Contratti su misura per le imprese

13/10/2003

ItaliaOggi (Diritto e Fisco)
Numero
240, pag. 34 del 10/10/2003
di Daniele Cirioli


Con la pubblicazione del dlgs 276/2003 subito operativi anche rapporti a progetto e tirocini estivi.

Contratti su misura per le imprese

Dal 24 ottobre debuttano il lavoro intermittente e ripartito

Il lavoro è più flessibile. Dal prossimo 24 ottobre le imprese avranno a disposizione un ventaglio più ampio di contratti da adattare alle esigenze produttive aziendali. Le consistenti modifiche alla disciplina del lavoro a tempo parziale; la regolamentazione del lavoro ripartito; l’introduzione del lavoro intermittente (limitatamente ai soggetti svantaggiati); i tirocini estivi di orientamento; sono tutte novità immediatamente operative con l’entrata in vigore del decreto legislativo n. 276 del 30 settembre 2003, che attua la riforma del lavoro (legge n. 30/03), apparso sul Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 235 di ieri. Scatterà da quella data, inoltre, il divieto all’instaurazione di nuovi rapporti di co.co.co. (salvo casi specifici), partendo in contemporanea il conto alla rovescia (un anno) per la conversione dei rapporti in atto nel nuovo contratto di lavoro a progetto, ferma restando la possibilità di prorogare i contratti già in essere con accordo aziendale se non riconducibili a un progetto.

Per vedere operative le restanti novità, che amplieranno ulteriormente la flessibilità del mercato del lavoro, bisognerà attendere del tempo, quello necessario perché regioni, contrattazione collettiva e ministeri interessati provvedano a regolamentare le materie di propria competenza.

Le novità subito in vigore. Diverse sono le novità che trovano immediato impiego operativo (si veda tabella). Merita in primo luogo evidenziare l’entrata in vigore delle nuove sanzioni amministrative a carico dei datori di lavoro, tra l’altro, per le ipotesi di violazioni degli obblighi di comunicazione previsti nel caso di assunzione, di trasformazione e di cessazione di rapporti di lavoro.

Sul versante dei contratti di lavoro, in primo piano sono le co.co.co. Il dlgs n. 276/03 prevede che i rapporti vigenti al 24 ottobre, per non essere convertiti in un rapporto di lavoro subordinato, devono essere riconducibili a uno o più progetti specifici o programmi di lavoro o fasi di esso, che significa il loro inquadramento nel nuovo contratto di lavoro a progetto.

Mentre l’obbligo è da osservare immediatamente per le collaborazioni da stipulare dal 24 ottobre in poi, per i rapporti vigenti a tale data ci sarà un anno di tempo (cioè resteranno in vita fino alla loro naturale scadenza, al più fino al 23 ottobre 2004).

Un tempo più lungo è possibile fissare nell’ambito di accordi sindacali, stipulati anche in sede aziendale (con i sindacati comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale), che prevedano una disciplina specifica di transizione di questi rapporti al nuovo regime del lavoro a progetto.

Entreranno immediatamente in vigore, inoltre, le modifiche alla disciplina del part-time, attribuendo al rapporto di lavoro ulteriori spazi di flessibilità soprattutto a favore di una maggiore libertà per il datore di lavoro di modificare sia orario sia collocazione della prestazione lavorativa, con disciplina ordinariamente rimessa ai ccnl e, in assenza, all’accordo delle parti.

Una prima modifica riguarda l’ambito di applicazione, con l’estensione della facoltà di stipulare rapporti di lavoro a tempo parziale a tutte le ipotesi di assunzione con contratti di lavoro a termine in base alla nuova disciplina del dlgs n. 368/01, in caso di sostituzione di lavoratori in maternità e in caso di assunzioni di lavoratori in mobilità. In secondo luogo, le modifiche interessano il lavoro straordinario, un’ipotesi finora relegata in circoscritti principi di legge e duramente sanzionata.

Dal prossimo 24 ottobre ci saranno due discipline, a seconda che si tratti di part-time orizzontale ovvero di part-time verticale o misto. Mentre nessuna particolare regola è stata prevista in questi ultimi casi (il lavoro straordinario diventa sempre possibile e soggetto all’ordinaria disciplina prevista per i rapporti di lavoro a tempo pieno), nel part-time orizzontale viene rimessa la fissazione della disciplina ai ccnl in ordine al numero massimo di ore di lavoro supplementare effettuabili; alle causali in relazione alle quali sia consentito al datore di lavoro di richiedere lo svolgimento di lavoro supplementare; alle conseguenze del superamento delle ore di lavoro supplementare consentite dai ccnl.

Sempre in merito ai nuovi contratti di lavoro, potrà esordire il contratto di lavoro intermittente, ma soltanto in talune ipotesi. In via generale, la stipulazione del nuovo contratto sarà possibile solo per alcune prestazioni lavorative la cui individuazione è affidata ai ccnl.

Una simile condizione, invece, non è prevista qualora il contratto riguardi soggetti in stato di disoccupazione con meno di 25 anni d’età o lavoratori con più di 45 anni d’età che siano stati espulsi dal ciclo produttivo o siano iscritti alle liste di mobilità e di collocamento, rendendo pertanto operativa la nuova figura contrattuale.

Anche il contratto di lavoro ripartito sarà operativo dal prossimo 24 ottobre. In realtà, è questo un rapporto di lavoro già praticato. Con l’entrata in vigore del dlgs n. 276/03, pertanto, si tratterà di osservare i nuovi principi sul peculiare rapporto di lavoro suddiviso in due.

Le novità in attesa di regolamentazione. Più numerose sono le novità che, al momento, resteranno solamente fissate in principi di legge, perché per diventare operative hanno bisogno di specifici interventi di regolamentazione accessoria. Restando sul discorso dei nuovi contratti di lavoro, si annoverano le consistenti novità in materia di contratto di lavoro interinale, destinato a scomparire e lasciare posto alla somministrazione di lavoro.

Ancora, bisognerà attendere la regolamentazione delle regioni per quanto concerne i nuovi percorsi di apprendistato (tre diverse tipologie), che nel frattempo resterà in vita secondo l’attuale disciplina. Così pure per il nuovo contratto d’inserimento lavorativo, che sostituirà il contratto di formazione e lavoro (che continuerà a sopravvivere, invece, nel settore del pubblico impiego).

Accanto ai contratti di lavoro è prevista la riforma del mercato del lavoro, dei servizi all’impiego con maggiore spazio ai privati (le nuove agenzie di lavoro), l’introduzione della borsa continua nazionale del lavoro. Infine, dovranno attendere una disciplina anche le nuove procedure di certificazione dei contratti di lavoro e per le rinunzie e transazioni.