Contratti, si riprende a trattare

19/02/2001

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Contratti, si riprende a trattare
Lavoro a termine, il 26 nuovo incontro. Fazio: serve più flessibilità salariale
la vertenza


ROMA — Parziale schiarita nella vertenza per i contratti a termine. Ieri imprenditori e sindacati hanno ripreso la trattativa e, dopo un incontro di tre ore, hanno concordato di rivedersi il 26 febbraio. E’ già un risultato il fatto che una nuova rottura sia stata evitata e che il dialogo prosegua, con l’impegno della Confindustria a presentare in occasione del prossimo appuntamento una proposta sui diversi aspetti più controversi che hanno fino ad oggi impedito il recepimento della direttiva europea in materia. Tutt’ora i nodi del confronto riguardano la precentuale di lavoratori che possono essere assunti con contratto a tempo determinato rispetto a quelli con contratti a tempo indeterminato, le causali per le quali verrebbe ammesso il contratto a termine, la durata massima dell’eventuale proroga di tale tipo di contratto.
Ieri nella lunga riunione in Confindustria fra i rappresentanti di ben 17 organizzazioni di imprese (industriali, commercianti, agricoltori, artigianato, banche e cooperazione) e i dirigenti di Cgil, Cisl e Uil, la maggiore delle tre confederazioni si è confermata la più rigida nel reclamare una serie di vincoli. Del resto Sergio Cofferati, in un discorso a Reggio Emilia mentre era in corso il negoziato a Roma, ha tenuto a specificare che «sui contratti a termine la Cgil non ha cambiato idea», che lo schema da seguire è quello già concordato con la Confapi, «con qualche modifica non trascendentale», e che le causali e le percentuali per i contratti a termine vanno stabilite nei contratti nazionali di lavoro.
Se per i segretari di Cisl e Uil Raffaele Bonanni e Carlo Canapa l’incontro è stato «positivo», la Cgil preferisce non sbilanciarsi: «Diamo un giudizio il più neutro possibile», ha detto il segretario Giuseppe Casadio in attesa di conoscere le proposte concrete degli imprenditori. Quanto agli industriali, in un comunicato dicono che il chiarimento è servito a individuare «le residue aree di difficoltà» e che il loro documento presentato il 24 gennaio «non può essere rimesso in discussione nel suo equilibrio complessivo».
Un invito alla flessibilità salariale viene intanto rinnovato dal governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio, favorevole a che sia stabilita una componente variabile della retribuzione collegata all’andamento dell’impresa, accanto alla parte fissa; «improcrastinabili» sono poi definite le riforme strutturati verso l’abbassamento della pressione fiscale, che non può prescindere da una revisione della previdenza e da interventi sulla spesa.
Per la vertenza Fiat si profila un intervento mediatore del ministro del Lavoro Cesare Salvi.
(v.s.)