Coop deluse: dal governo solo promesse e confusione

31/10/2002

          31 ottobre 2002

          Il presidente dell’Ancpl, Buzzi: infrastrutture e costruzioni dovevano essere la priorità, ma gli investimenti calano e tra i cittadini crolla la fiducia
          Coop deluse: dal governo solo promesse e confusione

          Vanni Masala

          BOLOGNA «La situazione è pesante, siamo
          delusi da questa politica di governo, dalla
          conflittualità, dalla confusione: se si continua
          così rischiamo di tornare ai primi anni
          ‘90». È impietosa l’analisi dell’attuale
          condizione economica italiana che emerge
          dalle cooperative di costruzione aderenti a
          Legacoop, riunitesi ieri a Bologna per l’annuale
          assemblea dell’Ancpl. E proprio il
          presidente dell’Associazione nazionale
          cooperative produzione lavoro, Franco Buzzi,
          porta l’inequivocabile messaggio della
          frangia di uno dei settori portanti dell’economia
          made in Italy: «Berlusconi indicò
          nelle infrastrutture e nelle costruzioni una
          priorità. Ma noi ora avvertiamo un calo
          degli investimenti ed una capacità di spesa
          che tende ad imballarsi, con ruoli e funzioni
          che vengono messe in discussione». Il
          riferimento esplicito è al conflitto tra enti
          locali e governo centrale, con i tagli previsti
          dalla Finanziaria e le Regioni che lamentano
          un’impossibilità di agire nei limiti
          pur consentiti dalla Costituzione. Insomma,
          un federalismo di facciata e normative
          che ingabbiano qualsiasi tentativo di
          programmare opere.
          A ciò si aggiunge la sempre calante
          fiducia dei cittadini verso una ripresa, con
          conseguente blocco nei consumi e nel mercato
          delle compravendite di immobili. Il tutto inserito
          in uno scenario politico internazionale e
          finanziario che non promette nulla di buono.
          Quindi, il settore delle coop costruzioni, 273
          aziende di cui 50 sulla via Emilia (con un volume
          d’affari nella sola regione di 2.600 milioni di euro),
          chiede che si vada oltre i disegnini sulla lavagna di
          Bruno Vespa, oltre «un ponte sullo stretto di
          Messina che occupa poche persone e non si sa a
          chi serva», per definire una strategia alle opere non solo
          pubbliche e ridare fiducia allo stesso comparto,
          dove le banche cominciano a tirarsi indietro.
          «Non chiediamo miracoli – dice il presidente
          Buzzi – ma auspichiamo una sana
          concertazione, in cui ciascuno si prenda le
          proprie responsabilità, a partire da noi,
          per creare elementi di certezza, per evitare
          che da qui a poco si debba fare i conti con
          una crisi del settore». Un comparto che in
          Italia nel 2001 ha avuto un valore di 150
          miliardi di euro, e che dovrebbe superare i
          157 nel 2002. Costruzioni in buona salute,
          dunque, e le cooperative di Legacoop non
          fanno esclusione, prevedendo un incre-
          mento del 10,8 per cento nel 2002 ed una
          crescita nel 2003 di poco inferiore. Ma qui
          vengono le note dolenti. «Cominciano a
          manifestarsi i primi segnali di crisi – afferma
          il direttore del centro di ricerche economiche
          Cresme, Lorenzo Bellicini -: prevediamo
          un calo dello 0,5 per cento già a partire dal
          2003». Una fase di stagnazione dunque dove
          peserà anche l’inversione di tendenza del
          mercato immobiliare, già alle prese con cali
          delle compravendite e aumenti dei prezzi.
          La crisi colpirà prima il nord poi il centro-sud
          del paese. Il mercato pubblico potrebbe salvare
          la situazione ma la tensione tra enti locali e governo
          non lascia prevedere nulla di buono. «Si
          riprenda a lavorare con umiltà – dice Buzzi
          - e si individuino pochi obiettivi ma chiari
          e realizzabili, che ci facciano uscire dal
          pantano».

          Legacoop, Poletti verso la presidenza

          MILANO Giuliano Poletti e Giorgio Bertinelli sono stati indicati,
          rispettivamente, come candidati alla carica di presidente e di
          vicepresidente della Lega delle cooperative in vista del 36°
          congresso nazionale in programma a Roma dal 28 al 30
          novembre. L’indicazione è emersa al termine della consultazione
          condotta tra i componenti della direzione nazionale di Legacoop.