CONTRATTO VIGILANZA PRIVATA: SCIOPERO VENERDI’ 24 DICEMBRE «PER DARE UNA SVOLTA AL NEGOZIATO»

13/12/2004

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

13 dicembre 2004

CONTRATTO VIGILANZA PRIVATA: SCIOPERO VENERDI’ 24 DICEMBRE «PER DARE UNA SVOLTA AL NEGOZIATO»

«È necessario dare una svolta al negoziato» hanno sostenuto i delegati, ma «evitando la rottura».

È così che la riunione plenaria della delegazione trattante ha proclamato lo stato di agitazione per la vigilanza privata con uno sciopero dell’intera giornata, venerdì 24 dicembre, e altre otto ore di sciopero, a disposizione dei territori, da farsi entro il 18 gennaio 2005.

Tuttavia, non è rottura con le associazioni imprenditoriali: il nuovo appuntamento è per il 19 gennaio «e speriamo che per quella data – dice Maurizio Scarpa, della segreteria nazionale Filcams e responsabile del settore – le nostre controparti abbiano trovato una sia pur minima linea comune che permetta di confrontare le nostre posizioni in trattativa plenaria».

Finora, le delegazioni trattanti non si sono ancora affrontate veramente “a ranghi completi”. Dopo l’avvio del confronto per il rinnovo del contratto nazionale, a metà settembre, vi sono stati solo incontri a livello tecnico.

Sul tavolo del negoziato, accanto ai temi squisitamente contrattuali, vi sono problematiche che riguardano l’inquadramento giuridico del settore e delle guardie giurate, armate e non armate. Ed è proprio in relazione a queste problematiche che i sindacati giudicano le controparti incapaci di trovare al proprio interno una sintesi unitaria condivisa da tutte le associazioni che firmano il contratto nazionale di lavoro (Anivp, Assovigilanza, Univ, Federvigilanza, Ancst-Legacoop, Federlavoro-Servizi Confcooperative, Ancosel-Agci).

Poiché sul tavolo c’è anche l’applicazione della legge 66/2003, legge che limita a 250 ore il tetto massimo di straordinario nell’anno, e poiché questo limite alle associazioni imprenditoriali non sta bene, ecco spuntare la richiesta di una deroga all’obbligo di applicare la legge, mentre – denunciano i sindacati – viene ignorata l’esigenza di sollecitare il ministero dell’Interno circa l’ inquadramento giuridico e la riorganizzazione normativa del settore.

Un modo di procedere inaccettabile, dicono, e irresponsabile, se si tiene a mente che quello della vigilanza è un settore in crisi destinato a subire, se non è in grado di cambiare, le normative europee che sono in corso di definizione e che potrebbero essere pericolosamente esiziali per le imprese.

Per Maurizio Scarpa «l’iniziativa delle controparti è sintomatica del grave arretramento rispetto agli affidamenti che fin dall’inizio del confronto ci si era dati».

«Stando così le cose – prosegue Scarpa – l’unica inziativa che siamo riusciti a concordare è stata una richiesta di incontro avanzata ai ministri del Lavoro e degli Interni, un incontro al quale potremmo anche ritrovarci senza posizione comune. L’incontro del 19 gennaio dovrà servire anche a questo».