Contratti, un giugno di scioperi

25/05/2005
    mercoledì 25 maggio 2005

      Contratti, un giugno di scioperi
      Definito da Cgil, Cisl e Uil il calendario delle agitazioni. Si comincerà il 21

        Milano

          PROTESTA. Prenderanno il via il 21 giugno gli scioperi generali regionali di 4 ore proclamati da Cgil, Cisl e Uil a sostegno dei rinnovi contrattuali a partire da quelli del pubblico impiego.

            Il calendario della protesta è stato messo a punto ieri dalle tre confederazioni. Tutti i lavoratori, pubblici e privati, si asterranno dal lavoro dalle 8 alle 12, mentre le date della protesta saranno diverse da regione a regione. Le prime a partire, il 21 giugno, sarano la Liguria, il Lazio e la Puglia. Seguiranno, il 22, il Piemonte, la Valle d’Aosta, la Toscana ed il Molise. Poi il 23 giugno toccherà a Friuli Venezia Giulia e Umbria. Il 24 giugno sarà invece la volta di Trentino, Alto Adige, Calabria e Basilicata, seguiti, il 28, da Veneto e Sicilia. Il 29 ad incrociare le braccia saranno i lavoratori di Lombardia, Marche e Sardegna, mentre il 30 giugno sciopereranno Emilia Romagna e Campania. Modalità diverse per i lavoratori del trasporto aereo e delle attività collegate che sciopereranno dalle ore 12 alle ore 16 del 21 giugno.

              Ieri intanto è giunta l’adesione formale dei metalmeccanici di Fiom, Fim e Uilm alla protesta proclamata dalle tre confederazioni. Le tre segreterie nazionali, si legge in una nota, «valutano positivamente la decisione assunta da Cgil, Cisl e Uil dello sciopero generale da svolgersi entro giugno come momento di unificazione delle lotte contrattuali e per il lavoro aperte nel nostro Paese». Fiom, Fim e Uilm, inoltre, confermano le iniziative di mobilitazione – 10 ore di sciopero entro il 17 giugno – già proclamate dalla categoria a sostegno della propria vertenza contrattuale. Le quattro ore di astensione dal lavoro per partecipare allo sciopero generale sono quindi aggiuntive. E la giornata di mobilitazione di tutta la categoria già in calendario per venerdì 10 giugno quando, con minimo 4 ore di sciopero, verranno organizzate ovunque manifestazioni territoriali. Anche la scuola è sul piede di guerra per il rinnovo del contratto. I sindacati hanno deciso lo sciopero di un’ora in concomitanza con gli scrutini di fine anno, l’astensione dall’attuazione delle delibere dei collegi dei docenti su adozioni dei libri di testo, il blocco delle attività aggiuntive della scuola e le gite scolastiche, oltre al presidio fisso davanti al ministero dell’Istruzione.

                Domani sera intanto, a Palazzo Chigi, è previsto l’incontro per il rinnovo del pubblico impiego e Siniscalco ha già messo le mani avanti: chiudere sì – ha detto ieri – ma non ad ogni costo.