Coop Alleanza 3.0, esito incontro 24 e 30/07/2018

Roma, 31 luglio 2018

I giorni 24 e 30 luglio u.s si è svolto l’incontro con Coop Alleanza 3.0, si è svolto il confronto e si è raggiunto l’accordo sul tema del franchising con particolare riferimento all’imminente investimento in Puglia e Basilicata e sulla gestione dei 14 punti vendita che saranno dismessi entro il 2018.
FRANCHISING
Da quanto rilevato, la trattativa per il contratto di Master Franchising con un imprenditore locale in Puglia e Basilicata è ad uno stato avanzato ed è presumibile che verrà chiuso a breve.
L’accordo di Master Franchising dovrebbe essere decennale e prevedrebbe sia il Franchising diretto che l’affiliazione da parte del Franchisee. Anche se è ormai noto a tutti, l’impresa non ha ufficializzato il nome della società interessata, al contempo in trasparenza ci ha presentato quale sarebbe la presenza nelle varie province dei 104 punti vendita in Franchising, di cui 44 diretti e 60 affiliati, come di seguito riportato:

Provincia Diretti Affiliati
Foggia 7 14
BAT 7 2
Bari 19 14
Taranto 8 1
Brindisi 2 2
Lecce 1 24
Matera - 3

Secondo la cooperativa il mercato della Puglia e Basilicata è molto frammentato ma si è avviato un percorso di polarizzazione, ad oggi Coop Alleanza 3.0 è presente solo con la rete Ipermercati e con un supermercato, si ritiene pertanto che l’operazione del Master Franchising dovrebbe portare benefici sui seguenti aspetti:

    ·Ampliamento della presenza del marchio e del prodotto

    ·Acquisizione di quote di mercato

    ·Capacità di sviluppare sinergie che rafforzano tutta la rete vendita

    ·Flessibilità di investimento anche tramite l’affiliazione

    ·Limitare la crescita della concorrenza

Secondo la cooperativa il Franchisee sarebbe vincolato a rispettare:

    ·Norme Igienico sanitarie

    ·Il CCNL di settore sottoscritto dalle OO.SS. maggiormente rappresentative

    ·Le normative sul commercio sia nazionali che locali

    ·Le norme urbanistiche

    ·Le norme sull’utilizzo dei marchi

Per quanta riguarda le sovrapposizioni presenti nelle varie province la cooperativa dichiara che esperienze passate di vicinanza con l’acquisizione di punti vendita preesistenti dimostrano il reciproco rafforzamento delle vendite, dichiara che comunque non sarà possibile utilizzare la tessera socio nella rete franchisee, in cui ci sarà una carta fedeltà apposita.
La Filcams CGIL, coerentemente con il mandato del coordinamento nazionale del 16 luglio 2018 ha manifestato la propria contrarietà agli investimenti fatti nel Franchising dalla cooperativa. Sulla base delle molte esperienze fatte in altre imprese si rilevano molte criticità sul riconoscimento della rappresentanza sindacale e sulla frammentazione della stessa con evidenti ripercussioni sull’applicazione e il rispetto della contrattazione nazionale.
Come dichiarato alla cooperativa, nel caso di cessione di rete diretta in franchising la Filcams si opporrebbe con ogni mezzo come già è avvenuto in altre imprese del sistema cooperativo.
Nel caso della Puglia e della Basilicata è necessario considerare che i consuntivi 2015 e 2016 sono sostanzialmente in linea con il budget mentre per il 2017 ha perso oltre 21 milioni di euro, 8 milioni di ulteriori perdite rispetto agli anni precedenti e il trend gennaio-giugno 2018 non evidenzia margini di miglioramento. La Filcams, nel ribadire la forte preoccupazione già espressa in occasione del bilancio consuntivo sul drastico peggioramento delle vendite riconducibile ad errori importanti nelle politiche commerciali, ha richiamato l’intervento di Paolo Cattabiani all’incontro del 5 maggio 2018, che ha garantito per il futuro una tenuta maniacale dei punti vendita, ma questo appare in netta contrapposizione con il taglio delle ore lavorate e la conseguente assenza della merce a scaffale. I lavoratori, i soci e i clienti che frequentano i supermercati e gli ipermercati Coop da tempo lamentano che la mancanza di prodotti in promo e nel continuato, sta allontanando i clienti.
Il timore che l’arrivo dei 104 punti vendita in franchising possa ulteriormente mettere in difficoltà le vendite degli Ipercoop della Puglia e della Basilicata non può quindi risolversi con la semplice dichiarazione dell’impresa che non ci sono rischi. La Filcams ha quindi richiamato l’accordo di salvaguardia occupazionale sottoscritto nel 2015, richiedendo alla cooperativa un impegno formale alla garanzia dei livelli occupazionali anche per il piano industriale in corso, diversamente l’accordo non avrebbe più efficacia.
La Filcams ha richiesto alla delegazione aziendale un impegno concreto a far applicare e rispettare al franchisee i Contratti Nazionali firmati dalle OO.SS. Confederali sia nei negozi in rete diretta che in quelli affiliati allo scopo di tutelare l’occupazione ed evitare dumping al ribasso del Costo del Lavoro, ricordando che nei mesi precedenti in due diverse occasioni l’imprenditore in trattativa per il Master Franchising è stato due volte condannato per condotta antisindacale.
Coop Alleanza 3.0 dichiara che se non saranno rispettati i vincoli contenuti nel contratto di affiliazione dal partner commerciale, è prevista la rescissione del contratto stesso. La dirigenza della cooperativa dichiara inoltre che l’operazione franchising non è l’anticamera della cessione dei punti vendita Coop, è anzi un sistema per rimanere sul territorio e consolidare i valori cooperativi.
Dalle strutture territoriali della Puglia arriva inoltre la segnalazione che i lavoratori dei 104 punti vendita fin qui menzionati, avendo contemporaneamente appreso dell’eventualità di lavorare sotto il marchio Coop, hanno maturato aspettative importanti per il miglioramento delle proprie condizioni di lavoro, e in tal senso hanno avanzato richieste attraverso le rappresentanze che la Filcams ha in questi punti vendita.

Sulla base di questa discussione è stato trovato un accordo sui seguenti punti:

    ·Garanzia dei livelli occupazionali per tutto il piano industriale per i dipendenti della Puglia e Basilicata coerentemente all’applicazione dell’accordo del 2015.

    ·Garanzia che i punti vendita diretti non saranno ceduti.

    ·Applicazione dei contratti nazionali del terziario per tutta la rete Franchising per evitare dumping contrattuale con la rete diretta e riconoscere i diritti ed il salario dovuti anche ai lavoratori del Franchising.

    ·Incontri periodici per la verifica degli andamenti delle vendite in comparazione tra rete diretta e rete franchising.

PUNTI VENDITA IN DISMISSIONE
Considerate le criticità del bilancio consuntivo in particolare nella gestione caratteristica, il piano industriale presentato dall’impresa cooperativa prevede tra le leve d’intervento la possibile dismissione di 24 punti vendita di cui 14 entro la fine del 2018. All’inizio del confronto erano stati dichiarati 30 punti vendita critici ma su alcuni si è deciso di mantenerli aperti e di intervenire solo per renderli sostenibili.
La Filcams CGIL ha richiesto di conoscere quali siano i punti vendita che verranno dismessi ma la cooperativa ha dichiarato che non essendo ancora stati decise le date e dovendo gestire la comunicazione con i soci non è in condizione di fornirci l’informazione dettagliata.
La Filcams CGIL già dal confronto che ha riguardato il progetto rete ha contestato alla cooperativa di agire unilateralmente nei confronti dei lavoratori e per questo ha chiesto di trovare un accordo quadro per la gestione delle dismissioni che consenta di avviare un confronto a livello territoriale su tutti gli aspetti che conseguono alla dismissione.
L’accordo sottoscritto prevede innanzitutto che le dismissioni non avranno nessun impatto sull’occupazione. Verrà pertanto convocato un tavolo territoriale con almeno 60 giorni di anticipo rispetto la data di chiusura del punto vendita e a quel livello si individueranno le migliori condizioni di ricollocazione dei lavoratori.

In merito all’eventualità di cessione dei punti vendita la cooperativa ha garantito di ricollocare comunque i lavoratori nella propria rete vendita ad eccezione di cessioni fatte verso imprese della distribuzione cooperativa. Questa impostazione non poteva essere condivisa e formalizzata dalle organizzazioni sindacali e la discussione è demandata di volta in volta ai confronti territoriali sapendo che l’accordo prevede che comunque è previlegiato lo strumento della ricollocazione in caso di cessione.
Il confronto territoriale dovrà da ultimo verificare che le richieste di flessibilità della cooperativa, volte a creare maggiori spazi di ricollocazione, siano realmente necessarie.

I due accordi sottoscritti assumono un importante passo in avanti verso la necessità più volte dichiarata di governare le varie fasi del complesso piano industriale della cooperativa e di evitare che la stessa agisca unilateralmente. Anche il demando territoriale rappresenta un importante precedente per riconquistare un ruolo del livello locale che l’eccessivo spostamento delle relazioni sindacali a livello nazionale ha impoverito. L’obiettivo principale conquistato è evidentemente quello della salvaguardia occupazionale nonostante le criticità che il consuntivo ha palesato.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio