Contratto Commercio: Il Sole 24 Ore, La Repubblica

22/09/1999

Martedì 21 Settembre 1999

Il Sole 24 Ore

Firmata l’intesa con incrementi di 76mila lire - Regime di flessibilità su 16 o 24 settimane e sabato lavorativo per gli studenti Commercio, nuovi orari e più part time

ROMA — Un regime di orari flessibile che potrà estendersi per un massimo di 44 o 48 ore su 24 settimane, con recuperi sia collettivi che individuali. Un part-time che va in soccorso degli studenti e dei genitori. Nasce infatti la formula otto ore solo al sabato: un contratto su misura per gli studenti ma il part-time riguarderà anche madre o padre-lavoratori, che potranno passare al tempo parziale per un massimo di tre anni e poi tornare a full-time. Sono queste alcune delle novità del rinnovo del terziario arrivato al traguardo ieri con la firma tra Confcommercio e sindacati di categoria e che sarà in vigore fino al dicembre 2000. Novità che riguardano in particolare le flessibilità del lavoro con new entry come il job sharing (un tempo pieno diviso tra due lavoratori part-time che si autogestiscono l’orario) che però sarà regolato dal secondo livello contrattuale. Ma il secondo livello sarà "competente" a gestire un’altra novità, l’assistenza sanitaria integrativa.
Orari. Sono possibili tre diversi regimi di incremento orario concordati con rispettivi recuperi: si potrà lavorare fino a 44 ore su 16 settimane cumulando, per ogni settimana, ulteriori 45 minuti di permesso retribuito (si arriva a 12 ore). Ma si potrà anche lavorare per 24 settimane fino a 44 ore sempre recuperando ulteriori 45 minuti di permesso a settimana (arrivando a 18 ore) infine, sono previsti 70 minuti ulteriori di permesso se si lavora 48 ore per 24 settimane (28 ore). La metà dei recuperi diventerà riduzione d’orario collettiva, l’altra metà sarà individuale ed entrerà in banca-ore.
Salario. L’aumento è di 76mila lire (per 14 mensilità) al quarto livello: 40mila a settembre ’99 insieme a un’una tantum di 120mila lire e 36mila lire a luglio 2000.
Part-time. Via libera al part-time per studenti ma anche per chi ha già un contratto a tempo parziale presso un’altra azienda. Sarà possibile solo al sabato e per otto ore. Le novità però non finiscono qui: l’orario minimo passa da 12 a 16 ore e il lavoro supplementare subirà un incremento della maggiorazione dal 27% al 35 per cento.

Apprendistato. Estensione dell’applicabilità dal secondo fino al sesto livello (prima era solo al quarto e quinto), ai diplomati ma anche ai laureati con una formazione esterna graduata a seconda del titolo di studio. La durata va dai 12 ai 36 mesi e l’azienda potrà stipulare nuovi contratti solo se conferma almeno il 60% degli apprendisti già in azienda. All’apprendista è riconosciuta la malattia mentre la retribuzione sarà al 70% per il primo periodo e all’85% nel secondo.
Conciliazione e arbitrato. Via libera alla costituzione delle commissioni paritetiche.
Quadri. Indennità di funzione di 100mila lire dal primo gennaio 2000 e una quota di formazione a carico dell’azienda.
Aspettativa. Sarà possibile avere un’aspettativa non retribuita per un massimo di sei mesi. «Abbiamo puntato a un contratto — commenta Gianni Baratta, segretario generale della Fisascat — che fissasse meglio le regole della bilatelarità ma abbiamo soprattutto rafforzato i diritti facendo diventare il contratto uno strumento democratico». D’accordo anche la Filcams: «Il risultato — dice il segretario nazionale Ivano Corraini — è l’aver trovato un equilibrio tra flessibilità e diritti». Anche se è stata la parte più spinosa: «Erano coinvolte anche piccole imprese — dice Bruno Boco della Uiltucs — che non hanno il secondo livello e dove il controllo sulle flessibilità è arduo».

Lina Palmerini

----------------------

La Repubblica

Commercio, part time e più spazio ai giovani
Rinnovato il contratto di lavoro: aumento di 76 mila lire

ROMA (r.d.g.) - Forte impulso alla flessibilità anche nei supermercati. La grande distribuzione apre le porte agli studenti lavoratori e a coloro che fanno altri lavori part time, inventando un contratto che prevede una sola giornata lavorativa settimanale, il sabato. L'iniziativa, che in primo luogo risolve i problemi dei picchi produttivi, è contenuta nel contratto nazionale firmato ieri a Roma tra la Confcommercio e i sindacati dopo nove mesi di trattative e uno sciopero di categoria. Restano da chiudere gli accordi con Confesercenti e centrali cooperative.
L'intesa, che riguarda un milione e mezzo di lavoratori, prevede in primo luogo una riduzione dell'orario di lavoro, attraverso un maggior numero di ore retribuite di permesso nell'ambito dei programmi di flessibilità. Lo schema è questo: i permessi aumenteranno di 45 minuti a settimana in caso di incrementi d'orario fino a 44 ore su 16 settinmane (12 ore complessive), di 45 minuti a settimana a fronte di aumenti di 44 ore nell' arco di 24 settimane e di 70 minuti a settimana in caso di aumenti di 48 ore su 24 settimane (28 ore complessive). La metà delle ore lavorate in più saranno recuperate a livello collettivo, l' altra metà andrà nella nuova banca delle ore individuale.

L'aumento salariale è di 76mila lire lorde: la prima tranche è di 40 mila lire (nella busta paga di questo mese), la seconda è di 36mila lire (nel luglio 2000). È prevista anche un'una tantum di 120mila lire.
L'accordo è caratterizzato, in particolare, dal rafforzamento del regime di lavoro a part time. Sincati e imprenditori hanno concordato un aumento delle ore per i lavoratori part time da 12 a 16 ore. Come detto, poi, è prevista una nuova tipologia di contratto di sole otto ore settimanali (da collocare al sabato) per i lavoratori che già fanno altri lavori a part time e per gli studenti lavoratori. Infine il part time è consentito per fare fronte alle esigenze della maternità. Il genitore (padre o madre) può chiedere il passaggio al part time per una durata fino a tre anni e poi ritornare al full time. I dipendenti potranno poi chiedere fino a sei mesi di aspettativa non retribuita con la conservazione del posto di lavoro per motivi familiari.
Altra flessibilità (salariale) viene dall'estensione dell'apprendistato. Ora è previsto dal secondo al sesto livello, mentre in precedenza riguardava soltanto il quarto e il quinto (sono esclusi coloro che esercitano funzioni di coordinamento e controllo, ma non coloro che sono in possesso di diploma o di laurea). La durata dell'apprendistato andrà da 12 a 36 mesi. I sindacati hanno ottenuto che nuove assunzioni in apprendistato siano consentite soltanto nel caso in cui venga confermato in azienda almeno il 60 per cento degli apprendisti al lavoro. Per la prima volta è prevista anche l' introduzione del lavoro ripartito (il cosiddetto job sharing): ci potrà così essere l'alternanza di due o più lavoratori (spesso appartenenti a uno stesso nucleo familiare) in un'unica attività.

Stando ai dati più recenti, tra il '92 e il '97 i supermercati sono diventati 5.449, ovvero 1.753 in più; i grandi magazzini 904 (66 in più), gli ipermercati 240 (58 in più). L'intero settore distributivo è composto da circa due milioni di imprese, con un calo di circa 30mila tra il '91 e il '96.

----------------------------