“Convivenza” Vaticano alle crociate

12/02/2007
    domenica 11 febbraio 2007

    Pagina 3 -Politica

    Coppie di fatto, Vaticano alle crociate

      Il Papa insiste, durissimo l’Osservatore. Pollastrini: attacchi ingiustificati, il nostro faro è la Costituzione

        di Roberto Monteforte/ Città del Vaticano

        TORNA ALL’ATTACCO Benedetto XVI. «Bisogna sempre avere il coraggio della verità sull’uomo». È l’invito rivolto ieri alle «autorità civili e alle persone che hanno una funzione nella trasmissione dei valori». Nel corso dell’udienza a una delegazione dell’Academie des Sciences Morales et Politiques di Parigi, il pontefice è tornato a denunciare i rischi causati dal relativismo. Chiede ai laici, agli «amministratori» di reagire, di rompere quelle che indica come «catene esteriori» imposte all’uomo contemporaneo: «ricerca del potere e del profitto a qualsiasi prezzo, droga, relazioni affettive disordinate, confusione a livello del matrimonio, non riconoscimento dell’essere umano in ogni sua fase di esistenza, dalla nascita alla fine naturale». Sono derive da contrastare con il coraggio di «dire la verità e di seguirla nella vita personale come in quella pubblica». È il monito del Papa: «La riflessione e l’azione delle autorità e dei cittadini deve essere centrata attorno a due elementi: il rispetto di ogni essere umano e la ricerca del bene comune». Messaggio chiarissimo, anche se non si cita direttamente il ddl sui «Di.co». È il diritto- dovere della Chiesa a parlare e il dovere dei laici a seguire il suo magistero.

        Intanto l’Osservatore Romano si scaglia contro gli «attacchi di quanti, vorrebbero tappare la bocca alla Chiesa e al Papa». Rinnova la sua ferma critica ai «Di.co»: fanno parte di un «percorso verso lo sradicamento dell’istituto familiare fondato sul matrimonio». Lo fa in un comunicato che annuncia una monografia che raccoglie scritti di Benedetto XVI sulla famiglia. Molto più diplomatica è la nota dedicata alla ricorrenza dell’11 febbraio, firma dei Patti Lateranensi, ispirata dalla segreteria di Stato. Poco diplomatico e «tutto politico» è l’intervento di monsignor Rino Fisichella,il vescovo «cappellano» di Montecitorio e rettore dell’ateneo Lateranense. Più che fermo sembra ultimativo. «Siamo nettamente contrari a questa proposta di legge che, se approvata, scaverà un altro baratro tra il Parlamento e il Paese. I parlamentari cattolici non lo votino». «Ci si è lasciati condurre dall’ideologia più che dall’attenzione al sociale», «se il Parlamento vota questo disegno di legge rischia di scavare un nuovo baratro tra sè e la società». La sua conclusione suona come un’ammonizione preventiva ai politici cattolici: «Se arriverà così com’è al voto finale richiameremo i parlamentari a una piena coerenza con la loro fede, che in questo caso comporterebbe l’impegno a non votare una legge che contrasta con l’insegnamento della Chiesa». Tutta da buttare l’autonomia del laicato. Linea chiarissima. La ribadirà domani nella relazione con la quale aprirà il convegno alla Laterananense su «La legge morale naturale: problemi e prospettive»? Il titolo è emblematico: «Proclamare il diritto con fermezza». Parole durissime anche dalla Chiesa bolognese affidate ad un editoriale non firmato di «Sette». L’attacco al ddl è frontale. Con uno strale per la sinistra. «Perchè – ci si domanda – proprio coloro che hanno nel patrimonio culturale tradizioni di forte impegno sociale e solidaristico sono oggi in prima fila nel sostenere battaglie la cui impronta è connotata da un individualismo esasperato, nemico della persona?».

        Attacchi pesanti. Ne è colpita la ministra per i Diritti e le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini. «Io ascolto sempre con rispetto le parole che vengono dalle autorità della Chiesa. Ma sono colpita dall’attacco ripetuto ad un disegno di legge saggio ed equilibrato che ha come unico obbiettivo quello di rendere più serena la vita delle persone» osserva. «I Di.co nulla tolgono alla famiglia – ribadisce -. Ma elencano diritti e doveri per quelle persone che hanno deciso di condividere un progetto di vita e d’amore». «Il punto di riferimento – puntualizza – resta sempre la Costituzione e i principi laici e liberali che l’hanno ispirata». Per questo aggiunge convinta: «La politica non deve rinunciare mai alla sua autonomia». Tanto più quando si discute di proposte di legge come quella sulle coppie di fatto.