CONTRATTO COMMERCIO: RICATTATORIA DICHIARAZIONE DEL MINISTRO MARONI. RISPONDONO CGIL CISL E UIL

01/07/2004

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

1 luglio 2004

CONTRATTO COMMERCIO: RICATTATORIA DICHIARAZIONE DEL MINISTRO MARONI. RISPONDONO CGIL CISL E UIL

Prese di posizione si sono susseguite sulle agenzie di stampa Ansa mercoledì 30 giugno tra il ministro del Lavoro Roberto Maroni e i segretari confederali di Cgil Cisl Uil sul contratto del commercio.

«Chiudere contratti collettivi escludendo le norme di riforma del mercato del lavoro è inconcepibile» ha dichiarato Maroni a proposito delle polemiche sulla rottura tra Confcommercio e sindacati sul rinnovo del contratto. «L’ho detto a Billè e Montezemolo – ha proseguito Maroni -, alcune associazioni hanno firmato accordi che escludono la legge Biagi. Questo è inconcepibile. È incomprensibile chiedere la riforma del mercato del lavoro e poi di fatto disapplicarla quando si fanno i contratti. A che gioco giochiamo? Mi sembra il paese dei balocchi all’incontrario». «Il tentativo della Cgil – ha detto ancora – non deve avere successo» . Secondo Maroni tenere fuori la riforma dai contratti «significa dare ragione a chi ha definito l’opera di Biagi un libro limaccioso» e « dare ragione a chi ha eliminato Marco Biagi». «Invito caldamente la Confcommercio – ha aggiunto – a non chiudere il contratto escludendo la legge Biagi». Sarebbe infatti – ha avvertito – un «tradimento» dell’opera del giuslavorista ucciso dalle Br e renderebbe «inutile» fare le

riforme. «Non si può chiedere di fare le riforme – ha concluso – e poi le parti non le applicano. Questo è un’allucinazione».

Alle dichiarazioni del ministro Maroni ha dapprima risposto il segretario della Uil Luigi Angeletti. «Sarebbe molto utile – ha detto il leader della Uil – che le vicende contrattuali non fossero strumentalizzate o utilizzate politicamente. Nella trattativa per il rinnovo del contratto del commercio si stanno negoziando le modalità di applicazione della legge, così come prevede lo stesso provvedimento e in coerenza ai rinvii che vengono fatti al confronto tra le parti sociali. I richiami del ministro, dunque sono fuori luogo, infondati e frutto di una pessima informazione».

«Le parole del ministro del Welfare – ha detto Giorgio Santini, segretario confederale della Cisl – sull’introduzione delle norme della legge Biagi nei contratti collettivi sono un intervento a gamba tesa sull’autonomia contrattuale delle parti sociali sbagliato e sconcertante». «È sbagliato – sostiene – perché non risponde al vero che il contratto del commercio esclude la regolazione prevista dalla riforma ma accentua l’intervento su istituti più attinenti alla realtà del settore come il part-time, correggendo e migliorando alcune lacune della legge. È sconcertante perché cade nel momento decisivo della trattativa rischiando di condizionare pesantemente e strumentalmente i comportamenti» ;.

Per Carla Cantone, segretario confederale Cgil «L’intervento del ministro Maroni sull’invito alle associazioni degli imprenditori a non chiudere i contratti di lavoro escludendo la legge 30 (la riforma del mercato del lavoro detta anche “legge Biagi”) è giudicato dalla Cgil « intollerabile, spregiudicato e ricattatorio». «Per quello che ci riguarda – afferma il segretario confederale – non abbiamo mai condiviso la legge 30. Ci siamo sforzati nei contratti già firmati di contenere i guasti di quella riforma. L’intervento di Maroni di oggi è intollerabile, spregiudicato, ricattatorio e si assume la responsabilità di lasciare milioni di lavoratori senza contratto».