Contro il terrorismo sindacati mai divisi

14/03/2003

            14 marzo 2003
            Contro il terrorismo sindacati mai divisi
            Cgil, Cisl e Uil rinnovano l’impegno a isolare le Br. Epifani: sì al confronto, no agli attacchi

            Felicia Masocco
            ROMA Le divisioni sono state messe
            da parte, contro il terrorismo Cgil,
            Cisl e Uil ieri hanno dato prova di
            unità e compattezza riunendo insieme
            i propri direttivi davanti ai rappresentanti
            delle forze politiche, tutte, di
            destra e di sinistra. Al fianco di Epifani,
            Pezzotta e Angeletti le più alte cariche
            dello Stato, dal presidente Ciampi,
            a Pera e Casini che hanno inviato i
            loro messaggi.
            Era dal ‘99 che le confederazioni
            non tenevano una iniziativa di questo
            tipo, da quando manifestarono contro
            l’attentato alla Cisl di Milano, il
            primo di una serie contro le sedi sindacali
            mentre si infittivano le intimidazioni
            ai dirigenti. Dall’Auditorium
            della musica di Roma è venuto un
            segnale forte, com’era già accaduto all’indomani
            dell’assassinio di Marco
            Biagi quando qualche esponente di
            governo fece l’equivalenza piazza-pallottole,
            indicando nel sindacato, nella
            Cgil che riempiva le piazze, il mandante
            morale di quell’omicidio. Anche
            un anno fa sia pure in un clima di
            lacerazione su tanti e tanti temi, senza
            badare ai propri colori Cgil, Cisl e Uil
            risposero in coro e a brutto muso: il
            terrorismo è nemico del sindacato e
            del movimento dei lavoratori e da
            questi è sempre stato avversato. È
            quel che ha ricordato anche il Capo
            dello Stato nella sua lettera: «L’iniziativa
            dei sindacati costituisce un contributo
            fondamentale alla lotta al terrorismo,
            nel solco di una solida tradizione
            del sindacalismo italiano che tanto
            ha fatto per combatterlo, isolarlo, e
            che per questo ha pagato un alto contributo
            di sangue». «Il terrorismo -per
            Ciampi – è isolato e sarà sconfitto».
            Oggi la mano dei terroristi è tor-
            nata ad uccidere, nelle loro analisi deliranti
            le Br indicano nel mondo del
            lavoro i «perché» del loro agire, sindacati,
            industriali e governo sono tutti
            uguali, tutti da colpire. È evidente che
            il terrorismo non è stato ancora sconfitto,
            e non va sottovalutato: è questo
            il primo messaggio che si trae dalla
            manifestazione di ieri, non abbassare
            la guardia, «non mollare e non stare a
            guardare» come ha affermato il leader
            della Cisl, Savino Pezzotta.
            È un impegno che non nasce ora,
            ma si rinnova: «Qualsiasi divisione dovesse
            esserci tra di noi – ha detto il
            segretario generale della Cgil, Guglielmo
            Epifani rivolto a Pezzotta e a Luigi
            Angeletti – non potrà mai essere
            una divisione tale da far venir meno
            l’impegno unitario nella lotta al terrorismo.
            E ogni sede sindacale colpita
            deve essere considerata sede di tutti e
            tre i sindacati». Non sottovalutare,
            non indulgere, credere invece nel
            «metodo democratico del confronto
            anche aspro tra opinioni diverse, non
            subire condizionamenti», ha aggiunto
            Epifani. Attenzione, dunque, a criminalizzare
            il dissenso. Un impegno,
            una lotta, che per Epifani non può
            essere soltanto del sindacato, è chiamato
            a fare la propria parte «chi ha
            doveri e responsabilità pubbliche e
            istituzionali», governo e forze politiche,
            le forze dell’ordine e la magistratura,
            «va alzato il livello della conoscenza,
            della prevenzione, del contrasto
            a questo terrorismo che è un po’
            diverso dal passato». E la novità positiva
            sta per Epifani «nel rifiuto della
            violenza e dell’eversione tra le nuove
            generazioni».
            Anche per Savino Pezzotta, «non
            ci sono dubbi e tentennamenti nell’
            identificare nel terrorismo il nemico
            comune». «Ci troviamo di fronte a
            dei criminali, a dei nemici del cambiamento,
            della e del movimento dei la-
            voratori. Ma la Cisl non ha paura:
            Devono sapere – scandisce Pezzotta -che
            non ci riusciranno, che hanno già
            perso, che la loro logica di sangue e
            morte non è passata e che non passerà».
            E la Cisl guarda alla concertazione,
            al dialogo sociale, come «all’unico
            percorso che porta al paese stabilità,
            coesione e solidarietà». Occorre «proseguire
            sulla strada del cambiamento,
            delle riforme».
            Si respirava aria di distensione ieri
            all’Auditorium, la prova di unità
            contro il terrorismo invita a guardare
            oltre i propri steccati: «Ci auguriamo
            - ha affermato Luigi Angeletti – che
            fra qualche tempo le manifestazioni
            unitarie di Cgil, Cisl e Uil abbiano
            come tema le condizioni dei lavoratori».
            «Se continuiamo a praticare i nostri
            valori costitutivi – ha aggiunto -noi
            possiamo rappresentare di nuovo
            una forza decisiva per mettere la parola
            fine al terrorismo».