Contratto scaduto per sette milioni. Le retribuzioni sotto l’inflazione

31/03/2011

Contratti che non corrispondono nemmeno alla metà dei dipendenti, retribuzioni a febbraio ferme rispetto al mese precedente e in aumento del 2,1% su base annua, mentre l’inflazione ha ripreso la sua corsa e al momento viaggia sul 2,4%. Nei primi due mesi dell’anno l’attività contrattuale è rimasta congelata, una percentuale così alta di dipendenti in attesa di rinnovo, che a gennaio ha toccato l’apice del 52,9%, non si vedeva da maggio del 2008. Dati Istat: alla fine di febbraio 2011«i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica corrispondono al47,4% degli occupati dipendenti e al 43,5% del monte retributivo osservato». Poi: «Nel mese di febbraio l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie è rimasto invariato rispetto al mese precedente ed è aumentato del 2,1% rispetto a febbraio 2010». Dice Vincenzo Scudiere, segretario confederale Cgil: «Grazie alla mancata applicazione, nella parte relativa al recupero salariale, dell’accordo che la Cgil non ha sottoscritto, l’aumento dell’inflazione è stato almeno in parte coperto. Ma è chiaro che se l’inflazione continua a crescere, questo non basterà più: il punto è che abbiamo bisogno di un sistema diverso molto più efficace, anche nella tempistica dei rinnovi dei contratti». Ad oggi in effetti molto lenta, con ritardi medi, a febbraio, di 10,8 mesi; l’attesa distribuita sul totale dei dipendenti è di 5,7 mesi.

L’ATTESA I settori che a febbraio presentano gli incrementi maggiori sono edilizia (+4,6%), militari e difesa (+4,3%); forze dell’ordine(+4,0%); agricoltura; gomma, plastica e lavorazioni minerali(+3,8%per entrambi i settori). Ministeri, scuola, attività dei Vigili del fuoco registrano, invece, gli aumenti più contenuti (+0,6% per tutti). Considerando che a febbraio sono stati rinnovati quattro contratti (agenzie recapiti espressi, scuola privata laica, attività dei Vigili del fuoco), a fine mese quelli da rinnovare sono in totale 42. E i dipendenti in attesa di rinnovo sono il 52,6%, qualcosa come 6,9 milioni di persone. Un dato, quest’ultimo, che rappresenta un «deciso incremento» rispetto a dicembre 2010, quando erano il 37,2%. Alla fine di febbraio i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica corrispondono al47,4% degli occupati dipendenti e al 43,5% del monte retributivo osservato. Nel mesedi gennaio sono stati rinnovati 2 accordi (trasporti merci su strada e servizi di magazzinaggio) e ne sono scaduti 5 (servizi di smaltimento rifiuti privati e municipalizzati, commercio, trasporti marittimi e credito). A partire da gennaio 2010 sono scaduti tutti i contratti della pubblica amministrazione. Oltre al blocco per gli statali, più di 3 milioni di persone, sui dati pesano le scadenze degli accordi del credito – tra banche e assicurazioni si tratta di oltre 400mila persone – e del commercio, circa 1.900 lavoratori. Per quest’ultimo, però, nel frattempo è stato trovato l’accordo, anche se senza la Filcams Cgil. Quindi a marzo la percentuale di dipendenti in fila per un’intesa dovrebbe scendere.