Convergenza tra Ds e sindacati contro le deleghe del governo

08/01/2002


MARTEDÌ, 08 GENNAIO 2002
 
Pagina 34 – Economia
 
Il segretario Fassino a Cgil, Cisl e Uil: rafforzeremo l’opposizione su lavoro e pensioni
 
Convergenza tra Ds e sindacati contro le deleghe del governo
 
 
Cofferati: "Fondamentale che ognuno faccia il suo mestiere"
Pezzotta: "Ma noi non vogliamo fare la fine delle Trade unions inglesi"
 
RICCARDO DE GENNARO

ROMA — C’è una convergenza di fondo, nel rispetto delle diverse funzioni, tra la linea dei Ds e la politica sindacale di Cgil, Cisl e Uil. Il segretario della Quercia, Piero Fassino, ha incontrato ieri nella sede di via Nazionale i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil (rispettivamente Sergio Cofferati, Savino Pezzotta, Luigi Angeletti) e ha annunciato loro che il suo partito e, più in generale, il centrosinistra passeranno «a una fase più forte e incisiva di opposizione in Parlamento e nel Paese». Fassino si riferisce a una serie di iniziative di mobilitazione della Quercia a livello nazionale e locale contro le deleghe al governo su pensioni, mercato del lavoro e Fisco («un sistema basato su due sole aliquote non esiste in alcun paese capitalistico al mondo», ha detto il responsabile lavoro del partito, Cesare Damiano), ma anche a sostegno delle scelte del vecchio governo di centrosinistra sui temi della scuola, della sanità, dell’immigrazione, del Mezzogiorno, scelte sulle quali Berluscoini sta attuando «una vera controriforma».
«Le prese di posizione del sindacato sono giuste e noi le condividiamo e le sosteniamo», ha detto Fassino. Il quale ha parlato di «larga convergenza» con le opinioni dei Ds e durante il vertice, durato un paio d’ore ha auspicato non un’alleanza ma perlomeno «confronti più frequenti» con i sindacati. Su questo punto ha trovato la piena disponibilità della Cgil e della Uil, un po’ meno della Cisl: «Il giorno che il sindacato venisse assimilato all’opposizione sarebbe finito ha detto apertamente Pezzotta noi non vogliamo fare la fine delle Trade unions inglesi che si unirono al partito laburista contro la Thatcher e si annullarono. Il nostro problema non è cambiare la maggioranza, ma fare cambiare posizione alla maggioranza». E con queste parole ha confermato la volontà della Cisl di proseguire il confronto con il governo Berlusconi.
«L’incontro è stato utile e proficuo. Esistono convergenze di opinione e valutazione con i Ds, ma credo sia fondamentale che ognuno faccia il suo mestiere e che quindi la rappresentanza politica e quella sociale svolgano le loro funzioni in piena autonomia», ha dichiarato invece Cofferati. «Ci aspettiamo un analogo incontro con Forza Italia», ha aggiunto Angeletti.
Nel frattempo, il ministro del Lavoro, Roberto Maroni, che aveva annunciato una continuità negli incontri con i sindacati ha convocato i vertici di Cgil, Cisl e Uil per giovedì prossimo. Il tema? Non l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori o i tagli contributivi sui neoassunti a favore delle imprese, che il governo dà per acquisiti, bensì temi «minori» della delega sul mercato del lavoro, come il nuovo collocamento, gli orari di lavoro, i comitati aziendali europei. I sindacati, però, chiedono chiarimenti sul Tfr. Bisogna credere ai ministri Maroni e Tremonti, i quali sostengono che, nell’ambito della riforma, il trasferimento delle liquidazioni nei fondi pensione sarà obbligatorio, oppure stare alle dichiarazioni di Berlusconi e del ministro Frattini, i quali hanno assicurato che «non sarà obbligatorio trasferire il Tfr nei fondi»? Domani, intanto, proprio il ministro della Funzione pubblica vedrà nuovamente i sindacati del pubblico impiego, che hanno proclamato uno sciopero nazionale per il15 febbraio.