Contratto metalmeccanici: primo passo sugli aumenti

28/02/2001

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28 Febbraio 2001Oggi in edicola Pagina 38
Contratto metalmeccanici
primo passo sugli aumenti

Federmeccanica pronta a concedere tra le 70 e le 116 mila lire


roma — Tra il 2,4 e il 4 per cento in due anni. È questa la «forchetta» degli aumenti salariali entro la quale gli industriali della Federmeccanica sono disposti a discutere per il rinnovo del biennio economico dei metalmeccanici. Lo ha detto ieri il direttore della Federmeccanica, Roberto Biglieri, in occasione della presentazione dell’indagine congiunturale sul settore, che nell’ultimo trimestre 2000 rileva un aumento dei volumi produttivi dello 0,9 per cento, contro l’8,1 del primo (nel 2000 la produzione è aumentata del 4,3 per cento sul ‘99).
Se si considera che un punto di aumento equivale per il quinto livello a 29 mila lire, la Federmeccanica sarebbe disposta a muoversi tra le 70 mila e le 116 mila lire, a fronte di una rivendicazione salariale di 135 mila lire. Il divario nasce, in particolare, dal no della Federmeccanica a includere tra i parametri di base l’andamento economico del settore. Gli industriali dicono poi che il recupero dell’1,1 per cento di divario tra inflazione reale e programmata nel ‘992000 è tutt’altro che scontato e che poi c’è da depurare l’aumento di uno 0,5 per cento di effetto di trascinamento del contratto precedente. La Fiom rileva che «gli industriali puntano a una scala mobile al ribasso», la Fim invita le imprese a «non piangere miseria», mentre la Uilm sostiene che «un aumento del 4 per cento è un’ottima base di partenza».
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