“Contro di noi accuse infami”

26/03/2002

 
 
Reazione compatta dei sindacati. D´Amato: un´altra occasione persa per il dialogo
"Contro di noi accuse infami"

L´ira di Cgil, Cisl e Uil: Berlusconi chieda scusa
          RICCARDO DE GENNARO


          ROMA – «Non tratteremo più con questo governo». Per cambiare idea, il leader della Cgil, Sergio Cofferati, vuole una «formale smentita» di Berlusconi: quelle dichiarazioni rilasciate nella stessa giornata e «a 24 ore dalla più grande manifestazione della storia italiana» dai ministri Bossi e Martino e dal sottosegretario Sacconi, querelati dalla Cgil, sono infatti «gravi e preoccupanti». Non solo per Cofferati, ma evidentemente anche per Cisl e Uil, che – come la Cgil – ieri hanno respinto l´invito a partecipare al vertice previsto per oggi con il governo su «terrorismo e ripresa del dialogo sociale». In particolare, secondo Cofferati, Martino ha sostanzialmente minacciato i sindacati: «Quando si sostiene che la nostra azione mette in discussione la legalità costituzionale, come ha fatto il ministro della Difesa, si può arrivare a questa conclusione».
          È seriamente preoccupato anche il numero uno della Cisl, Savino Pezzotta, il quale in un primo momento sembrava tentato di sedersi ugualmente al tavolo. Poi ha rotto gli indugi: «Non si può chiedere da un lato al sindacato di contrastare il terrorismo e dall´altro accusarlo di presunte contiguità con le Br. Questo è grave e irresponsabile». Pezzotta denuncia il tentativo del governo di «alimentare un clima di sospetto e di intimidazione nei confronti del sindacato, accusandolo di presunte collusioni e ambiguità con il terrorismo».
          Cgil, Cisl e Uil, senza un attimo di dubbio, hanno poi valutato assolutamente «insufficiente» la risposta di Palazzo Chigi alla richiesta di smentita delle accuse rivolte ai sindacati. «C´è bisogno di un´iniziativa esplicita – ha detto Luigi Angeletti, Uil – che tolga ogni equivoco e ogni dubbio sul fatto che il sindacato è stato ed è uno dei maggiori baluardi contro il terrorismo». Il clima tra governo e sindacati si surriscalda, mentre i rapporti sindacali, a questo punto, tornano unitari. Domani – giorno della fiaccolata in tutte le città d´Italia contro il terrorismo – le tre segreterie si riuniranno per decidere la data dello sciopero generale, forse il 12 aprile.
          Nel frattempo, il presidente della Confindustria, Antonio D´Amato, esprime rammarico perché «ancora una volta è venuta meno un´occasione di dialogo tra governo e parti sociali: continua a prevalere la logica della polemica, che impedisce un confronto costruttivo». D´Amato invita, viceversa, a uno spirito di «forte alleanza delle forze politiche e sociali, necessario per combattere il terrorismo».