Contro la crisi negozi e supermercati aperti di domenica

20/02/2009

Contro la crisi negozi e supermercati aperti di domenica

Repubblica — 20 febbraio 2009 sezione: ROMA

Incontro tra l´assessore Bordoni, negozianti e sindacati

Più domeniche con i negozi aperti e giorni di festa in cui fare la spesa sarà impresa possibile. Anche questi possono essere gli ingredienti per una ricetta anticrisi, così ieri l´assessore al commercio Davide Bordoni ha invitato a sedersi attorno a un tavolo i rappresentanti del commercio romano e i sindacati del settore per un incontro interlocutorio prima dell´ordinanza che renderà Roma una città sempre più "open". L´idea dell´assessore è di fare star su le saracinesche degli esercizi commerciali sei domeniche in più rispetto all´attuale normativa.

In ogni quartiere porte spalancate (su base volontaria) per lo shopping tutto l´anno, tranne le domeniche da metà febbraio a fine marzo. E due ad agosto. In più, porte aperte anche 6 gennaio, 25 aprile, 29 giugno, il 15 agosto, primo novembre e 8 dicembre. Obbligo di chiusura invece per primo gennaio, Pasqua e Pasquetta, primo maggio, Natale e Santo Stefano. «A chiederci una maggiore flessibilità sono gli stessi consumatori spiega Bordoni – Lo abbiamo toccato con mano con la deroga dell´11 gennaio: l´apertura fuori programma è stata un successo». Fra dieci giorni l´assessore comunicherà la bozza dell´ordinanza alle parti sociali che, a giudicare dalla riunione di ieri, non sono d´accordo tra loro. Favorevoli Cesare Pambianchi, presidente di Confcommercio e Giuseppe Codispoti, vice presidente della Lega coop del Lazio, contrari i sindacati e Valter Giammaria, presidente della Confesercenti.

«L´esigenza di una città più aperta ci viene dettata dalla crisi stessa – dice Pambianchi – La domenica è un giorno in cui si ha tempo e voglia di andare per negozi. E siccome a Roma in alcuni periodi non c´è nulla di aperto, sempre più persone prendono l´auto e vanno a comprare nei centri commerciali attorno a Guidonia, Torvajanica, Ciampino. Oltre al danno, abbiamo la beffa». Ma per i sindacati è una questione di contratto, che con le domeniche "open" può essere più facilmente eluso. Del partito del "no" anche Giammaria. «È l´ultima mossa», dice il presidente della Confesercenti, «per dare una mazzata ai piccoli che rappresentano il 96% delle imprese a scapito della grande distribuzione. Un´onda d´urto a cui i negozi di quartiere non possono resistere».

ALESSANDRA PAOLINI