Estense, Edoardo Laccu, c’erano i segretari nazionali Luigi Coppini (Filcams Cgil), Mario Piovesani (Fisascat Cisl) e Gianni Rodilosso (Uiltucs Uil), il regionale Filcams, Valter Sgargi, e i tre provinciali: firme, dunque, al massimo livello sulle 40 pagine del documento di accordo. Del resto il gruppo conta 5.300 dipendenti, dei quali 1.200 nel Ferrarese. Il punto fondamentale è l’estensione a tutti i dipendenti del contratto integrativo, ed in particolare del salario fisso aziendale, circa 100 euro in busta per i full time. Ai 260 dipendenti ex Conad dell’ipermercato Le Mura verrà riconosciuto il salario fisso con effetto retroattivo, a partire dal marzo 2001. Gli altri neoassunti, compresi i 1.551 addetti delle Puglie che entreranno nel gruppo l’anno prossimo provenienti dalle società collegate, si vedranno consolidare il busta pezzi crescenti del salario variabile, fino a raggiungere il tetto dei 100 euro in quattro anni. Il salario variabile, per inciso, negli anni scorsi ha raggiunto sempre il 60% del massimo previsto, che era di 2.900.000 lire ed è stato portato a 1.600 euro. Altri punti fondamentali per quanto riguarda i soldi sono l’estensione a tutti del salario provinciale (10-11 ) e dell’indennità di funzione per i banchi freschi, che aumenta tra l’altro del 50%. A Natale era stato erogato un anticipo di 250 euro per coprire in sostanza anche la vacanza contrattuale. Rinviato ai prossimi mesi lo scottante tema del salario individuale, che l’azienda ha messo per iscritto di voler affrontare.
          L’ipotesi di accordo contiene anche una cospicua parte normativa, che tenta di affrontare ad esempio il tema dell’eccessivo arco d’impiego (molti dipendenti lamentano di essere chiamati magari alle 6 per due ore, e poi alle dalle 17 in poi). Il nastro orario passerà da 12 a 11 ore, tranne che per un 10% di figure particolari: queste ultime saranno impiegabili nell’arco di 11 ore e mezza. L’orario è di 37 ore settimanali per tutti i dipendenti. C’è poi la trasformazione di 150.000 ore part time in tempo pieno, il che vuol dire il passaggio a full time di circa 150 addetti. Coop Estense, in una nota stringata di fine trattativa, parla anche di «attenzione particolare per i part time e per gli apprendisti, con una manca valorizzazione delle professionalità».
          Ora il testo sarà sottoposto alle assemblee unitarie dei lavoratori, che si concluderanno entro maggio. Subito a ruota, forse il 6-7 giugno, il referendum confermativo. In caso di approvazione il contratto andrà in vigore da maggio, per quattro anni.


          L’ipercoop e, sopra, uno sciopero a Coop Estense

             


          LA VERTENZA
          Due scioperi
          e tre anni
          di trattative

          Il punto più basso della storia delle relazioni sindacali tra coop e lavoratori è stato forse quello striscione, «La Coop sei tu, chi ti sfrutta di più» esibito allo sciopero del novembre 2001, a Grandemilia di Modena. Allora era la sola Filcams a sfilare, l’accordo sull’integrativo, per di più unitario, sembrava così lontano da non entrare nemmeno all’orizzonte. Invece dopo quello scontro aspro, seguito da settimane di parole al curaro tra Cgil e Coop Estense, arrivò una lunga pausa di riflessione che raffreddò gli animi, grazie all’azione dei vertici sindacali nazionali. Così, nel giugno scorso, quando si passò in pochi giorni da un altro durissimo sciopero Cgil alla ripresa delle trattative, sul tavolo romano, era già chiaro che la via dell’accordo sarebbe stata imboccata con sempre maggiore decisione. L’ultima fase di una trattativa interminabile, iniziata nel 1999 e che aveva portato i sindacati a presentare addirittura quattro distinte piattaforme, è durata altri nove mesi ed è passata attraverso una consultazione preventiva di tutti i lavoratori. Probabile quindi il sì a consuntivo.


          Il sollievo dei sindacati:
          diritti a costi accessibili

          «Avevo giurato che se non fimavamo stavolta non ne volevo più sapere». E’ un umanissimo sospiro di sollievo, più che un commento, quello che esce da Riccardo Mantovani, il segretario provinciale Fisascat Cisl, l’unico tra i protagonisti sindacali ad aver seguito dall’inizio alla fine la vicenda Coop Estense. «Qualche mese fa si è avuta la consapevolezza che la trattativa stava "svoltando", sulla base di un costo sostenibile per l’azienda e uguali diritti per i lavoratori. Ora – conclude Mantovani – siamo assolutamente soddisfatti». Scherza l’ultimo arrivato al tavolo, Giorgio Zattoni (Uiltucs), «si vede che ho almeno portato fortuna. No, piuttosto c’è da apprezzare lo sforzo comune per il raggiungimento dell’intesa». Invita a ricordare «come eravamo partiti, con i sindacati divisi e in conflitto» il segretario Filcams, Roberto Zapparoli; stando così le cose, «l’ipotesi di contratto appena firmata è da considerarsi buona, e comunque migliore di integrativi firmati in altri gruppi». Nel frattempo si sono in effetti chiusi altri contratti, dentro e fuori Coop Italia, e i nuovi parametri di confronto non sono mancati nè ai dirigenti aziendali è ai sindacalisti.
          Dall’azienda più che commenti di singoli dirigenti è arrivata una nota di merito, nella quale si spiega perchè l’intesa va bene: oltre all’avvio della coop unica Emilia-Puglia, ci sono «contenuti fortemente innovativi sul tema del salario», l’estensione del premio aziendale a tutti, il «miglioramento complessivo dei trattamenti per tutti i dipendenti». Tutto ciò, afferma la dirigenza di Coop Estense, «è ulteriormente valorizzato dalla firma unitaria delle tre organizzazioni sindacali, al termine di un percorso negoziale sicuramente molto impegnativo». E anche qui, tra le righe, si capisce che lo spumante è stato tirato fuori dal frigo.