Coop Alleanza 3.0, esito incontro fusione cooperative 12/11/2015

Roma, 20 Novembre 2015


Testo Unitario

Il giorno 12 Novembre 2015 si è svolto l’incontro per la fusione di Coop Adriatica, Coop Consumatori Nordest e Coop Estense, che formeranno la nuova Coop Alleanza 3.0 (nella quale confluiranno le funzioni relative agli acquisti, marketing e qualità attualmente facenti capo a Centrale Adriatica).

L’incontro è stato convocato nell’ambito di quanto previsto dall’art. 47 della legge 29 dicembre 1990, n. 248 ed è la prima tappa formale di un percorso di confronto sindacale che si annuncia complesso e delicato per le tante questioni che dovrà affrontare.

Alleanza 3.0 sarà la più grande cooperativa italiana di consumo e probabilmente la più grande di tutte le imprese dell’universo cooperativo ed inizierà la sua attività dal 1 gennaio 2016.

Secondo quanto dichiarato dai futuri dirigenti di Coop 3.0 presenti all’incontro, l’obiettivo della fusione è quello di rafforzarsi in un momento difficile, caratterizzato da una lunga crisi che ha ridotto pesantemente i consumi. Per far questo le cooperative intendono far leva su alcuni punti di forza che scaturiranno dall’unione quali il patrimonio, la capacità di fare economia di scala, la forte base sociale, protagonismo e leadership nel mercato, una rete vendita che comprende negozi dai 95 agli oltre 12000 mq. e che sarà in grado di dare risposta ad un’ampia gamma di consumatori e a cui si aggiungerà il canale di vendite on line.

Coop Alleanza 3.0 conterà più 2,7 milioni di soci, 422 punti vendita (di cui 61 Ipermercati) per un totale di 80000 mq di area vendita, 4,8 milioni di fatturato e avrà più di 22.000 dipendenti in 12 regioni (se si considerano anche Sicilia, Campania, Lazio, Trentino, dove opera società controllate e partecipate).

La nuova cooperativa sarà l’unica della distribuzione che opererà al Sud, e si pone l’obiettivo di consolidare l’attuale rete e di fare ulteriori investimenti prevalentemente attraverso acquisizioni.

Nei territori dove è presente coesistono piccole e medie cooperative che non verranno inglobate ma con cui si aprirà comunque una collaborazione che amplierà la capacità di fare economia di scala e le rafforzerà.

La galassia di Coop Alleanza 3.0 comprende 122 società controllate tra le quali Unipol, Teleregio, TRC, Planetario, Robintour, Librerie.coop, IGD. Tra le altre anche Enercoop in cui confluiranno tutti i distributori e che investirà ulteriormente nel mercato della fornitura di energia e gas. La nuova cooperativa implementerà gli investimenti in servizi alla persona e piani sanitari volontari, oltre che in servizi finanziari ed assicurativi. Una delle sfide che dovrà affrontare sarà il rilancio degli ipermercati, canale in cui molte imprese cooperative e private stanno retrocedendo. Inoltre si sta studiando la possibilità di investire nel canale franchising, precisando che questa modalità non impatterà nei territori dove Coop 3.0 è già presente.

Coop 3.0 avrà tre amministratori delegati espressi dalle tre Coop di provenienza: Cattabiani, che avrà la delega a finanza e sviluppo con sede a Reggio Emilia; Ferrari, con delega alla gestione caratteristica con sede a Modena; Turrini, con delega ai servizi centrali e politiche sociali, sarà anche il Presidente della Cooperativa con sede a Bologna.

La logistica rimarrà affidata a Centrale Adriatica che sarà quindi una impresa (interamente controllata da Coop Alleanza 3.0) che si occuperà quasi esclusivamente di ricevimento e distribuzione merci, visto che riordino e acquisti verranno portati interamente in seno a Coop 3.0; in questo ambito resta da approfondire la prospettiva del settore riordino di generi vari e surgelati, che rimarrebbe l’unico servizio in capo a Centrale Adriatica.

Nel confronto è emerso che non sono previste criticità occupazionali nell’immediato ma le Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs hanno precisato che sarà dovuta una maggiore chiarezza e determinazione nel precisare che nè la rete vendita né le sedi saranno interessate da riorganizzazioni da cui possano emergere esuberi, chiedendo sul tema un ulteriore e continuo confronto.

È stato anche chiesto di avere informazioni più precise rispetto all’impatto che il riordino delle attività centrali comporterebbe per i lavoratori direttamente interessati. Sotto la direzione di ciascun amministratore delegato, e quindi di ogni sede, verrebbero riassegnate le varie funzioni di marketing, amministrazione, gestione del personale, acquisti, ecc., che potrebbero comportare un trasferimento di sede sia per i lavoratori delle tre cooperative sia per quelli provenienti da Centrale Adriatica; sarà quindi necessario che le lavoratrici ed i lavoratori abbiano nei tempi più brevi le dovute informazioni.

Infine Coop Alleanza 3.0 porrà l’obiettivo di concordare un unico Contratto Integrativo Aziendale, che dovrebbe superare gli attuali cinque integrativi vigenti nelle varie aree, più i due contatti applicato ai quadri e direttivi. Per far questo ha proposto di mantenere vigenti per i dipendenti in forza le attuali condizioni contrattuali derivanti dalle imprese di provenienza in forma individuale, che non sarebbero applicati ai neo assunti e che verrebbero sostituiti da un nuovo CIA a cui si dovrebbe arrivare entro settembre del 2016.

Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno dichiarato la loro disponibilità ad avviare un confronto che si ponga tale obiettivo ma esplicitando alcune criticità. Innanzitutto gli attuali CIA dovrebbero continuare la loro vigenza fino a nuovo accordo anche per i nuovi assunti e in tutte le loro parti: dalle relazioni sindacali all’organizzazione del lavoro, dal premio aziendale alle maggiorazioni domenicali, dalla classificazione del personale alle indennità di mansione; insomma non è pensabile che un patrimonio contrattuale così importante si possa lasciare alle spalle insieme ai nomi delle cooperative. L’unico punto su cui le organizzazioni sindacali convergono che sia necessario superare gli attuali contratti e provvedere ad un accordo transitorio è inerente il salario variabile che maturerebbe nel 2016, visto che con la fusione i parametri e gli obiettivi previsti dagli integrativi verrebbero meno.

Il confronto è stato aggiornato al giorno 25 Novembre 2015 alle ore 13.00 presso l’Hotel Bologna Fiera in Piazza della Costituzione, 1 – Bologna.

All’incontro sono convocate le strutture regionali e provinciali ed un delegato ogni provincia.


p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio