Convinto dagli avvocati dopo un summit notturno

02/07/2002




              retroscena
              Roberto Giovannini
              (Del 2/7/2002 Sezione: Interni Pag. 4)
              PIENO ACCORDO NEI VERTICI DEL SINDACATO
              Convinto dagli avvocati dopo un summit notturno

              ROMA

              LA decisione è stata presa sabato mattina, dopo lunghi conciliaboli notturni tra Sergio Cofferati e Guglielmo Epifani. Tra sabato e domenica, dopo aver sentito il parere dei giuristi vicini alla confederazione (e in particolare del senatore Ds Guido Calvi), è stato chiarito che non si sarebbe potuto fare diversamente, per solide e inevitabili motivazioni formali. Ieri, senza particolari obiezioni, i segretari confederali e i dirigenti delle principali categorie e camere del Lavoro sono stati convocati in Corso d´Italia, ordine del giorno «comunicazioni del segretario generale». E così, Sergio Cofferati rimanda di un po´ il suo addio, e Guglielmo Epifani dovrà attendere il direttivo del 20-21 settembre per diventare numero uno della Cgil. Un bel colpo di scena, che ha lasciato di sasso molti, abituati a prendere alla lettera le affermazioni e le dichiarazioni sempre di sapore didascalico del leader Cgil. Nel sindacato, dove trionfano le bocche cucite, con un po´ di fatica si riesce ad avere una spiegazione della mossa a sorpresa del segretario, maturata a seguito della pubblicazione delle e-mail di Marco Biagi e delle successive travolgenti polemiche. Come si sa, Cofferati ha annunciato venerdì in una conferenza stampa un esposto-denuncia alla magistratura bolognese per chiedere che si faccia piena luce sulla vicenda, a partire dal dubbio che attanaglia i dirigenti della Cgil: come mai Marco Biagi già nel luglio del 2001 era stato convinto che la Cgil e Cofferati lo avrebbero minacciato? Una volta compiuta questa mossa, una volta moltiplicate per mille le tensioni e le accuse legate alla vicenda Biagi, spiega chi ha parlato con Cofferati in queste ore, non vi era più scelta. Come avrebbe potuto – dicono – Cofferati presentarsi ai magistrati o difendersi dalle accuse politiche da semplice «privato cittadino»? In un clima così avvelenato, con un governo apertamente ostile, con tutte le incertezze e gli interrogativi legati alla vicenda Biagi, prosegue il ragionamento, il «cittadino Cofferati» non avrebbe avuto gli strumenti necessari per far valere le sue ragioni, che invece il Cofferati leader della Cgil potrà ancora utilizzare. E lo stesso esposto Cgil avrebbe avuto un iter più incerto e fragile, come hanno chiarito i legali consultati. Infine, un´uscita di scena in questo momento avrebbe potuto avere un doppio (e opposto) sapore antipatico per la Cgil: Cofferati «scappato», oppure Cofferati «abbandonato». Nel gruppo dirigente, questa decisione è stata accolta senza particolari perplessità. Nel corso della riunione di ieri, soltanto Claudio Sabattini (già leader Fiom) e Franco Chiriaco (numero uno della Flai) hanno obiettato, ma per chiedere che non si fissasse una data definitiva per l´addio del segretario (invece confermata al 20-21 settembre). Del tutto d´accordo con Cofferati è il successore annunciato, Guglielmo Epifani. A chi gli chiedeva se la «mossa» non finisse per intaccare sia la sua futura leadership sia la credibilità di Cofferati, Epifani ha risposto ribadendo che non c´erano alternative, vista la situazione politico-legale. Da un lato, ragiona il numero due Cgil, tra due giorni la consultazione chiarirà che c´è un consenso larghissimo su Epifani segretario; dall´altro, non c´è dubbio che – come annunciato a suo tempo – il primo ottobre 2002 Sergio Cofferati si presenterà in Pirelli per iniziare la sua nuova attività di lavoro. E proprio per discutere la sua futura collocazione ieri pomeriggio Cofferati era a Milano nel quartier generale della Pirelli. Per Cofferati, la nuova situazione provocherà molti cambiamenti nei programmi finora studiati. A parte le ferie, fissate per agosto, il sindacalista stava mettendo a punto un fittissimo calendario di incontri politici pubblici per luglio, a cominciare da una massiccia presenza alle principali feste dell´Unità, una tribuna perfetta per dialogare con il popolo diessino. Avrebbe poi preso il via il lavoro di definizione dell´attività della Fondazione Di Vittorio, il pensatoio che Cofferati intende utilizzare nella prossima, ancora incerta, fase della sua vita politica. Un programma che ora dovrà essere rivisto, alla luce del programma di scioperi regionali (che si concluderanno l´11 luglio) e degli sviluppi del negoziato sul lavoro e il Dpef che si potrebbe chiudere nei prossimi giorni, con un accordo che la Cgil non firmerà e contesterà duramente. Cofferati intanto, resta: e farà sentire il suo peso sui prossimi appuntamenti. Del resto, proprio nei giorni scorsi il leader Cgil aveva ricevuto un «avvertimento» da un suo vecchio conoscente: «Vedrai – gli aveva detto l´interlocutore – di qui all´8 luglio potrebbe succedere di tutto». E così è stato.