CONTRATTO VIGILANZA PRIVATA: IL MINISTERO DEL LAVORO BLOCCA LA FIRMA DEL DECRETO INTERMINISTERIALE E COSI’ IMPEDISCE IL CONTRATTO

21/03/2006

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Ufficio Stampa
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21 marzo 2006

CONTRATTO VIGILANZA PRIVATA: IL MINISTERO DEL LAVORO BLOCCA LA FIRMA DEL DECRETO INTERMINISTERIALE E COSI’ IMPEDISCE IL CONTRATTO
Nota delle segreterie nazionali Filcams Fisascat Uiltucs

«Siamo stati informati che la bozza di decreto interministeriale predisposto dal ministero dell’Interno, che nel settore della Vigilanza Privata avrebbe rinviato alla contrattazione la regolamentazione di materie relative all’orario di lavoro, ha registrato, da parte del ministero del Lavoro un notevole condizionamento della firma.

«Ricordiamo che i contenuti del decreto in questione sono stati determinati dopo un proficuo confronto con tutte le parti sociali e costituiscono condizione inderogabile per l’attuazione del nuovo CCNL.

«Le modifiche proposte dal ministero sono due: la prima riguarda la cancellazione dell’art. 2 della bozza di decreto che prevedeva l’obbligo da parte delle aziende che partecipano agli appalti, di certificare il rispetto dei contratti nazionali e territoriali, cosa che giustamente il ministero degli Interni aveva inserito, vista la delicatezza del settore, anche in considerazione del fatto che il costo degli appalti viene definito attraverso una “tariffa di legalità” fissata dalle prefetture, sulla base di alcuni costi, di cui il principale è proprio quello del lavoro.

«Si ritiene questa esclusione un vero e proprio ostacolo alla trasparenza nelle procedure degli appalti, in un settore che sappiamo essere, proprio in questi ultimi tempi, sotto i riflettori di preoccupanti fatti di cronaca e che le parti sociali hanno operato per dare regole e trasparenza al settore.

«La seconda condizione posta dal ministero del Lavoro è quella che, con tutta evidenza, ne dimostra la volontà dilatoria e quindi di ostacolo, alla applicazione in tempi rapidi del nuovo contratto di lavoro.

«È relativo alla sottoscrizione del decreto anche da parte del ministero della Sanità e del ministero dell’Economia, due ministeri che con tutta evidenza non hanno competenza in materia, non producendo tale atto nessuna spesa per lo Stato o per altri enti pubblici.

«Il contratto è scaduto ormai da due anni. Organizzazioni sindacali e associazioni imprenditoriali hanno già definito una intesa su tutte le materie in discussione nel CCNL. I ministeri dell’Interno e del Lavoro, sono stati coinvolti in tutto l’iter del negoziato per affrontare le specificità del settore in rapporto alla organizzazione dei servizi ed alla conseguente prestazione lavorativa. E l’intesa raggiunta tra le parti sociali, si è mossa dentro un quadro normativo definito anche con il contributo di tali ministeri.

«Questi ostacoli ad una rapida emanazione del decreto rappresentano un duro colpo alle condizioni di vita di migliaia di guardie giurate che quotidianamente svolgono un servizio sempre più importate per l’intera collettività.

«È per questo che i lavoratori della Vigilanza Privata e le organizzazioni sindacali chiedono una sollecita conclusione della vertenza così come proposto e concordato tra tutti gli interlocutori.

«Ulteriori ritardi che rischiano di compromettere il rinnovo contrattuale e l’agibilità dell’attività degli istituti di vigilanza, con gravi conseguenze economiche ed occupazionali per i lavoratori, provocheranno la mobilitazione generale della categoria anche con manifestazioni a Roma. E di ciò coloro che la favoriscono se ne dovranno assumere la responsabilità».