“Convivenza” Coppie di fatto, il dado è tratto

09/02/2007
    venerdì 9 febbraio 2007

    Pagina 3 – Politica/Oggi

    Coppie di fatto, il dado è tratto

      Sì dal governo, Mastella non va. Si chiameranno “Dico”. Prodi: «C’è voluta la determinazione di due donne»

        di Maria Zegarelli / Roma

        DICO – «Ci sono volute due donne, con la loro determinazione,per portare a casa questo risultato». Romano Prodi è soddisfatto: il consiglio dei ministri ha dato l’ok definitivo al disegno di legge sulle Unioni civili. Assenti due ministri: Alfonso Pecoraro Scanio, fuori per un impegno e Clemente Mastella «dissidente». Con voto unanime, dopo un’ora di Cdm straordinario sono nati i «dico», i diritti dei conviventi anche di uguale sesso. «Credo che questa legge sia la prova di cosa sia un governo di coalizione e di cosa sia la laicità»,dice Rosy Bindi. Una prova che è stata più dura del previsto. «Da qui non si esce senza un accordo» aveva infatti detto Romano Prodi al mattino. Le due ministre, Barbara Pollastrini e Rosy Bindi si sono chiuse negli uffici di Palazzo Chigi, panini e bibite a portata di mano, e hanno lavorato tutto il giorno per chiudere «la quadra». Che è arrivata dopo un vorticoso giro di telefonate tra le segreterie dei partiti e i ministri. Il compromesso è stato raggiunto proprio sull’articolo 1: non una dichiarazione congiunta ma «contestuale»,che i due conviventi possono fare all’Anagrafe insieme o in momenti diversi, purché il convivente che l’ha resa invii una raccomandata con ricevuto di ritorno all’altro convivente. Dal testo è sparisce l’Ufficiale dell’Anagrafe per evitare ogni riferimento simbolico al «rito» su cui Francesco Rutelli e i teodem avevano posto il veto. Sì ai diritti successori, ma dopo nove anni di convivenza mentre per il subentro nel contratto di affitto e per le agevolazioni e tutela di lavoro ne bastano tre. Immediati i diritti e i doveri legati all’assistenza sanitaria. «Come tutte le leggi anche questa è migliorabile. Il governo la consegna al Parlamento e c’è la massima disponibilità ad avere arricchimenti e contributi»,dice la ministra Pollastrini. «Il ddl che abbiamo presentato regola i diritti dei conviventi senza equipararlo alla famiglia e senza dare vita a un matrimonio di serie B, né un piccolo pacs», puntualizza Rosy Bindi rispondendo a chi nella Cdl ma anche nel suo stesso partito le aveva accusate di dar vita a un «simil-matrimonio». E i cattolici italiani «non possono che essere contenti perché arriva un ddl in Parlamento che rafforza la famiglia e tutela i diritti delle persone. Quando si superano le discriminazioni i cattolici devono sempre essere contenti», sottolinea. Ed è un lapsus a raccontarla lunga su quanto deve essere stato difficile per lei in queste settimane condurre una mediazione con i cattolici più intransigenti della Margherita. Quando spiega i diritti di reversibilità dice «coniuge» anziché «convivente». Conferma il ministro Giuliano Amato, che si definisce «levatrice del bambino appena nato»: è stato «più semplice mettere a punto il decreto sul calcio». È in quel momento chele due ministre si fanno l’occhietto. Loro, partite da posizioni lontane un accordo lo avevano trovato. È stato Francesco Rutelli, a un certo punto, ieri mattina, a mettere in discussione l’intesa. I presenti al vertice raccontano che il vicepremier è arrivato con una serie di «no» in tasca «inaccettabili». «L’articolo 1 così come è non va». È stato a quel punto che si è trovato di fronte un muro senza crepe: le due ministre, Massimo D’Alema, Giuliano Amato e lo stesso Romano Prodi hanno tenuto duro sulla necessità di arrivare a un accordo e di arrivarci prima della partenza del premier per l’India. Intanto Piero Fassino era in collegamento costante: «Non possiamo accettare lo stravolgimento dell’impianto della legge. L’articolo 1 è un punto fermo». Rutelli aveva anche proposto di sopprimere la parte che equiparava le coppie eterosessuali a quelle omosessuali. «Questo è contro la Costituzione», avrebbe detto la ministra Pollastrini. Intanto dalla Camera Marina Sereni, consapevole del braccio di ferro in atto, scrive una lettera alle due ministre, «andate avanti e portate in Parlamento una legge giusta». Franco Grillini chiacchiera con Piero Fassino. «Non andare via da Roma, stiamo in dirittura d’arrivo», gli dice il segretario. E infatti, alla fine, l’accordo arriva. Se la legge supererà il varo del Parlamento in Italia sarà possibile stipulare i Dico anche tra due anziani che decidono di darsi reciproca assistenza. «Non è solo una legge per gli omosessuali», spiega Rosy Bindi. «Credo sia molto migliore di quella sui Pacs francesi dove si regolano soltanto rapporti economici», rafforza Amato. «È un passo avanti importante» commenta Franco Grillini. «È un testo migliorabile». Verdi e Rc avrebbero voluto una legge più coraggiosa. Fassino ritiene il ddl «un provvedimento equilibrato e ragionevole che non intacca diritti e prerogative della famiglia fondata sul matrimonio, come prevede l’articolo 29 della Costituzione». Ma già da ora la sinistra (ds compresi) prepara la battaglia degli emendamenti. Per ora era importante portare a casa il risultato. Perché, dice Amato: «Se non avessimo partorito questo ddl avrei avuto dubbi per il parto a cui tengo molto del Partito democratico». A fine serata arriva anche la benedizione Teodem. Amen.