Contributivo e pensioni pubbliche: le concessioni del Carroccio

09/07/2003

mercoledì 9 luglio 2003
Pagina 4 – Economia
 
IL RETROSCENA
Ecco le proposte della Lega sulla previdenza per la riunione della Cabina di regia

"Contributivo e pensioni pubbliche"
queste le concessioni del Carroccio
          "Bisogna fare coincidere aliquote di computo e aliquote effettive"
          "Con il sistema pro-rata per tutti un risparmio di 4miliardi a partire dal 2010"

          RICCARDO DE GENNARO

          ROMA – La Lega conferma il suo «no» al taglio delle pensioni, ma è disponibile a trattare. Oggi si presenterà alla prima riunione della cabina di regìa con una carta nella manica: una proposta di intervento sulle pensioni, articolata in tre punti e finalizzata – sottolinea Alberto Brambilla, sottosegretario al Welfare – «a princìpi di equità». I punti sono presto detti: estensione a tutti del contributivo pro rata; sovrapposizione tra aliquota contributiva di computo e aliquota effettiva sia per i lavoratori autonomi sia per i lavoratori dipendenti; equiparazione dei requisiti di età per la pensione di anzianità tra dipendenti privati e pubblici. La Lega, in sostanza, è d´accordo nel giudicare «troppo lungo il periodo di transizione» verso il contributivo per tutti previsto dalla Dini al 2018.
          L´estensione del contributivo pro rata taglierebbe il rendimento delle pensioni in media del tre per cento in otto anni (con un massimo del 6,90 per cento per i lavoratori dipendenti che hanno oggi 25 anni di contributi e decidono di andare in pensione a 57). Questo a fronte di un taglio del 16-24 per cento (due o tre per cento all´anno) in caso di disincentivi. Secondo Brambilla, l´estensione del contributivo pro rata a tutti «potrebbe valere 4 miliardi di euro nel 2010». Fare combaciare, poi, aliquote di computo e aliquote effettive è necessario per evitare l´accumularsi di un «buco» di 2 miliardi di euro l´anno.

          I lavoratori autonomi infatti versano il 16,50 per cento di contributi a fronte di un´aliquota di computo del 20 per cento. Per quelli dipendenti il divario è di 0,30 punti (33 l´aliquota di computo, 32,7 quella effettivamente versata da lavoratore e impresa).
          «L´estensione del contributivo pro rata dal 2004 già risolverebbe il problema del periodo di transizione troppo prolungato e disinnescherebbe la mina delle penalizzazioni», dice Brambilla. Il quale ricorda a coloro che propongono l´innalzamento a 60-62 anni dell´età per le pensioni di anzianità che «questo equivarrebbe all´abolizione dell´anzianità per le donne, che vanno in pensione di vecchiaia a 60 anni». Il terzo intervento al quale la Lega è favorevole riguarda l´equiparazione dei requisiti di anzianità dei dipendenti pubblici, che – fermo restando i 35 anni di contributi – oggi possono andare in pensione a 55 anni. Non solo: la pensione dei dipendenti pubblici non è calcolata in base agli stipendi degli ultimi dieci anni, come per i dipendenti privati, ma in parte sull´ultimo mese di retribuzione e in parte sugli ultimi cinque anni. «Noi non siamo barricaderi – conclude Brambilla – vogliamo l´equità: la Commissione da me presieduta, che ha valutato l´infondatezza dell´allarme conti, ha anche messo in luce le falle della Dini sul fronte del contributivo».
          Continuano a circolare, intanto, le voci di un documento del ministero dell´Economia di taglio delle pensioni di anzianità, attraverso l´innalzamento dell´età pensionabile. Una dichiarazione resa dal ministro Tremonti in un´audizione a Bruxelles conferma indirettamente questo orientamento: «Un sistema previdenziale stabile è la base della stabilità dei sistemi finanziari», dice, precisando che la materia pensioni «non è più solo un soggetto del Consiglio sociale, ma anche economico».