Controllo Covip sulle polizze individuali

25/02/2005

    venerdì 25 febbraio 2005

    sezione: IN PRIMO PIANO – pagina 3

    Previdenza integrativa / I due decreti attuativi

    Controllo Covip sulle polizze individuali

    MARCO ROGARI

      ROMA • Passaggio dei compiti di controllo sulle polizze assicurative individuali dall’Isvap alla Covip. È questa una delle novità che introduce la prima delle due bozze di decreto alle quali sta lavorando il ministero del Welfare per dare attuazione alle misure sulle pensioni integrative e sul Tfr previste dalla riforma previdenziale. I provvedimenti— come già annunciato dal ministro Maroni — saranno due: il primo, praticamente già pronto, riguarda la gestione dei fondi; il secondo, ancora " aperto", definisce le modalità di conferimento del Tfr e le compensazioni.

      E questa seconda bozza sarà probabilmente completata nelle prossime ore, anche sulla base delle ultime valutazioni fatte ieri sera dal Governo al tavolo sulla competitività. Proprio il decreto competitività garantirà la dote finanziaria per la previdenza integrativa: 20 milioni per il 2005; 200 per il 2006; 500 per il 2007.

      Le due partite tra Governo e parti sociali su competitività e previdenza integrativa, insomma, si intrecciano.

      E la discussione sviluppatasi ieri sera nel confronto a Palazzo Chigi lo conferma. In ogni caso, entrambi i provvedimenti sulle pensioni complementari, prima di essere varati, dovrebbero essere sottoposti alle parti sociali in un incontro ad hoc. Il capitolo più delicato resta quello dei meccanismi da attivare per utilizzare il Tfr maturando.

      Ma anche sulla bozza già " chiusa", riguardante la gestione dei fondi, potrebbe restare qualche nodo irrisolto. Il testo ruota attorno al rafforzamento dei compiti assegnati alla Commissione di vigilanza sui fondi pensione.
      Che dovrà « vigilare » su tutte le « forme pensionistiche complementari », comprese le polizze assicurative individuali e « i fondi che assicurano ai dipendenti pubblici prestazioni complementari al trattamento di base e al trattamento di fine rapporto » . Un ruolo, quello affidato alla Covip, che almeno sulla carta non appare troppo distante da quello suggerito nel documento unitario messo a punto dalle parti sociali.

      La tipologia dei fondi. La bozza di decreto prevede che la previdenza complementare dovrà svilupparsi sostanzialmente su quattro canali: fondi negoziali; fondi aperti ( individuali); polizze assicurative individuali; fondi regionali. Nel testo si ribadisce che l’adesione alle forme integrative è « libera e volontaria » . E si prevede la possibilità di attuare le nuove misure per il comparto dei dipendenti pubblici, anche se si precisa che questa operazione potrà scattare soltanto con un apposito decreto ad hoc: fino al varo di questo provvedimento saranno operative le disposizioni attualmente in vigore.

      Le forme individuali. Nella bozza del Welfare si afferma che « le forme pensionistiche individuali sono attuate mediante: adesione ai fondi pensione aperti; contratti di assicurazione sulla vita stipulati con imprese di assicurazioni » . Contratti che dovranno essere corredati da un apposito regolamento steso sulla base delle direttive impartite dalla Covip e approvato dalla stessa Commissione di vigilanza.

      Il ruolo della Covip. Tre i soggetti istituzionali coinvolti nell’operazione " previdenza integrativa": ministero del Welfare, ministero dell’Economia e Covip.

        In particolare, il Welfare vigilerà sulla Covip, alla quale spetterà l’attività di controllo su tutto il settore delle forme integrative « mediante l’adozione, di concerto con il ministero dell’Economia, di direttive generali volte a determinare le linee di indirizzo in materia di previdenza complementare ». La Covip, tra l’altro, dovrà definire le condizioni che, « al fine di garantire il rispetto dei principi di trasparenza, comparabilità e portabilità, le forme pensionistiche complementari devono soddisfare » per entrare nella nuova " era dell’integrativa".