CONTRATTO LAVORO DOMESTICO: FIRMATO RINNOVO: ORARIO, SALARIO E NUOVA CLASSIFICAZIONE I PUNTI DI FORZA

26/01/2007

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

26 gennaio 2007

CONTRATTO LAVORO DOMESTICO: FIRMATO RINNOVO: ORARIO, SALARIO E NUOVA CLASSIFICAZIONE I PUNTI DI FORZA

Filcams Fisascat Uiltucs e Federcolf hanno firmato con le associazioni datoriali Federcasalinghe-Domina e Fidaldo l’ipotesi di rinnovo del contratto nazionale per il lavoro domestico.

Ci sono voluti due anni di incontri per giungere alla conclusione del negoziato, che i sindacati giudicano «un risultato importante per migliorare la condizione delle numerose lavoratrici che prestano la loro opera nelle famiglie».

Il nuovo testo contrattuale mette mano a una nuova classificazione per rispondere ai mutamenti professionali e per inquadrare mansioni e compiti specifici delle assistenti famigliari.

All’interno della nuova classificazione – 8 sono i livelli previsti – al livello medio, corrispondente alla collaboratrice domestica convivente, va un aumento salariale di 170 euro. Aumento che andrà a regime in due tempi, con la busta di marzo 2007 e con la busta di gennaio 2008.

Anche per i collaboratori non conviventi l’aumento salariale è in linea con quello realizzato per i conviventi, è superiore a quanto prospettato in piattaforma e allinea le paghe orarie a quelle effettivamente praticate sul mercato.

L’orario di lavoro diminuisce, per i non conviventi, a 40 ore settimanali. Per i conviventi è stabilita una nuova tipologia di 30 ore settimanali, riservata ai collaboratori "non addetti all’assistenza di persone non autosufficienti" e ai lavoratori-studenti.

Il nuovo contratto stabilisce le quote a carico del datore di lavoro e del lavoratore, e i percorsi necessari da intraprendere per giungere alla costituzione della cassa malattia e del fondo di previdenza complementare.

Nel campo delle tutele in caso di maternità, il contratto introduce una clausola di maggiore garanzia, «tuttavia – spiega Ramona Campari, responsabile del settore per la Filcams – vi sono in questo settore carenze strutturali in materia di assistenza, maternità e previdenza tali che la sola via contrattuale non può superare. Le carenze e i limiti sono di natura legislativa ed è per questa ragione che le federazioni sindacali e le associazioni datoriali hanno chiesto un incontro al ministro del Lavoro».

«Noi intendiamo portare all’attenzione del ministro – dice Campari – una categoria di lavoratrici che sono, socialmente, indispensabili. Il nuovo contratto di lavoro lo vogliamo firmare ufficialmente davanti al ministro per ribadire che queste lavoratrici devono essere riconosciute per il ruolo effettivamente esercitato, e per poter spiegare che i loro problemi previdenziali dovranno essere discussi e risolti in modi specifici, probabilmente percorrendo altre strade rispetto alle soluzioni legislative entrate recentemente in vigore».

Il lavoro domestico è cresciuto di molto negli ultimi anni. Si calcola che attualmente siano 1,2 milioni le persone che prestano la loro opera a servizio di una o più persone, nella condizione di residente in famiglia o a ore. La metà di esse è regolarmente registrata dall’Inps.