Coop Estense, esito incontro 22/04/2015

Il 22 aprile 2015 a Bari si è tenuto l’incontro con Coop Estense per proseguire il confronto volto a trovare una soluzione alternativa alle terziarizzazioni e ai licenziamenti decisi dalla cooperativa.

La Filcams CGIL ha dichiarato in modo netto alla cooperativa che le possibilità di trovare un accordo deve rispondere ad alcune precise richieste:

Coop Estense deve ridurre assolutamente gli obiettivi di recupero portandoli da 3,3 M ad una cifra che permetta un intervento parziale sul contratto integrativo, escludendo a priori la possibilità di intervenire sul contratto nazionale.

•Gli interventi sul contratto integrativo devono essere fatti sulle sole voci di costo e salvaguardando la parte normativa che in compensazione dovrebbe essere possibilmente migliorata.

Gli interventi devono essere intesi come una sospensione temporanea legata al recupero dell’efficienza e alla salvaguardia occupazionale e che a seguito di questa fase debbano tornare ai valori preesistenti.

•In ogni caso è assolutamente inaccettabile che venga ipotizzata qualsiasi terziarizzazione dei reparti anche nel caso in cui ci fosse salvaguardia occupazionale, in quanto rifiutiamo l’ingresso di aziende terze all’interno delle unità produttive con lavoratori e lavoratrici ai quali non verrebbe applicato né il contratto integrativo aziendale né il contratto collettivo della cooperazione, un precedente che qualora desse dei risultati economici positivi per Coop potrebbe invogliare l’impresa ad ulteriori terziarizzazioni.

•Gli eventuali interventi di recupero dei costi dovrebbero essere proporzionati all’incidenza sulle retribuzioni di tutti i livelli della cooperativa compresi i dirigenti. In questo ambito ci teniamo a precisare che non deve essere assolutamente interpretata questa posizione come una contrapposizione tra i livelli della cooperativa, ma semplicemente un principio di solidarietà tra tutti, perché se è vero che sul piatto c’è la presenze della cooperativa in Puglia è ingiusto che a pagarne le conseguenze siano solo gli addetti del grocery e delle pescherie, o comunque i soli quarti livelli.

•Qualora questa strada fosse percorribile, l’eventuale accordo dovrebbe necessariamente passare attraverso l’approvazione delle lavoratrici e dei lavoratori.

Al momento la cooperativa pur dando disponibilità a ridimensionare i propri obiettivi non sembra voler accogliere alcune disponibilità poste dalle organizzazioni sindacali.

Sono stati programmati nuovi incontri nel tentativo di evitare di arrivare al Ministero dovendo scegliere se accettare il ricatto o costringere una parte delle lavoratrici e lavoratori al licenziamento. Ricordiamo che la soluzione deve essere necessariamente trovata entro il 3 giugno 2015 data nella quale si esauriscono i tempi previsti per la procedura di mobilità, ricordiamo inoltre che qualora ci fosse un mancato accordo e l’azienda decidesse di procedere con i licenziamenti non sarebbero interessati esclusivamente i lavoratori del grocery e delle pescherie ma, applicando i criteri di legge di anzianità aziendale e i carichi familiari, sarebbero coinvolti anche i lavoratori di altri reparti che hanno funzioni equivalenti a quelle dei colleghi posti in procedura.

Considerata la gravità della fase e le preoccupazioni del caso le delegate e i delegati della Filcams CGIL il giorno 30 aprile 2015 si riuniranno in un coordinamento a Bari. In quella data decideranno come procedere negli incontri successivi e quali azioni mettere in campo qualora gli incontri stessi non producessero dei risultati positivi volti alla salvaguardia occupazionale.

È evidente che la discussione che si farà il 30 aprile verrà posta immediatamente dopo alle assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori.

Roma, 24 aprile 2015