Contratto, sì alle deroghe Un’altra intesa separata

30/09/2010

«Un accordo raggiunto con fatica e qualche sofferenza» il commento fuori onda del direttore di Federmeccanica Roberto Santarelli, alla chiusura del verbale d’intesa con Fim e Uilm sulle deroghe al contratto nazionale dei metalmeccanici.
La firma è stata raggiunta ieri. L’accordo, che sarà richiamato con uno specifico articolo nel contratto 2009, dà il via libera a modifiche «sperimentali o temporanee» per favorire lo «sviluppo economico e occupazionale mediante la creazione di condizioni utili a nuovi investimenti o all’avvio di nuove iniziative ovvero per contenere gli effetti economici e occupazionali derivanti da situazioni di crisi aziendale».
Dunque, due ambiti soltanto (Federmeccanica ne voleva un terzo, legato al mercato), entro i quali potranno essere applicate le deroghe alle norme generali, «a livello aziendale». E dalle quali restano fuori minimi tabellari, aumenti periodici di anzianità, elemento perequativo e diritti individuali.
Un «no» secco, invece, di Fim e Uilm per la richiesta reiterata da Federmeccanica di norme ad hoc per l’auto. «Non ci sarà nessun incontro specifico per il settore auto, nè una disciplina specifica» dice il leader Uilm, Rocco Palombella. La pensa diversamente Roberto Di Maulo, il segretario generale Fismic: «Le deroghe sono insufficienti. Va fatto un accordo specifico per l’auto. Comunque domani (oggi, ndr.) verremo a firmare questa intesa».
Positivo il commento del ministro del welfare, Maurizio Sacconi: «L’accordo appare funzionale ad attrarre e sostenere investimenti e occupazione come nel caso di Pomigliano e nei molti altri che potrebbero esserne incoraggiati».
Parla di «scelta sbagliata, per Confindustria e Federmeccanica», invece, il numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani: «Porterà inevitabilmente ad una cancellazione di un contratto nazionale di settore degno di questo nome». Duro Maurizio Landini, il leader Fiom: «È uno strappo gravissimo perché chi ha firmato non ha il mandato dei lavoratori». Ma quale violazione democratica, gli fanno eco Fim e Uilm, che ricordano anche come proprio Fiom abbia già realizzato deroghe in ambito locale.
«É un buon accordo, che non riguarda solo Fiat ma tutte le 12 mila imprese associate» taglia corto il presidente di Federmeccanica, Pierluigi Ceccardi, che invita Fiom «a risedersi al tavolo su tutto quello che riguarda imprese e lavoro».