Contratto commercio: sulla riforma Biagi è rottura nelle trattative

26/06/2004







26 giugno 2004

Sciopero proclamato il 2 o il 3 luglio

Contratto del commercio
Sulla riforma Biagi è rottura nelle trattative

Nei giorni scorsi era stata ipotizzata una possibile firma separata. Ieri la rottura con Cgil, Cisl e Uil

      ROMA – Sciopero del commercio sabato prossimo in tutta Italia. La trattativa per il rinnovo del contratto, scaduto da 18 mesi, si è di nuovo interrotta bruscamente a un passo dalla conclusione e dopo una non stop di tre giorni. Questa volta però la rottura non ha riguardato, come la settimana scorsa, il fronte sindacale al suo interno, ma le due delegazioni. In particolare la Confcommercio ha abbandonato il tavolo disapprovando i limiti che i sindacati avrebbero voluto introdurre all’applicazione della legge Biagi sulla flessibilità del lavoro. Secondo la ricostruzione di Bruno Boco della Uiltucs, nella serata di giovedì «era stata raggiunta, con il consenso di tutti, imprese e sindacati un’ipotesi d’intesa sul contratto, che riguardava anche la flessibilità». La trattativa era stata aggiornata a ieri mattina «per consentire alla delegazione delle imprese di prendere atto dell’ipotesi di intesa». Ma alla ripresa, Confcommercio, «aizzata dalla grande distribuzione», avrebbe deciso di «azzerare il lavoro comune». «Siamo in presenza di un vero e proprio voltafaccia» ha commentato il leader della Cgil, Guglielmo Epifani.
      «Quella che le delegazioni territoriali e di categoria di Confcommercio hanno bocciato all’unanimità – ha replicato il capodelegazione delle imprese, Vincenzo Gervasio – non era un accordo raggiunto, ma solo un’ipotesi che conteneva il "punto di caduta" dei sindacati. Tanto è vero che c’erano dei passaggi indigeribili per le imprese».
      I passaggi in questione riguardano l’applicazione della legge Biagi. «Le imprese – accusa Gianni Baratta di Fisascat-Cisl – volevano cancellare il diritto di precedenza che un lavoratore part-time acquista, rispetto a un esterno, all’assunzione definitiva». Il sindacato ha anche tentato di definire con precisione le causali per le quali possono essere assunti lavoratori a tempo determinato o interinali. «Ma le imprese della grande distribuzione si sono opposte: preferivano il "causalone" – continua Baratta – cioè la possibilità di assumere precari senza limiti».
      «Quando in una trattativa s’imbocca la via dell’ultimatum, essa finisce con l’essere tutto meno che una trattativa – è l’unica replica concessa da Confcommercio -. E’ a tutti chiaro che la riforma Biagi pone problemi nuovi e di non facile soluzione, ma non è chiudendo la porta al dialogo che si può pensare di risolverli».
      Le 8 ore di sciopero (intero turno di lavoro) si terranno il 2 luglio per i lavoratori che lavorano fino al venerdì e il 3 luglio per quelli che lavorano fino al sabato. Ulteriori 16 ore sono a disposizione delle strutture territoriali nella grande distribuzione. I tre segretari confederali hanno chiesto a Confcommercio «di ritornare al tavolo delle trattative, ripartendo dal punto in cui il confronto si è interrotto. Ogni altra scelta sarebbe incomprensibile e ingiustificata».
Antonella Baccaro


Economia