CONTRATTO COMMERCIO: MOBILITAZIONE E SCIOPERO DEL 19 GIUGNO, I PUNTI DEL DISACCORDO

25/05/2004

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

25 maggio 2004

CONTRATTO COMMERCIO: MOBILITAZIONE E SCIOPERO DEL 19 GIUGNO, I PUNTI DEL DISACCORDO

Le segreterie di Filcams Fisascat Uiltucs hanno deciso le modalità dello sciopero nazionale di sabato 19 giugno nelle aziende della distribuzione commerciale, del terziario e dei servizi. Lo sciopero, proclamato mercoledì 19 al termine dell’incontro con Confcommercio, è la risposta della delegazione sindacale «ai comportamenti assolutamente inaccettabili di Confcommercio in tutte le sue componenti settoriali.»

Lo sciopero nazionale è proclamato per l’intero turno di sabato 19 per le aziende che lavorano su 6 giorni; per l’intero turno di venerdì 18 per le aziende che lavorano su 5 giorni (per il commercio si tratta essenzialmente della logistica, dei depositi, ecc.).

È programmata una manifestazione nazionale a Roma.

Altre 4 ore di sciopero sono a disposizione dei sindacati territoriali per iniziative particolarmente finalizzate alla GDO, la grande distribuzione organizzata, la componente di Confcommercio che più di altre «ha operato per la dilazione dei tempi del negoziato».

Il contratto della distribuzione commerciale, del terziario e dei servizi – ricordano le segreterie di Filcams Fisascat Uiltucs – è scaduto da 17 mesi e le trattative, interrotte da due giornate di sciopero nazionale, sono in corso da 8 mesi. Tuttavia, le trattative in plenaria e nelle commissioni tecniche, e nonostante le impegnative dichiarazioni di Confcommercio, «hanno fatto emergere notevoli distanze su diversi punti del negoziato e in particolare sul tema del salario e del mercato del lavoro».

In conseguenza di tale valutazione, «le segreterie di Filcams Fisascat Uiltucs, viste le posizioni assunte da Confcommercio, hanno espresso la loro grande insoddisfazione al tavolo del negoziato, e seppur disponibili a proseguire la trattativa il 25 e 28 maggio e per altri appuntamenti eventualmente definiti, hanno manifestato la loro volontà di attuare ogni iniziativa e azione di lotta reputata necessaria.

«Solo una conclusione positiva del negoziato prima del 19 giugno potrà annullare lo sciopero».

I punti sui quali i sindacati manifestano il loro disaccordo :

salario : Confcommercio ha proposto che l’accordo salariale duri 4 anni (anziché due bienni) e offerto 100 euro tutto compreso, persino la quota dovuta per l’assistenza integrativa (la richiesta sindacale è di 107 euro per il biennio). «Prendere quattro e pagare due» è il commento della delegazione;

mercato lavoro e part-time : Confcommercio aveva dichiarato di non essere interessata all’applicazione della legge di riforma del lavoro al di fuori di un accordo tra le parti sociali; in realtà l’ultima posizione espressa sul part-time è di pura e semplice applicazione della legge privilegiando la contrattazione individuale; sempre sul part-time, Confcommercio chiede la cancellazione delle norme previste dal Ccnl intorno al diritto di precedenza e ai passaggi da part-time a full-time e viceversa;

apprendistato : anche qui Confcommercio chiede la cancellazione di norme contemplate dal contratto, quali l’annullamento della proporzione numerica tra dipendenti e apprendisti, l’aumento generalizzato dei periodi previsti e l’estensione dell’istituto a tutte le figure professionali mentre attualmente è riservato ai livelli centrali.

I lavoratori interessati al contratto della distribuzione commerciale, del terziario e dei servizi sono 1,8 milioni.

Nel settore agiscono altri due contratti nazionali: quello della distribuzione cooperativa firmato con le centrali cooperative (62mila dipendenti e una presenza particolarmente importante nel food e nei prodotti freschi), e quello firmato con Confesercenti, stesso spettro di presenze di Confcommercio ma caratterizzato dalle piccole e medie dimensioni degli esercizi commerciali.