CONTRATTO TERZIARIO, DISTRIBUZIONE COMMERCIALE, SERVIZI: PER I LAVORATORI DEL COMMERCIO IN SCIOPERO SABATO 22 DICEMBRE NON SARA’ UN BEL NATALE

13/12/2007

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

13 dicembre 2007

CONTRATTO TERZIARIO, DISTRIBUZIONE COMMERCIALE, SERVIZI: PER I LAVORATORI DEL COMMERCIO IN SCIOPERO SABATO 22 DICEMBRE NON SARA’ UN BEL NATALE

Sarà un Natale di lotta, per i lavoratori del commercio e dei servizi. E non sarà un bel Natale.

Sabato 22 dicembre, i lavoratori del terziario, della distribuzione commerciale e dei servizi sono in sciopero per il contratto nazionale di lavoro.

(Per chi lavora su 5 giorni, indipendentemente che il luogo di lavoro sia la grande distribuzione o le imprese del terziario avanzato, la giornata di sciopero è venerdì 21 dicembre)

Lo sciopero è proclamato esclusivamente nelle aziende aderenti a Confcommercio.

Alla giornata di sciopero parteciperanno anche le aziende addette alla distribuzione del farmaco. Per questa specifica parte della distribuzione sono coinvolte le aziende aderenti a Confcommercio, Assofarm, Federfarma servizi, Adf-Confcommercio.

Sono escluse dalla giornata di lotta le aziende aderenti a Confesercenti e alle centrali cooperative. E questo per la semplice ragione che il confronto tra le parti per il rinnovo dei due contratti sta segnando positivi avanzamenti.

Confcommercio, al contrario, ha essa stessa dichiarato di avere fermato le trattative.

Con Confcommercio il dialogo si è completamente interrotto – dicono i sindacati. La posta in gioco sarebbe niente meno che lo smantellamento del contratto collettivo nazionale di lavoro.

Confcommercio vuole mano libera – sostengono –, anziché preoccuparsi di chi, nel settore, pratica una concorrenza sleale e illegale, ricorrendo al lavoro nero e grigio.

(Secondo dati della Guardia di Finanza il 70 per cento dell’evasione fiscale riguarda proprio il commercio)

La battaglia – avvertono Filcams Fisascat Uiltucs – non sarà breve. E non sarà a bassa intensità, perché nei punti vendita i dirigenti sono ormai disposti a tutto: pressioni, anche ricatti con la minaccia di mobilità o di non passare mai al tempo pieno, oppure utilizzo massiccio di lavoratori interinali e altre figure temporaneamente presenti nel negozio.

A questo proposito, le strutture sindacali territoriali stanno procedendo alle denunce per attività antisindacale in occasione della precedente giornata di sciopero del 17 novembre.