CONTRATTO INTEGRATIVO CARREFOUR-GS: IL REFERENDUM APPROVA IL «DOCUMENTO CONCLUSIVO» : VOTA IL 75% DEI LAVORATORI, AL SI’ IL 55%

13/03/2004

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

13 marzo 2004

CONTRATTO INTEGRATIVO CARREFOUR-GS: IL REFERENDUM APPROVA IL «DOCUMENTO CONCLUSIVO» : VOTA IL 75% DEI LAVORATORI, AL SI’ IL 55%

Con una prova di grande partecipazione e democrazia, il 75% dei 24mila lavoratori Carrefour-Gs ha espresso il proprio voto nel referendum promosso da Filcams Fisascat Uiltucs per approvare o respingere il «documento sullo stato conclusivo della trattativa» per la stipula del contratto integrativo aziendale.

I Sì hanno prevalso con il 55% di voti contro il 45% di No. Il documento è dunque approvato.

Al confronto referendario le tre federazioni sindacali si sono presentate divise. La Filcams aveva chiesto ai lavoratori di respingere le conclusioni alle quali era giunta la trattativa per poter riaprire da posizioni forti il confronto con l’azienda.

La delegazione sindacale Filcams aveva subito chiarito ai lavoratori e ai propri associati che «non è stata sottoscritta alcuna ipotesi di accordo e che il documento contrattuale dovrà essere sottoposto al giudizio dei lavoratori». La scelta del referendum con voto segreto era stato concordato tra le tre federazioni come il percorso più idoneo a coinvolgere i lavoratori nella decisione finale.

Stando all’esperienza del settore terziario è la prima volta che viene convocato un referendum in presenza di una diversa posizione dei sindacati sulle risultanze finali di un negoziato contrattuale.

La federazione Cgil del terziario aveva subito palesato come la conclusione del negoziato fosse «da ascrivere al senso di responsabilità della Filcams, che pur in presenza di un dissenso strategico rispetto a Fisascat e Uiltucs sull’introduzione di un diverso regime salariale fisso per i nuovi assunti all’interno dei punti vendita provenienti dal gruppo Gs-Euromercato, non si è mai sottratta al negoziato, perseguendo l’ obiettivo di individuare le soluzioni più idonee agli interessi dei lavoratori in servizio e dei nuovi assunti, anche in considerazione di nuove aperture e nuove acquisizioni di un gruppo, quale Carrefour, in forte espansione».

La geografia del voto evidenzia come il No abbia prevalso in Lombardia (la regione con la maggiore presenza di rete vendita Carrefour e di lavoratori), Lazio, Veneto, Toscana, Campania, Basilicata, Molise, Calabria. Il Sì ha conquistato, con un’alta partecipazione di votanti e di voti (il 77%), il Piemonte.

È un risultato che secondo Carmelo Romeo, segretario nazionale e responsabile della delegazione Filcams, scaturisce «da una anomalia Piemonte e dall’impegno profuso dalla direzione aziendale che non si è limitata ad esercitare una normale influenza, ma ha impegnato tutto il personale possibile per orientare il voto e l’esercizio del diritto di voto».

«Con la convocazione del coordinamento nazionale del gruppo – continua Romeo –, la Filcams valuterà e deciderà il da farsi. Il voto non signicherà la corsa alla firma dell’ipotesi di contratto poiché è evidente il rifiuto che regioni importanti nella rete Carrefour hanno opposto a logiche aziendali che hanno fortemente voluto la soluzione di un doppio regime salariale da noi respinto. Sarà il coordinamento a valutare il voto e questo squilibrio provocato da una sola regione».

I 24mila dipendenti del gruppo sono impegnati in 37 ipermercati, 1.500 supermercati e diverse centinaia di negozi di prossimità.