Coop-Esselunga la sfida continua

27/07/2010

Dopo l’affondo di Esselunga arriva subito la replica di Coop. E poi la controreplica del distribuore lombardo. La querelle è sempre quella di "falce e carrello": il patron di Esselunga Bernardo Caprotti denuncia anomale pressioni contro lo sbarco di Esselunga nell’ultimo spazio commerciale disponibile a Livorno. E domenica scorsa ha fatto pubblicare, a pagamento, sui quotidiani una denuncia di violazione della libertà di concorrenza corredata dai livelli di concentrazione, tra il 72 e l’88%, del binomio Coop-Conad a Modena e Livorno. Le Coop, da un lato, replicano duramente facendo riferimento a sentenze della magistratura a carico di Esselunga, dall’altra però, Vincenzo Tassinari, presidente del consiglio di gestione di Coop Italia, adombra la via della conciliazione osservando che «queste polemiche, alla fine, sono devastanti per tutti, specie quando intervengono i politici. Siamo trascinati sui giornali e nei tribunali quando invece dovremmo fare fronte comune contro l’aggressività dei distributori stranieri e alleviare i problemi dei consumatori». Dal quartier generale di Limito di Pioltello per ora non c’è risposta.
E il comunicato emesso da Coop picchia duro: «Questa campagna pubblicitaria – recita – è una manovra diversiva che intende offuscare l’impatto di un altro comunicato che Esselunga sarà costretta a far pubblicare: la condanna di Esselunga e del suo proprietario per avere agito in danno di una Coop. Il Tribunale di Milano ha riconosciuto che ha agito con mezzi sleali per fare concorrenza a Coop (la sentenza è la n. 4833 del 16.04.2010)». E se non bastasse Coop accenna anche ad alcune sentenze che starebbero per essere emesse quale seguito di condanne a carico di dirigenti Esselunga «per trafugamento di informazioni commerciali della Coop (Tribunale di Milano n. 7130 del 21.06.2007)». Tassinari precisa che «ne sono attese nei prossimi mesi ben quattro oltre a quella avviata da Coop Liguria, con l’ipotesi di concorrenza sleale, legata al libro "falce e carrello"». Esselunga però, in un contro comunicato, smentisce «di essere stata condannata per due volte per concorrenza sleale. Ed è priva di verità l’informazione in base alla quale Esselunga sarebbe stata condannata per trafugamento di informazioni commerciali di Coop». Secondo Coop la favola del lupo e dell’agnello non regge. «Le nostre quote di mercato – sostiene Tassinari – sono il frutto di 150 anni di storia e la politica non c’entra niente. Un esempio? Per aprire a Piacenza ci abbiamo impiegato 22 anni. Mentre ricordo che Esselunga a Milano occupa il 51% del mercato, a Lucca il 62%, in Monza/Brianza il 60% e a Lecco il 51%». Dati prontamente smentiti da Caprotti specificando che i dati corretti provinciali sono quelli espressi in metri quadrati. Quindi Milano 18,8%, Lucca 33%, Monza/Brianza 18,3% e Lecco 13%.
Nella controffensiva Coop entra anche il sindaco di Modena Giorgio Pighi che ha annunciato una querela per minacce contro Caprotti in riferimento all’esistenza di un «patto occulto» tra Coop Estense e Comune di Modena per impedirle la costruzione di un supermercato su un terreno acquistato nel 2001.