Contributivo, entro marzo torna l’opzione

26/01/2001

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Venerdì 26 Gennaio 2001
italia – politica
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La commissione Lavoro della Camera verso il sì alla possibilità di cambiare il metodo di calcolo Contributivo, entro marzo torna l’opzione

ROMA Non più tardi del 1° aprile 2001 sarà ripristinata la possibilità di passare dal metodo retributivo a quello contributivo per il calcolo della pensione. Calcolo che sarà però più restrittivo di quello previsto dalla riforma Dini, attraverso l’ampliamento da 5 a 10 anni della base di riferimento per la ricostruzione dei contributi versati. Questo, almeno, è l’orientamento della commissione Lavoro della Camera, che si accinge a dare il via libera a un emendamento al disegno di legge sui lavori atipici per cancellare la proroga al 2003, sancita dalla legge Finanziaria 2001, per esercitare il cosiddetto diritto di opzione tra retributivo e contributivo. La modifica è stata presentata e rivista dalla Lega e ha già raccolto il sostanziale assenso della maggioranza.

Resta ora da capire se il Ddl riuscirà a ottenere il disco verde parlamentare prima della fine della legislatura. L’iter, già travagliato, del testo non si annuncia rapido, visto che dovrà tornare al Senato, dove è già stato licenziato in prima lettura, proprio a causa delle modifiche che dovrebbero essere introdotte da Montecitorio. Ma proprio la soluzione del problema dell’opzione potrebbe garantire al Ddl un percorso in discesa.

Su questo fronte, la sola questione ancora da risolvere è quella legata alla data in cui dovrà essere ripristinato il diritto di opzione: la Lega ha chiesto di dare alla norma un effetto retroattivo (dal 1° gennaio 2001) per cancellare completamente lo stop decretato dalla Finanziaria; la maggioranza e il Tesoro, forti del parere espresso dalla commissione Bilancio di Montecitorio, spingono per fissare il termine al 1° aprile. E, probabilmente, sarà questa la soluzione adottata la prossima settimana quando il Ddl approderà nell’Aula di Montecitorio.

Le modalità per il calcolo della pensione saranno comunque riviste rispetto a quelle stabilite dalla riforma Dini per non privilegiare i soggetti con redditi alti. Il nuovo parametro di riferimento diventerà — ha spiegato Mauro Michielon (Lega) — «il rapporto tra l’aliquota contributiva vigente in ciascun anno e la media delle aliquote contributive in vigore nei dieci anni precedenti quello in cui viene esercitata l’opzione». Questa formulazione — ha detto il presidente della commissione Lavoro della Camera, Renzo Innocenti — «potrebbe andare bene».

—firma—M.Rog.