CONTRATTO TURISMO: I PUNTI DELL’ACCORDO

21/07/2003

FILCAMS-Cgil FISASCAT-Cisl UILTUCS-Uil
Federazioni lavoratori commercio turismo servizi

19 luglio 2003

CONTRATTO TURISMO: I PUNTI DELL’ACCORDO

Filcams Fisascat Uiltucs hanno sottoscritto con le associazioni aderenti alla Confcommercio Confturismo (Federalberghi, Fipe, Fiavet, Faita) e Federreti l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro del turismo. Il rinnovo contrattuale interessa 1.500.000 di dipendenti diretti (dati Tci, non considerando il lavoro nero che è stimato superiore al 20%). Il fatturato è di 150mila miliardi di lire e il suo apporto al Pil è attorno al 12 per cento.

Il comunicato delle segreterie nazionali.

«Le segreterie nazionali Filcams Fisascat Uiltucs danno un giudizio positivo sulla ipotesi di accordo che ha impegnato il settore per 18 mesi.

I punti qualificanti dell’ipotesi di accordo sono i seguenti:

* valorizzazione del 2° livello di contrattazione attraverso un meccanismo di parametri finalizzati a facilitare i confronti della contrattazione decentrata che rappresenta per l’intero settore un’opportunità da realizzare nei prossimi mesi;

* ulteriori diritti per quanto riguarda maternità ed infortunio;

* la contrattualizzazione di una serie di norme sul mercato del lavoro, che rappresentano un’evoluzione del sistema contrattuale finalizzato allo sviluppo dell’occupazione ed alla gestione contrattata delle flessibilità ; rispetto alla legislazione vigente;

* conferma e allargamento del diritto di precedenza per i contratti a termine;

* tale istituto interessa anche il 100% dei lavoratori stagionali che nel settore sono oltre 250.000;

* l’ipotesi di accordo ha inoltre istituito per tutte le tipologie di lavoro un fondo di assistenza sanitaria integrativa, non sostitutiva del servizio sanitario nazionale, innovativa nel settore, finanziata per il 70% dal sistema delle imprese;

* infine, l’ipotesi di accordo prevede aumenti a regime che si attestano su 118 euro per 14 mensilità (livello medio contrattuale il 4°).

Gli aumenti realizzati consentono una rivalutazione media del salario contrattuale dell’ 11,50% nell’arco di vigenza del contratto, garantendo al quadriennio il pieno recupero del potere di acquisto delle retribuzioni dei lavoratori».