Contratto degli studi, largo ai giovani

14/07/2003




        Sabato 12 Luglio 2003
        NORME E TRIBUTI


        Contratto degli studi, largo ai giovani

        L’accordo collettivo – Siglata da tutti i sindacati l’intesa che riguarda 3 milioni di dipendenti


        ROMA – Fidelizzare i propri dipendenti e incrementare l’occupazione giovanile. Sono questi i principi ispiratori della nuova parte normativa del contratto collettivo dei dipendenti degli studi professionali che per la prima volta ha visto sedere intorno a unico tavolo tutte le componenti sindacali espressione dei liberi professionisti.
        L’accordo, raggiunto mercoledì sera e mediato dal sottosegretario al ministero del Lavoro l’onorevole Maurizio Sacconi, è stato infatti siglato da Consilp (confederazione nazionale dei liberi professioniati) e Confedertecnica (che riunisce le sigle delle professioni tecniche), con i sindacati dei lavoratori dipendenti (Cigl, Cisl e Uil). Ieri è arrivato anche il via libera ufficiale di Cipa (la confederazione italiana professionisti e artisti, che raggruppa anche gli iscritti alle associazioni rappresentative delle professioni non regolamentate), la quale, in prima battuta, aveva esitato a firmare, se pur per ragioni prettamente formali.
        «Siamo arrivati alla sottoscrizione unitaria del testo – spiega Gaetano Stella, presidente di Consilp – regolamentando in modo uniforme un settore che conta quasi tre milioni di dipendenti». Soddisfazione condivisa dalle diverse associazioni confederate (che coprono oltre all’area economico-giuridica, la sanitaria, dei consulenti del lavoro e la cosidetta "tecnica") che hanno seguito, passo dopo passo, la lunga stagione di trattative durata all’incirca quattro anni. «Si tratta di un contratto di grande portata innovativa – commenta Vilma Iarìa, alla guida, in qualità di presidente, dell’Associazione dottori commercialisti, aderente alla Consilp – che ha tenuto conto nel limite del possibile, vista la carenza legislativa, delle nuove regole in materia di ordinamenti professionali e della riforma Biagi, che ridisegnerà il panorama del mercato del lavoro e in particolare, gli interventi adottati sono rivolti a favorire l’allargamento della base di assunzione: i professionisti oggi rappresentano l’1,8% del Pil italiano e noi abbiamo previsto per i prossimi anni il 25% di forze lavorative in più».
        A causa dell’imminente scadenza del prossimo 30 settembre e delle novità legislative alle porte, la premessa all’articolato puntualizza che in luogo di una totale rivisitazione del contratto si è preferito limitare l’accordo agli aspetti ritenuti di maggiore urgenza: l’apprendistato, la sostituzione dei lavoratori per maternità, la flessibilità dell’orario di lavoro e la cassa di assistenza sanitaria supplementare. «Le modifiche più rilevanti riguardano in primis l’apprendistato: procedendo al riconoscimento di una situazione di fatto è stato esteso il periodo da 24 a 36 mesi – afferma Ezio Maria Reggiani, presidente del sindacato dei Ragionieri commercialisti che fa parte della Consilp – inoltre va segnalato l’impegno a costituire un fondo per la gestione della formazione permanente dei dipendenti. Fino ad ora, infatti, gli studi si organizzavano in modo autonomo, ora invece sarà possibile coordinare l’attività formativa sul territorio». In merito, poi, alla flessibilità dell’orario lavorativo, precisa Reggiani, «viene prevista una regolamentazione più in linea con le esigenze degli studi professionali». «Assolutamente innovativa – chiosa Stella, presidente della Consilp – è la previsione della Cassa di assistenza supplementare diretta ad offrire trattamenti assistenziali integrativi delle prestazioni sanitarie pubbliche obbligatorie garantite dal Servizio sanitario nazionale».

        CHIARA CONTI