CONTRATTO BIENNIO AZIENDE TERMALI: ROTTURA E SCIOPERO

11/07/2001

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi

Ufficio Stampa

11 luglio 2001

CONTRATTO BIENNIO AZIENDE TERMALI: ROTTURA E SCIOPERO

E' subito rottura tra Filcams Fisascat Uiltucs e Federterme-Confindustria per il rinnovo del contratto biennale delle aziende termali. Le parti, “pur convenendo sul differenziale dell'inflazione e sulle percentuali da applicare in conformità del protocollo del luglio '93 - dice Carmelo Romeo, segretario nazionale Filcams responsabile della trattativa”, si sono scontrate sulle cifre: 110mila lire per i sindacati, 90mila lire per l'associazione degli imprenditori.

Tuttavia, la questione che ha separato le due delegazioni e ha imposto uno stop al negoziato è stata la richiesta avanzata da Federterme di una moratoria, a livello nazionale, della contrattazione aziendale e territoriale di secondo livello. “Una richiesta - commenta Carmelo Romeo - intollerabile di per sé”.

A quel punto la delegazione sindacale ha ritenuto di doversi rivolgere ai lavoratori indicendo le assemblee nei luoghi di lavoro, la sospensione del lavoro straordinario e delle flessibilità pattuite nazionalmente e aziendalmente, e proclamando una giornata di sciopero il 23 luglio.

Il biennio economico è scaduto a giugno: il rinnovo riguarderebbe dunque il periodo giugno 2001/giugno 2003.

Il comparto del termalismo, che in questo periodo è nella fase annuale alta, occupa direttamente 15mila dipendenti (l'indotto alberghiero, di cura e turistico occupa almeno altri 80mila lavoratori) su 340 aziende sparse sul territorio nazionale.

Il termalismo attraversa una fase di profondo mutamento e dalla antica realtà medico-curativa sta sempre più evolvendo verso un più esteso concetto di cura del corpo: estetica, fitness, sport.