Contratto Nazionale Multiservizi, in 600mila senza rinnovo da 7 anni. Al via la mobilitazione in tutta Italia, il 21 ottobre manifestazione nazionale a Roma

07/10/2020
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Al via la mobilitazione dei 600mila addetti delle imprese di pulizia, servizi integrati e multiservizi, donne e uomini eroicamente protagonisti dei nostri tempi, in piena emergenza pandemica divenuti indispensabili per il contrasto alla diffusione del virus covid-19, senza rinnovo del contratto nazionale scaduto da oltre 7 anni. La protesta #ContrattoAdesso, organizzata con presidi a livello territoriale e che vedrà un appuntamento a Roma il 21 ottobre per una manifestazione nazionale, è stata decisa dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti al termine di un Attivo Unitario convocato in modalità videoconferenza e in presenza, con oltre 1.500 delegate e delegati del comparto dei servizi in collegamento da tutta Italia.
Alla base della mobilitazione l’atteggiamento dilatorio delle associazioni imprenditoriali di settore Anip Confindustria, Confcooperative Lavoro e Servizi, Legacoop Produzione e Servizi, Agci Servizi e Unionservizi Confapi, responsabili di aver fatto “saltare” gli incontri già calendarizzati nelle ultime settimane. Il negoziato, avviato nel mese di giugno, aveva registrato delle distanze rispetto la “lista di richieste su temi relativi a flessibilità, diritti e costi” presentate dalle associazioni imprenditoriali, recita in un volantino unitario diffuso tra i lavoratori, “riportando la trattativa indietro nel tempo” rispetto a quanto pattuito con i sindacati.
I sindacati stigmatizzano “le dichiarazioni di disponibilità a concludere il rinnovo del contratto nazionale da parte delle associazioni datoriali e delle imprese”, “solo parole non seguite da comportamenti coerenti e da un cambio di impostazione nei contenuti”. “Con la pandemia – affondano nel volantino unitario – molte imprese hanno aumentato i fatturati, ma per riconoscere il giusto rinnovo del contratto continuano a fare richieste che mettono in discussione diritti e retribuzione”.
Le parti al termine del lockdown avevano sottoscritto un Avviso Comune per la ripartenza del settore, “convenendo che il rinnovo del contratto nazionale – da realizzare in tempi brevi – era il primo passo per dare il giusto riconoscimento a tante lavoratrici e lavoratori che sono stati e restano ancora in prima linea nella emergenza pandemia negli appalti pubblici e privati”. “Nello stesso incontro – ricorda il comunicato sindacale – si era condiviso il perimetro degli argomenti da discutere quale atto propedeutico a definire celermente il rinnovo del contratto nazionale”.
La mobilitazione andrà avanti fino a quando non si riattiverà il tavolo di confronto per giungere in tempi brevi al rinnovo del contratto.