Contratto auto, tocca a Confindustria

25/01/2011

Rinvio al 21 febbraio del tavolo Federmeccanica. Il no dei sindacati
ROMA— Il tema doveva essere quello degli orari e della flessibilità. Ma l’incontro sul nuovo contratto dell’Auto, tenutosi ieri a Roma, tra Federmeccanica (assente Fiat) e i sindacati delle «tute blu» , Fim, Uilm, Uglm e Fismic (senza Fiom, non firmataria di contratto), ha dovuto tener conto del cambio di scenario intervenuto nel frattempo. Dal 20 dicembre, quando si tenne l’ultimo incontro, a oggi, ci sono stati la firma del contratto di Pomigliano del 29 dicembre e il referendum su Mirafiori del 14 gennaio. Subito dopo c’è stata la proposta di Federmeccanica di alternare contratti nazionali e aziendali, respinta da tutti i sindacati. In questo quadro generale ieri le parti hanno sì parlato di organizzazione del lavoro, approfondendo però le novità emerse dal contratto di Pomigliano. Quanto al contenitore che dovrà accogliere le nuove norme per il settore auto, nessuno ancora se la sente di definirlo. Per ora le parti non hanno ancora deciso quale sarà la strada per far rientrare nel sistema confindustriale le newco di Pomigliano d’Arco e Mirafiori. Alla fine si è deciso di fissare il prossimo incontro al 21 febbraio, una data lontana perché in realtà a questo punto non si può prescindere dall’esito del tavolo sulla rappresentanza. Proprio oggi se ne discuterà nel direttivo di Confindustria che punta a fissare nuove regole entro aprile. Lo conferma Bruno Vitali, segretario nazionale della Fim Cisl: «L’urgenza adesso è quella di stabilire regole sulla rappresentatività che vincolino chi firma» . In merito alla proposta di Federmeccanica di un contratto aziendale alternativo o sostitutivo di quello nazionale, il leader della Uilm, Rocco Palombella, ha confermato «l’impegno delle parti per cercare di far rimanere nel contratto nazionale le newco realizzate in Fiat. Nel prossimo incontro discuteremo dell’inquadramento, andremo avanti con l’obiettivo di cercare di rafforzare il contratto senza che ci sia una deregolamentazione. Il contratto nazionale non va demolito, ma rafforzato» . Anche per il segretario nazionale dell’Ugl metalmeccanici, Antonio D’Anolfo, l’incontro è stato «utile» e la maggior parte dei sindacati è d’accordo «per restare in una cornice contrattuale nazionale» . Il segretario della Fiom, Maurizio Landini, nel rilanciare lo sciopero di categoria di venerdì prossimo, si è inserito nella discussione, chiedendo a Federmeccanica, Fim e Uilm di fermarsi «perché tutte le volte che si sono incontrate hanno cancellato e peggiorato il contratto rincorrendo la Fiat su una strada che non è utile a nessuno» . E ha aggiunto: «È anche singolare che discutano in assenza del sindacato più rappresentativo» . Proprio alla Fiom si è rivolto il direttore generale di Federmeccanica, Roberto Santarelli: «È chiaro -ha detto -che come Federmeccanica auspichiamo un recupero di dialogo con la Fiom. Anche se la Fiom non fa nulla per poter recuperare questo dialogo, noi non ci rinunciamo. Lavoriamo per ricostruire un rapporto, non è facile, ma ci proviamo» . E ha aggiunto: «In questo contesto il tavolo sulla rappresentanza può essere un veicolo che aiuta questo percorso» .